Gli obiettivi del nail artist

Mettere in pratica le conoscenze e le abilità acquisiste nell’arte del decorare le unghie di mani e piedi, aiutando qualsiasi persona che desideri apportare un miglioramento alla propria immagine. Questo è l’obiettivo di un bravo nail artist, valutando caso per caso la forma delle unghie, il colore della pelle, l’anatomia delle mani e dei piedi, tenendo sempre a mente ciò che il cliente vuole e quel che si può realmente ottenere. Il professionista che cura e valorizza le unghie ha il compito di scoprire quali sono i trattamenti più adatti al cliente secondo le patologie o la situazione specifica che lo interessa, farlo sentire il più possibile a proprio agio e contribuire al benessere della persona, aumentare la sua autostima regalandogli una ritrovata sicurezza nei confronti del proprio corpo.

Il corso nail art organizzato da Academia BSI è dunque perfetto per chiunque desideri dare un nuovo impulso alla propria carriera professionale, migliorare la qualità dei trattamenti erogati ed acquisire nuove tecniche e conoscenze che sono realmente in grado di portare il livello qualitativo offerto molto più in alto.  È un percorso formativo che si rivolge a tutti coloro che sono interessati al mondo della bellezza (manicure, riflessologi, podologi, estensori di ciglia, trucco, masoterapista, consulenti d’immagine, estetiste in generale), ed inoltre chi completa il corso può tranquillamente proporsi come professionista del settore per qualsiasi struttura in cui si eseguano trattamenti di bellezza o proporsi come libero professionista in questo ambito.

Nuovi orizzonti e diversi sbocchi professionali

Espandi le tue conoscenze ed esperienze in questo campo professionale studiando i principali problemi relativi alle alterazioni che le persone riscontrano nelle unghie delle mani e dei piedi, scopri i principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure per apprendere la messa in pratica delle tecniche più efficaci, nonché delle tecniche per apporre le decorazioni così tanto richieste dalla clientela. Avrai inoltre modo di studiare le misure di sicurezza e igiene necessarie nei processi di manicure e pedicure così da avvicinare ulteriormente il concetto di qualità applicato alle attività di nail art apprese. Il corso proposto da Academia BSI ti prepara dunque ad entrare in questo bellissimo mondo direttamente dalla porta principale, apprendendo le tecniche ed i trattamenti della cura e della decorazione delle unghie di mani e piedi in base alle circostanze e alle preferenze di ogni persona.

Academia BSI ti offre dunque le chiavi e le competenze per studiare e gestire tutte le problematiche legate alle alterazioni di cui le persone soffrono nelle unghie, per mezzo dei principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure. Capirai inoltre come applicare ogni tipo di decorazione e personalizzazione alle unghie, così da essere realmente in grado di esaudire i desideri di ogni cliente, anche la più esigente, apportando tali abbellimenti che sono in grado di arricchire l’aspetto fisico di una persona ed oggi sempre più in grado di attirare gli sguardi delle altre donne, curiose di scoprire se e quali decorazioni sono presenti sulle mani o sui piedi delle altre persone.

Quello del nail artist è un lavoro gratificante, in quanto consente di aiutare una persona a sentirsi a proprio agio con se stessa, apportando le decorazioni più belle sulle unghie, cosa altrimenti impossibile senza una formazione adeguata come quella offerta da questo corso.

Il corso nail art di Academia BSI si prefigge i seguenti obiettivi:

  • Studiare le problematiche legate alle alterazioni che le persone subiscono nelle unghie, nelle mani e nei piedi
  • Conoscere i principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure
  • Apprendere lo sviluppo delle tecniche di manicure e pedicure
  • Introduzione alle principali tecniche di ricostruzione delle unghie artificiali
  • Conoscere i disegni e le decorazioni per unghie più richieste dalla clientela
  • Studiare le misure di sicurezza ed igiene necessarie nei processi di manicure e pedicure

Inizia con il piede giusti questa nuova avventura professionale sviluppando nuove conoscenze nell’ambito della decorazione delle unghia di mani e piedi, acquisisci tutte le conoscenze di base con il corso nail arti di Academia BSI.

I tuoi elettrodomestici su Goonix

Acquistare un nuovo elettrodomestico, ad esempio in caso di guasto occorso a quello che abbiamo già in casa, può essere sicuramente una spesa fastidiosa da affrontare proprio perché imprevista e non voluta. Dovendo comunque far fronte alla sostituzione dell’ elettrodomestico guasto.

Quel che facciamo solitamente in questi casi è iniziare a spulciare le offerte alla ricerca del prodotto che possa fare al caso nostro e che abbia un prezzo accessibile. In questo senso, una delle più importanti risorse del web per quel che riguarda la qualità dei prodotti, nonché l’importanza delle offerte elettrodomestici che propone, è sicuramente il sito Goonix. Questo importante sito mette a disposizione degli utenti una scelta davvero ampia per quel che riguarda grandi e piccoli elettrodomestici, ma non solo. Qui l’utente ha infatti la possibilità di scegliere tra una moltitudine di prodotti che riguardano anche casa e l’arredamento, l’informatica e la tecnologia, la telefonia ed il tempo libero, il gaming e gli articoli pensati per i più giovani.

È possibile acquistare veramente di tutto su Goonix e fai bene ad approfittare delle sue offerte elettrodomestici per portare a casa dei prodotti eccezionali a prezzi veramente convenienti. Se lo vorrai ti sarà anche possibile acquistare il prolungamento della garanzia di base prevista dalla casa produttrice, così da tutelare nel corso degli anni il prodotto prescelto. Ad ogni modo il servizio di assistenza  post vendita di Goonix fornisce tutto il supporto necessario nel caso in cui un prodotto presenti eventuali anomalie o problematiche.

Grande convenienza su Goonix dunque, oltre che acquisti sicuri, e questi sono i fattori che hanno contribuito nel tempo a rendere questo e-Commerce una delle risorse di riferimento per quanti desiderano acquistare un nuovo elettrodomestico o prodotti di ogni tipo, riuscendo a risparmiare rispetto quelli che sono i prezzi proposti dalla grande distribuzione organizzata.

Motel con centro wellnes a Monza

L’ Over Motel è un motel Monza 4 stelle di recente apertura, elegante, accogliente e situato in posizione strategica per poter raggiungere anche Milano in pochi minuti d’auto. Le camere offrono al cliente tutte le comodità ed i comfort necessari per un meraviglioso soggiorno: dall’aria condizionata al riscaldamento, dal wifi gratuito alla tv, dal frigobar alla cassetta di sicurezza e ancora set di cortesia per il bagno e phon. Inoltre per ogni cliente vi è un box auto privato con accesso fronte camera, così che sia possibile parcheggiare l’auto proprio davanti il proprio appartamento con una apposita tenda motorizzata a garantire il massimo della privacy.

Niente di meglio dunque, che concedersi una pausa di tranquillità in questo luogo così lontano dallo stress quotidiano, per allontanare tensioni e stanchezza. E se avessi voglia di qualcosa di speciale? Nessun problema! Il centro benessere dell’ Over Motel di Vimercate è esattamente ciò di cui hai bisogno per rendere il tuo soggiorno un’esperienza davvero speciale: concediti un bagno in vasca idromassaggio con acqua riscaldata, prova la sauna, il bagno di vapore ed il tunnel emozionale nell’hammam. Completa la tua esperienza nel centro benessere ascoltando della musica rilassante, e avvertirai quella meravigliosa sensazione di rilassatezza e tonicità che avevi quasi dimenticato.

L’ Over Motel è la struttura ideale sia che viaggi in famiglia che in coppia, grazie ai tanti parchi e aree all’aperto che caratterizzano la zona ma anche grazie ai tanti negozi e siti di interesse storico e culturale che interessano principalmente la città di Monza. Usufruire dei servizi di questa moderna struttura ricettiva significa inoltre avere la certezza di adoperare della biancheria che viene lavata con prodotti certificati con garanzia che il Ph sia conforme a quello della pelle ma soprattutto una sanificazione che garantisce l’assenza di allergeni di ogni tipo.

Strisce a led per arredare casa

In cucina,  in camera da letto, in soggiorno così come in bagno, le strisce led sono una risorsa preziosa per valorizzare ed arricchire qualsiasi stanza degli ambienti in cui viviamo. Le strisce led sono infatti sempre più utilizzate in casa, sia per il loro basso consumo energetico grazie al quale è possibile avere bollette più leggere, che per gli interessanti effetti che è possibile ottenere in base al punto in cui vengono collocate. Non esiste una dislocazione perfetta, ma si può optare per quella che meglio si integra con gli arredi e le strutture preesistenti in casa. Spesso ad esempio, le strisce a led vengono poste sopra il piano di lavoro in cucina, sotto gli scaffali, sul soffitto, intorno a uno specchio, sulle pareti e in ogni altro luogo in cui sia possibile portare stile ed eleganza. Il risultato finale sarà sicuramente un effetto sorpresa sul visitatore, un valore aggiunto in grado di completare un arredamento con quel tocco di eleganza in più che non guasta.

Solitamente le strisce led sono lunghe 2,5 o 5 metri, e possono essere accorciate a piacimento qualora si abbia necessità di adattarle su di una superficie più piccola e, grazie al loro lato adesivo, è possibile applicare in maniera molto semplice praticamente dappertutto. Esistono fondamentalmente tre differenti tipologie di luce a led: quella calda, quella fredda e quella bianca commerciale. Scegliere adeguatamente è molto importante, perché dal colore della luce dipenderà gran parte dell’atmosfera che andremo a creare grazie a questo particolare tipo di illuminazione. Sul sito lucefaidate.it puoi trovare diverse idee al riguardo, e le strisce led che fanno al caso tuo così come i diversi accessori pensati appositamente per completare il tuo acquisto: tra questi, degli ottimi alimentatori ideali per tutti quei sistemi che non possono essere collegati direttamente alla corrente elettrica.

Il caffè ha il suo galateo: i consigli dell’esperta di bon ton

Facile dire “vuoi un caffè?”, ad amici, conoscenti o parenti in visita a casa nostra. Invece, l’insidia è dietro l’angolo. Anche se si offre un caffè di qualità come quello garantito dai prodotti Cialdamia, lo store online dove trovare tutto quello che occorre – dalle capsule nespresso compatibili alle macchine fino agli accessori – per l’italico rito della tazzina. Perché, come avverte l’esperta di bon ton Csaba dalla Zorza, food writer maestra nell’arte del ricevere, anche il caffè ha le sue rigide regole. Il prontuario del galateo del caffè insegna a tutti come proporre, servire e addirittura bere una tazza di caffè: senza sbavature e senza errori.

Mai a tavola

 Solo al ristorante il caffè viene servito a tavola. Tra le mura di casa, dove gli spazi sono limitati, “ci si accomoderà su un divano davanti al quale si posizionerà un vassoio con tutto l’occorrente: le tazzine, la caffettiera, lo zucchero riposto in una zuccheriera con il relativo cucchiaino, un numero di cucchiaini pari alle tazzine e possibilmente uguali tra loro ed eventuale latte o panna per accompagnare il tutto” precisa l’esperta.

Lo zucchero? Deve provvedere la padrona di casa

La padrona (o il padrone) di casa dovrà chiede a ogni ospite quanto zucchero desidera e a riempire la tazzina come richiesto. Poi dovrà porgere la tazza insieme al cucchiaino all’ospite. Quest’ultimo mescolerà il proprio caffè e appoggerà il cucchiaino sul piattino.

Le regole del caffè in cialda

Visto il diffondersi delle macchine domestiche a cialde non poteva mancare l’indicazione giusta anche per questa tipologia di consumo. Il caffè andrà ovviamente preparato in cucina, ma sempre servito in sala, su un vassoio. Se le tazze sono numerose e c’è quindi il pericolo che si raffreddino, l’esperta suggerisce di riscaldarle per qualche minuto in forno a 50°. Quando tutto è pronto, la padrona di casa, in salotto, aggiungerà lo zucchero e porgerà i caffè stando seduta con i suoi ospiti.

Cucchiaino solo per girare (piano)

Il cucchiaino va posto sul piatto dal lato del manico e possibilmente alla destra dell’ospite. Per mescolare lo zucchero, l’ospite deve girarlo piano, possibilmente senza sbatterlo e senza far rumore, procedendo dall’alto verso il basso. Una volta usato, il cucchiaino va posto sul piatto e mai e poi mai messo in bocca. Anche a costo di lasciare nella tazza una schiuma invitante. Non è un comportamento educato.

Composti e con mignoli al loro posto

L’esperta di bon ton afferma che “Nel gustare il proprio caffè l’ospite avrà cura di non fare rumore e non rovesciare mai la testa all’indietro per far scendere l’ultima goccia. La tazza, inoltre, si prende sempre con la mano destra dal lato del manico (eccezion fatta per i mancini) con un gesto garbato, avendo cura di non sollevare il mignolo e tenendo il braccio il più vicino al corpo per non agitare il gomito. Per far ciò è bene tenere con la mano sinistra il piattino con sopra il cucchiaino e se il caffè è servito a tavola, il piattino dovrà rimanere sulla tovaglia”.

E dopo?

Il caffè va servito al termine del pasto, in salotto, e una volta terminato le tazzine vanno sparecchiate con un vassoio. Si potranno poi offrire ai propri ospiti dei liquori e dei cioccolatini, posti su un vassoio d’argento o comunque prezioso. Non dovranno mancare una caraffa d’acqua e dei bicchieri alti, senza stelo.

Imprese, segnali di tenuta a Milano Monza Brianza Lodi

Segnali di tenuta per l’industria manifatturiera di Milano, Monza e Brianza e Lodi. Nel quarto trimestre 2019 le imprese milanesi registrano una crescita a livello tendenziale per la produzione del +0,9% rispetto allo scorso anno, e per il fatturato totale del +2,8%. A Monza e Brianza aumentano in un anno il fatturato totale (+0,3%), ed è in lieve crescita anche la domanda estera (+0,8%).

A livello tendenziale andamento nettamente positivo per la produzione (+5,2%) anche a Lodi, mentre il fatturato cresce complessivamente del +0,7%.

Da quanto emerge da un’anticipazione dei dati dal Monitor congiunturale del quarto trimestre 2019 del Servizio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, a livello congiunturale, poi, si assiste a una generale ripresa rispetto ai valori del terzo trimestre 2019.

L’andamento dell’industria milanese

La produzione industriale manifatturiera milanese registra un +0,9% su base annua rispetto al -0,2% lombardo (-0,2% la variazione congiunturale rispetto al trimestre precedente), mentre l’incremento del fatturato totale si attesta a un +2,8% rispetto al +1,5% regionale, sempre su base annua (+0,3% a livello congiunturale). Cresce in particolare il fatturato estero (+4,2%), ma anche quello interno (+2%). Gli ordini totali registrano una variazione in un anno del +1,1% (rispetto al +0,3% lombardo), trainati dalla domanda estera (+2,7% rispetto al +0,9% regionale), mentre quella interna segna un +0,2% (-0,1% in Lombardia). Rispetto al terzo trimestre 2019 rallenta però la sua crescita sia la domanda estera (-0,7%) sia quella interna (-1%).

La produzione industriale manifatturiera di Monza e Brianza

La produzione industriale manifatturiera di Monza e Brianza registra una variazione tendenziale in calo del -0,9%, in ripresa però rispetto a quella registrata nel terzo trimestre 2019 (+0,1%). Su base annua il fatturato cresce complessivamente del +0,3% grazie alla componente estera (+4,9%), mentre il fatturato interno è in flessione (-2,5%), e gli ordini totali sono in lieve crescita grazie agli ordini esteri (+0,8%). Rispetto al trimestre precedente si segnala comunque una ripresa generale del +0,7% per il fatturato totale, +1,4% gli ordini esteri, e +0,1% quelli interni.

A Lodi variazione tendenziale positiva: +5,2%

L’industria manifatturiera lodigiana registra per la produzione una variazione tendenziale molto positiva, pari a +5,2% su base annua (rispetto al -0,2% regionale), che migliora anche la performance del trimestre precedente (+2%).

Il fatturato totale cresce del +0,7% grazie al fatturato estero, che segna un +3,6%, mentre è in lieve flessione quello interno (-0,5%).

In un anno però diminuiscono gli ordini totali (-3,6%), sia esteri (-6%) sia interni (-2,6%), ma rispetto al trimestre precedente sono in ripresa gli ordini interni (+3,8%), stabile il fatturato totale, in calo gli ordini esteri (-1,4%).

 

Attenzione alle minacce di conversation hijacking

In netto aumento negli ultimi mesi gli attacchi informatici definiti di domain impersonation, utilizzati per aprire la strada al conversation hijacking. L’analisi arriva dai ricercatori di Barracuda, la compagnia di cybersicurezza, che hanno verificato circa 500.000 attacchi e-mail mensili, e ne hanno rilevato un incremento del 400%. Si tratta di attacchi sofisticati e molto mirati, cosa che li rende efficaci, difficili da rilevare e costosi. Ma che cosa è il conversation hijacking? Si tratta di un attacco alla posta elettronica aziendale: i criminali informatici si inseriscono nelle conversazioni aziendali esistenti o ne avviano di nuove in base alle informazioni raccolte da account di posta elettronica compromessi o da altre fonti. Gli hacker quindi leggono le e-mail e monitorano l’account compromesso per comprendere le attività aziendali e raccogliere informazioni su trattative in corso, procedure di pagamento e altri dettagli.

Sfruttare le informazioni provenienti da account compromessi

Secondo Barracuda nel luglio 2019 si sono verificati circa 500 attacchi di domain impersonation nelle e-mail analizzate, e a novembre erano oltre 2000.

I cybercriminali raramente utilizzano gli account compromessi per il conversation hijacking, ma ricorrono piuttosto all’email domain impersonation. Sfruttano le informazioni provenienti dagli account compromessi, comprese le conversazioni interne ed esterne tra dipendenti, partner e clienti, per elaborare messaggi convincenti, inviarli da domini falsi e indurre con l’inganno le vittime a effettuare trasferimenti di denaro o aggiornare informazioni di pagamento. Alla predisposizione dell’attacco dunque i cybercriminali dedicano molto tempo alla pianificazione del conversation hijacking prima di lanciare i loro attacchi. Utilizzano l’account takeover o effettuano ricerche sull’organizzazione target per comprendere le transazioni aziendali e preparare gli attacchi.

Utilizzare la domain impersonation e registrare falsi domini

I criminali informatici utilizzano la domain impersonation, ricorrendo, tra le altre, anche a tecniche di typosquatting, come la sostituzione o l’aggiunta di una lettera nell’URL. In preparazione dell’attacco, i cybercriminali registreranno o acquisteranno un dominio dal nome simile a quello che vogliono imitare.

La domain impersonation è per questo un attacco a impatto molto elevato. Può essere facile non avvertire le sottili differenze tra l’URL legittimo e quello imitato, riporta Askanews. A volte, i criminali modificano il Top-Level-Domain (TLD), utilizzando .net o .co anziché .com, per ingannare le vittime.

Obiettivo, indurre a trasferire denaro o effettuare pagamenti

In ultima analisi, l’obiettivo di questi attacchi è indurre con l’inganno le vittime a trasferire somme di denaro, effettuare pagamenti o modificare i dettagli di pagamento. La domain impersonation e il conversation hijacking richiedono un investimento sia in termini di tempo sia di denaro da parte dell’hacker. Un costo che per i criminali vale sicuramente la pena sostenere, in quanto questi attacchi personalizzati hanno spesso più successo rispetto ad altri attacchi di phishing meno sofisticati.

Le Pmi italiane sono le più “punite” in Europa

Un primato italiano in Europa, quello di essere il più tassato e punito per i mancati adempimenti fiscali. Ma l’Italia si distingue anche tra i Paesi più tartassati per i reati fiscali, e per quanto riguarda l’ammontare del carico fiscale e contributivo, è preceduta solo dalla Francia. Ed è sul podio negativo anche per una situazione in cui la burocrazia la fa da padrona. I dati allarmanti emergono dal Rapporto tra regimi di tassazione e punibilità del reato di evasione: un primato italiano, redatto dell’osservatorio nazionale per le piccole e medie imprese di Conflavoro Pmi.

Un Paese tra i più tartassati per i reati fiscali

L’Italia è quindi al primo posto in Europa in una classifica in cui nessuno ambisce alla vetta. Alcuni esempi? Su 23 Paesi presi in esame dal Rapporto solo in altri cinque oltre l’Italia, ovvero Irlanda, Lituania, Portogallo, Slovacchia e Bulgaria, sono previste sanzioni per il reato di elusione fiscale.

L’Italia poi spicca anche come Paese tra i più tartassati per i reati fiscali, insieme a Slovacchia, Portogallo e Regno Unito. Per quanto riguarda l’ammontare del carico fiscale e contributivo, solo la Francia ci precede sul podio. Ma il problema, tutto tricolore, è la pesantissima burocrazia, che evidentemente ha le sue colpe nella relazione tra regime fiscale, punibilità e conseguente mancato sviluppo imprenditoriale.

“Serve una riforma fiscale che vada incontro agli standard europei”

L’Italia poi è ultima in Europa anche nella classifica sulla facilità di pagare le tasse e reperire informazioni utili per la valutazione degli oneri di conformità fiscale. E a livello mondiale, per quanto riguarda le tempistiche e gli adeguamenti circa gli adempimenti fiscali e contributivi, l’Italia è al 128° posto. Fanno meglio Guayana, Albania, Giamaica, St. Kitts e Nevis, Paraguay e Mozambico, riporta Adnkrons. “Gli oneri fiscali per imprese e lavoratori è ancora ai massimi livelli. Anzi, la situazione per le Pmi è destinata a peggiorare – sottolinea Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi -. Con questa politica le nostre imprese non sono libere di lavorare, non hanno stabilità, sono in equilibrio precario. Serve una riforma fiscale che vada incontro agli standard europei”.

L’Italia “deve definire carichi fiscali che non frenino lo sviluppo delle Pmi”

“Evidentemente le richieste dell’Europa – aggiunge il presidente di Conflavoro Pmi – vanno ascoltate solo quando fa comodo a Germania e Francia. La realtà dei fatti è che l’Italia deve definire carichi fiscali meno pressanti, carichi che non frenino lo sviluppo delle nostre Pmi e che permettano anzi una leale competizione con gli altri Paesi europei. Ricordiamoci – sottolinea Capobianco – che più tasse, con l’aggiunta di una burocrazia enorme, significano più manette. Significa condannare lo sviluppo del nostro tessuto imprenditoriale e dunque la crescita di tutto il Paese”.

Contraffazione, alle aziende italiane costa 30 miliardi

La contraffazione sembra essere un fenomeno inarrestabile nel nostro Paese. Non solo: è in continua crescita, tanto che nel 2019 il 30,5% dei consumatori ha acquistato un prodotto contraffatto o ha usufruito di un servizio illegale (+3,7% rispetto al 2016 e +4,9% in confronto al 2013). Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi, mettendo peraltro a rischio circa 200 mila posti di lavoro. Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dall’indagine Confcommercio su illegalità, contraffazione e abusivismo, presentati nell’ambito della Giornata “Legalità ci piace”.

Abbigliamento e prodotti farmaceutici “tarocchi” in aumento

Ma quali sono gli articoli più contraffatti e più acquistati? La ricerca rivela che è in aumento rispetto al passato l’acquisto illegale di abbigliamento (+9,4% sul 2016), prodotti farmaceutici (+2,8), prodotti di intrattenimento (+1,5), pelletteria (+0,4) e giocattoli (+0,3). In crescita l’utilizzo del web, in prevalenza per  giocattoli (+12,1%), prodotti di pelletteria (+10,5) e capi di abbigliamento (+9). E’ per lo stesso web, d’altronde, che passa gran parte dell’intrattenimento (89% della musica, film, abbonamenti tv, eccetera) e quasi la metà (47,9%) dei servizi turistici (alloggio, ristorazione, trasporti) illegali. Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%), una tendenza diffusa in prevalenza tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Oltre il 90% dei consumatori, comunque, è consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno.  Il  66,8%, in particolare, è informato sul rischio di incorrere in sanzioni amministrative in caso di acquisto di prodotti contraffatti. Il consumatore “illegale” ha più di 25 anni, risiede principalmente al Sud (per il 43,7%), ha un livello d’istruzione medio-basso (per il  77,2%), ed è soprattutto impiegato, pensionato o operaio (per il 69,7%).

Un danno enorme per le imprese

“Contraffazione e abusivismo sono due piaghe che certo penalizzano in particolare i nostri settori, ma che indeboliscono tutta la filiera del made in Italy e la salute del sistema paese sovvenzionando le catene della criminalità organizzata”, ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Piaghe che si riflettono pesantemente sui conti delle imprese del terziario di mercato. Il report, infatti, sottolinea che i fenomeni criminali percepiti più in aumento sono contraffazione (34,8%), abusivismo (34%), furti (29%) e rapine (25%). La concorrenza sleale (60,8%) e la riduzione del fatturato (37,8%) sono invece gli effetti ritenuti più dannosi. Per quanto riguarda infine la piaga del  taccheggio, il 69,3% delle imprese del commercio al dettaglio ne è stato vittima almeno una volta, un dato più forte nel Nord Ovest (75,5%) e nel Centro (73,6%).

Invecchiare alla luce blu degli schermi

Passare troppo tempo davanti al pc o il tablet, ma anche sullo smartphone, fa invecchiare precocemente. Le lunghezze d’onda blu prodotte dai diodi luminosi degli schermi dei nostri dispositivi danneggiano le cellule del cervello e la retina, e riducono la durata della vita. Anche se non colpiscono direttamente gli occhi. Almeno, è quanto suggerisce, una ricerca dell’Oregon State University, condotta su un modello animale, Lo studio, pubblicato su Aging and Mechanisms of Disease, ha coinvolto infatti un moscerino, la Drosophila melanogaster, organismo chiave per la ricerca a causa dei meccanismi cellulari che condivide con altri animali, inclusi gli esseri umani.

Una scoperta sorprendente per gli stessi ricercatori

Il team con a capo Jaga Giebultowicz ha esaminato la risposta di questi insetti a esposizioni giornaliere della durata di 12 ore alla luce a led blu, scoprendo che questo “trattamento” accelerava l’invecchiamento degli esemplari. E non solo a livello cerebrale.I moscerini esposti a cicli giornalieri di 12 ore di luce blu e 12 ore di oscurità hanno avuto una vita più breve rispetto ai compagni tenuti nell’oscurità totale o alla luce con le lunghezze d’onda blu filtrate. Più in particolare, gli insetti esposti alla luce blu mostravano danni alle cellule retiniche e ai neuroni cerebrali, e una capacità di movimento ridotta. Non solo, alcuni moscerini dell’esperimento erano mutanti privi di occhi, e anche loro mostravano danni cerebrali e problemi di locomozione, suggerendo che il danno arrivava anche se la luce blu non colpisce gli occhi.

“Una maggiore esposizione alla luce artificiale è un fattore di rischio”

La luce naturale, osserva Giebultowicz, è cruciale per il ritmo circadiano del corpo, il ciclo di 24 ore di processi fisiologici come l’attività delle onde cerebrali, la produzione di ormoni e la rigenerazione cellulare. “Ci sono prove che suggeriscono che una maggiore esposizione alla luce artificiale è un fattore di rischio per il sonno e i disturbi circadiani”, ha detto Giebultowicz. “E con l’uso prevalente dell’illuminazione a led e dei display dei dispositivi, gli esseri umani sono soggetti a quantità crescenti di luce blu”. Infine si è visto che i moscerini, se possono, tendono a evitare la luce blu.

Alcune precauzioni per evitare di essere danneggiati

“Poiché la scienza cerca modi per aiutare le persone a essere più sane e vivere più a lungo, progettare uno spettro di luce più salubre potrebbe essere utile”, osserva Eileen Chow, coautrice dello studio. Nel frattempo, possiamo prendere alcune precauzioni per evitare di essere danneggiati. Come, ad esempio, utilizzare occhiali con lenti color ambra, che filtrano la luce blu e proteggono le retine. In ogni caso, telefonini, laptop e altri dispositivi possono essere impostati per bloccare le emissioni blu, riporta Adnkronos.

“In futuro potrebbero essere inventati telefoni che regolano automaticamente il display in base alla durata dell’utilizzo percepito dal telefono – afferma Trevor Nash, autore principale della ricerca -. Questo tipo di telefono potrebbe essere difficile da realizzare, ma probabilmente avrebbe un grande impatto sulla salute”.

Trasferirsi all’estero, 2 italiani su 3 sono pronti a “emigrare”

Viaggiare o addirittura trasferirsi all’estero per migliorare la propria situazione professionale. Due italiani su tre, il 67%, sono pronti a fare le valigie, se potessero ottenere un avanzamento di carriera e un miglior equilibrio fra lavoro e vita privata: il 3% in più della media globale e il 12% in più di quella europea. E se il 64% si trasferirebbe a fronte di un notevole aumento di stipendio il 57% lo farebbe per ottenere una carriera più soddisfacente. il 4% sulla media mondiale.

Sono i risultati dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane.

Germania e Stati Uniti le mete preferite

Ma dove andrebbero gli italiani in cerca di un lavoro più remunerativo? Quasi un italiano su due resterebbe in Europa, con in cima alle preferenze la Germania (9%), seguita da Francia, Svizzera e Spagna (8%), Regno Unito (7%), Austria (4%), e Belgio (3%). Al di fuori del continente le mete più ambite sono invece Stati Uniti (6%), Australia (5%) e Canada (3%).

In generale, comunque sono gli Stati Uniti a raccogliere più preferenze fra i lavoratori globali, col 10% delle scelte, seguiti da Germania (8%), Regno Unito (7%), Australia (7%), e Canada (6%). Al contrario, soltanto il 3% di essi emigrerebbe in Italia.

Il 49% preferirebbe partire piuttosto che cambiare carriera

La prospettiva dell’emigrazione è preferibile al cambiamento di carriera per il 49% degli intervistati, cinque punti in meno della media globale, ma ben sette in più della media europea. E sono poche le differenze di genere ed età, a eccezione della fascia dei 35-44enni (38%). Il 57% dei dipendenti, inoltre, sarebbe disposto a trasferirsi in un altro paese su richiesta dell’azienda per non perdere il posto di lavoro, una percentuale molto superiore alla media dell’Europa centro-settentrionale (41%), orientale (35%), e meridionale (51%).

Una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano

“L’elevata propensione degli italiani a spostarsi all’estero per dare una spinta alla propria carriera testimonia l’intraprendenza e la consapevolezza da parte degli italiani di un mondo del lavoro sempre più globale, ma rappresenta anche una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano – afferma Marco Ceresa, AD Randstad Italia -. Un’eccessiva emigrazione dei profili migliori però rischia di tradursi in un impoverimento sociale ed economico del paese”.

In ogni caso, riporta Adnkronos, gli italiani non sognano solo una carriera lontano da casa. Potendo scegliere ben il 72% vorrebbe trovare impiego in un’azienda facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta, una percentuale di quattro punti sopra la media globale. Un risultato in parziale controtendenza

Il riconoscimento facciale su Facebook non sarà più automatico

Facebook non smette di rinnovarsi, e da qualche tempo lo fa soprattutto per tutelare la privacy dei propri utenti. L’ultima novità riguarda la gestione del riconoscimento facciale, che non sarà più automatico.

La decisione è stata presa in nome della privacy e del rispetto della volontà dell’utente di non comparire nei tag. Forse perché la funzione Tag Suggestions, che ha utilizzato il riconoscimento facciale solo per suggerire a un utente di taggare gli amici nelle foto, è al centro di una causa relativa alla privacy dal 2015. Di fatto ora gli utenti del social network di Mark Zuckerberg potranno scegliere o meno di attivare la funzione attraverso un esplicito opt-in, ovvero l’opzione attraverso la quale si esprime il proprio consenso.

Il riconoscimento sostituirà l’attuale funzione attiva di default

Il riconoscimento facciale, disponibile per alcuni utenti di Facebook dal mese di dicembre del 2017, avvisa anche il titolare di un account se la sua foto del profilo viene utilizzata da qualcun altro.

Come ha spiegato la società in un post sul proprio blog il riconoscimento sostituirà l’attuale funzione di default chiamata appunto Tag Suggestions (Suggerimenti tag), che consentiva a Facebook di taggare automaticamente i propri amici nelle foto postate se questi a loro volta avevano attivato la funzionalità.

Saranno gli utenti a decidere se taggare se stessi o meno

Da oggi invece, se si decide di utilizzare la funzione, la tecnologia di riconoscimento facciale avviserà gli utenti delle immagini in cui appaiono, ma in cui non sono taggati, e saranno gli utenti stessi a valutare se “taggarsi” o meno. Nel caso in cui non si farà alcuna scelta, il riconoscimento facciale rimarrà disattivato di default, e il social network invierà una semplice notifica che suggerisce la novità.

Per tutti i nuovi utenti, e per quelli che avevano attivi i suggerimenti dei tag, Facebook fornirà informazioni sulla nuova funzione, riferisce Adnkronos.

Anche la funzionalità Photo Review non sarà attivata automaticamente

“Se al momento non disponi dell’impostazione di riconoscimento facciale e non fai nulla, non utilizzeremo il riconoscimento facciale per riconoscerti o suggerire tag – spiega il social -. Inoltre, funzionalità come Photo Review, che ti consente di sapere quando compari nelle foto anche se non sei taggato, purché tu abbia l’autorizzazione a vedere il post in base alle sue impostazioni sulla privacy, non saranno attivate. Le persone saranno comunque in grado di taggare manualmente gli amici, ma non suggeriremo tag se non hai attivato il riconoscimento facciale “, spiega ancora il gigante del web.

 

 

Meglio lo smart working che rinunciare alle ferie

Sì allo smart working per due italiani su tre, anche e soprattutto in vacanza. Perché è meglio portarsi il lavoro al mare o in montagna piuttosto che rinunciare alle ferie o doverle ridurre notevolmente. È quanto emerge da una recente indagine svolta su un campione di 500 connazionali da Axess Public Relations, agenzia di pubbliche relazioni italiana specializzata nell’healthcare, assicurazioni e no profit.

“La cultura del lavoro – dichiara ad askanews Dario Francolino, presidente di Axess Public Relations -, per alcune professioni si è completamente trasformata, come osserviamo ormai quotidianamente grazie o per colpa dello Smart Working. Guardiamo il lato positivo, così si evitano anche stress e traumi da rientro”. Insomma, senza aver mai completamente “abbandonato” il Pc (e avendo fatto vacanze più lunghe di quelle che sarebbe stato possibile fare) il ritorno alla solita vita è più soft e meno traumatico.

Smart working, per chi è ideale e perché

Lo smart working è il sogno di molti, ma è particolarmente efficace per alcune figure professionali in particolare.

“Lo smartworking è un vero toccasana per alcune professioni più creative, che non necessitano di lavorare per forza dall’ufficio – dice ancora Francolino -. È così che si riescono a conciliare le diverse esigenze dei dipendenti tra cui per esempio la possibilità di avere più supporto nella cura dei figli o dei genitori”. Insomma, così si riesce a conciliare famiglia e lavoro, senza spostamenti e soprattutto senza sacrifici.

L’importanza di responsabilità e rispetto reciproco

Ovviamente, la possibilità di lavorare lontano dall’ufficio presuppone un consolidato rapporto di fiducia, senso di responsabilità e condivisione di regole generali con l’azienda. Un esempio? Per il lavoratore tener conto delle dead line; per l’azienda rispettare il tempo libero dei dipendenti, che non devono lavorare o essere raggiungibili per 24 ore su 24. Solo così le nuove condizioni di lavoro possono essere veramente soddisfacenti per tutte le parti in causa.

Cellulare, non è vero che fa male

Buone notizie anche per quanto riguarda i cellulari, strumenti più che necessari nello smart working. Sulla base del Rapporto Istisan “Esposizione a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche” l’Istituto Superiore di Sanità diffonde notizie confortanti circa l’utilizzo prolungato del cellulare, che se usato per oltre dieci anni, non farebbe incrementare il rischio di neoplasie maligne (glioma) o benigne (meningiomi, neuromi acustici, tumori dell’ipofisi o delle ghiandole salivari). Insomma, via libera al cellulare, soprattutto se significa poter lavorare senza rinunciare alle meritate vacanza.