L’utilità di un portabadge

Uno dei problemi di lavoratori e di tutti i colori quali sono in possesso di un badge che consente loro di accedere ai locali in cui viene svolta una determinata attività lavorativa, è quello di portare sempre con sé il badge senza smarrirlo o dimenticarlo a casa, ma anche quello di riuscire a mantenerlo integro nel tempo e fare in modo che questo non possa rovinarsi all’interno del portafogli o addirittura smagnetizzarsi.

Nulla infatti, è più fastidioso dell’arrivare sul luogo di lavoro e scoprire di aver dimenticato in altro luogo il badge che consente di accedere ai locali, oppure di averlo portato con sé ma di non riuscirlo a trovare magari perché questo si trova tra mille altre cose all’interno di una borsa o in una qualsiasi tasca tra quelle della giacca o del pantalone. I portabadge che propone Cotini srl servono proprio a risolvere tale tipo di necessità e consentire a tutti di poter avere il proprio badge sempre a portata di mano ed in perfette condizioni.

L’astuccio in plastica rigida

In particolar modo esistono due tipi di portabadge: Il primo è quello in plastica con asola, un comodo astuccio portabadge in plastica rigida trasparente che consente di attaccare l’astuccio al cordoncino grazie alla comoda asola. Tale accessorio consente di custodire in maniera perfetta il proprio badge e avere la certezza che questo non vada a rovinarsi nel tempo magari all’interno del portafogli o del luogo in cui siamo soliti riporlo.

Il cordoncino colorato

Il secondo accessorio è invece un cordoncino colorato per portabadge, disponibile in 10 differenti colorazioni e che include anche il moschettone, così da potervi agganciare il portabadge. È realizzato in nylon ed è acquistabile in lotti da 10 pezzi. Avendolo sempre al collo sarà dunque molto più difficile smarrirlo o poggiarlo in un posto e poi essere costretti a doverlo cercare continuamente.

Entrambi questi accessori sono in grado di risolvere quello che è un piccolo problema di chi fa solitamente uso del badge, e consente anche di preservarne l’integrità nel tempo.

Gli obiettivi del nail artist

Mettere in pratica le conoscenze e le abilità acquisiste nell’arte del decorare le unghie di mani e piedi, aiutando qualsiasi persona che desideri apportare un miglioramento alla propria immagine. Questo è l’obiettivo di un bravo nail artist, valutando caso per caso la forma delle unghie, il colore della pelle, l’anatomia delle mani e dei piedi, tenendo sempre a mente ciò che il cliente vuole e quel che si può realmente ottenere. Il professionista che cura e valorizza le unghie ha il compito di scoprire quali sono i trattamenti più adatti al cliente secondo le patologie o la situazione specifica che lo interessa, farlo sentire il più possibile a proprio agio e contribuire al benessere della persona, aumentare la sua autostima regalandogli una ritrovata sicurezza nei confronti del proprio corpo.

Il corso nail art organizzato da Academia BSI è dunque perfetto per chiunque desideri dare un nuovo impulso alla propria carriera professionale, migliorare la qualità dei trattamenti erogati ed acquisire nuove tecniche e conoscenze che sono realmente in grado di portare il livello qualitativo offerto molto più in alto.  È un percorso formativo che si rivolge a tutti coloro che sono interessati al mondo della bellezza (manicure, riflessologi, podologi, estensori di ciglia, trucco, masoterapista, consulenti d’immagine, estetiste in generale), ed inoltre chi completa il corso può tranquillamente proporsi come professionista del settore per qualsiasi struttura in cui si eseguano trattamenti di bellezza o proporsi come libero professionista in questo ambito.

Nuovi orizzonti e diversi sbocchi professionali

Espandi le tue conoscenze ed esperienze in questo campo professionale studiando i principali problemi relativi alle alterazioni che le persone riscontrano nelle unghie delle mani e dei piedi, scopri i principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure per apprendere la messa in pratica delle tecniche più efficaci, nonché delle tecniche per apporre le decorazioni così tanto richieste dalla clientela. Avrai inoltre modo di studiare le misure di sicurezza e igiene necessarie nei processi di manicure e pedicure così da avvicinare ulteriormente il concetto di qualità applicato alle attività di nail art apprese. Il corso proposto da Academia BSI ti prepara dunque ad entrare in questo bellissimo mondo direttamente dalla porta principale, apprendendo le tecniche ed i trattamenti della cura e della decorazione delle unghie di mani e piedi in base alle circostanze e alle preferenze di ogni persona.

Academia BSI ti offre dunque le chiavi e le competenze per studiare e gestire tutte le problematiche legate alle alterazioni di cui le persone soffrono nelle unghie, per mezzo dei principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure. Capirai inoltre come applicare ogni tipo di decorazione e personalizzazione alle unghie, così da essere realmente in grado di esaudire i desideri di ogni cliente, anche la più esigente, apportando tali abbellimenti che sono in grado di arricchire l’aspetto fisico di una persona ed oggi sempre più in grado di attirare gli sguardi delle altre donne, curiose di scoprire se e quali decorazioni sono presenti sulle mani o sui piedi delle altre persone.

Quello del nail artist è un lavoro gratificante, in quanto consente di aiutare una persona a sentirsi a proprio agio con se stessa, apportando le decorazioni più belle sulle unghie, cosa altrimenti impossibile senza una formazione adeguata come quella offerta da questo corso.

Il corso nail art di Academia BSI si prefigge i seguenti obiettivi:

  • Studiare le problematiche legate alle alterazioni che le persone subiscono nelle unghie, nelle mani e nei piedi
  • Conoscere i principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure
  • Apprendere lo sviluppo delle tecniche di manicure e pedicure
  • Introduzione alle principali tecniche di ricostruzione delle unghie artificiali
  • Conoscere i disegni e le decorazioni per unghie più richieste dalla clientela
  • Studiare le misure di sicurezza ed igiene necessarie nei processi di manicure e pedicure

Inizia con il piede giusti questa nuova avventura professionale sviluppando nuove conoscenze nell’ambito della decorazione delle unghia di mani e piedi, acquisisci tutte le conoscenze di base con il corso nail arti di Academia BSI.

Motel con centro wellnes a Monza

L’ Over Motel è un motel Monza 4 stelle di recente apertura, elegante, accogliente e situato in posizione strategica per poter raggiungere anche Milano in pochi minuti d’auto. Le camere offrono al cliente tutte le comodità ed i comfort necessari per un meraviglioso soggiorno: dall’aria condizionata al riscaldamento, dal wifi gratuito alla tv, dal frigobar alla cassetta di sicurezza e ancora set di cortesia per il bagno e phon. Inoltre per ogni cliente vi è un box auto privato con accesso fronte camera, così che sia possibile parcheggiare l’auto proprio davanti il proprio appartamento con una apposita tenda motorizzata a garantire il massimo della privacy.

Niente di meglio dunque, che concedersi una pausa di tranquillità in questo luogo così lontano dallo stress quotidiano, per allontanare tensioni e stanchezza. E se avessi voglia di qualcosa di speciale? Nessun problema! Il centro benessere dell’ Over Motel di Vimercate è esattamente ciò di cui hai bisogno per rendere il tuo soggiorno un’esperienza davvero speciale: concediti un bagno in vasca idromassaggio con acqua riscaldata, prova la sauna, il bagno di vapore ed il tunnel emozionale nell’hammam. Completa la tua esperienza nel centro benessere ascoltando della musica rilassante, e avvertirai quella meravigliosa sensazione di rilassatezza e tonicità che avevi quasi dimenticato.

L’ Over Motel è la struttura ideale sia che viaggi in famiglia che in coppia, grazie ai tanti parchi e aree all’aperto che caratterizzano la zona ma anche grazie ai tanti negozi e siti di interesse storico e culturale che interessano principalmente la città di Monza. Usufruire dei servizi di questa moderna struttura ricettiva significa inoltre avere la certezza di adoperare della biancheria che viene lavata con prodotti certificati con garanzia che il Ph sia conforme a quello della pelle ma soprattutto una sanificazione che garantisce l’assenza di allergeni di ogni tipo.

Strisce a led per arredare casa

In cucina,  in camera da letto, in soggiorno così come in bagno, le strisce led sono una risorsa preziosa per valorizzare ed arricchire qualsiasi stanza degli ambienti in cui viviamo. Le strisce led sono infatti sempre più utilizzate in casa, sia per il loro basso consumo energetico grazie al quale è possibile avere bollette più leggere, che per gli interessanti effetti che è possibile ottenere in base al punto in cui vengono collocate. Non esiste una dislocazione perfetta, ma si può optare per quella che meglio si integra con gli arredi e le strutture preesistenti in casa. Spesso ad esempio, le strisce a led vengono poste sopra il piano di lavoro in cucina, sotto gli scaffali, sul soffitto, intorno a uno specchio, sulle pareti e in ogni altro luogo in cui sia possibile portare stile ed eleganza. Il risultato finale sarà sicuramente un effetto sorpresa sul visitatore, un valore aggiunto in grado di completare un arredamento con quel tocco di eleganza in più che non guasta.

Solitamente le strisce led sono lunghe 2,5 o 5 metri, e possono essere accorciate a piacimento qualora si abbia necessità di adattarle su di una superficie più piccola e, grazie al loro lato adesivo, è possibile applicare in maniera molto semplice praticamente dappertutto. Esistono fondamentalmente tre differenti tipologie di luce a led: quella calda, quella fredda e quella bianca commerciale. Scegliere adeguatamente è molto importante, perché dal colore della luce dipenderà gran parte dell’atmosfera che andremo a creare grazie a questo particolare tipo di illuminazione. Sul sito lucefaidate.it puoi trovare diverse idee al riguardo, e le strisce led che fanno al caso tuo così come i diversi accessori pensati appositamente per completare il tuo acquisto: tra questi, degli ottimi alimentatori ideali per tutti quei sistemi che non possono essere collegati direttamente alla corrente elettrica.

Il caffè ha il suo galateo: i consigli dell’esperta di bon ton

Facile dire “vuoi un caffè?”, ad amici, conoscenti o parenti in visita a casa nostra. Invece, l’insidia è dietro l’angolo. Anche se si offre un caffè di qualità come quello garantito dai prodotti Cialdamia, lo store online dove trovare tutto quello che occorre – dalle capsule nespresso compatibili alle macchine fino agli accessori – per l’italico rito della tazzina. Perché, come avverte l’esperta di bon ton Csaba dalla Zorza, food writer maestra nell’arte del ricevere, anche il caffè ha le sue rigide regole. Il prontuario del galateo del caffè insegna a tutti come proporre, servire e addirittura bere una tazza di caffè: senza sbavature e senza errori.

Mai a tavola

 Solo al ristorante il caffè viene servito a tavola. Tra le mura di casa, dove gli spazi sono limitati, “ci si accomoderà su un divano davanti al quale si posizionerà un vassoio con tutto l’occorrente: le tazzine, la caffettiera, lo zucchero riposto in una zuccheriera con il relativo cucchiaino, un numero di cucchiaini pari alle tazzine e possibilmente uguali tra loro ed eventuale latte o panna per accompagnare il tutto” precisa l’esperta.

Lo zucchero? Deve provvedere la padrona di casa

La padrona (o il padrone) di casa dovrà chiede a ogni ospite quanto zucchero desidera e a riempire la tazzina come richiesto. Poi dovrà porgere la tazza insieme al cucchiaino all’ospite. Quest’ultimo mescolerà il proprio caffè e appoggerà il cucchiaino sul piattino.

Le regole del caffè in cialda

Visto il diffondersi delle macchine domestiche a cialde non poteva mancare l’indicazione giusta anche per questa tipologia di consumo. Il caffè andrà ovviamente preparato in cucina, ma sempre servito in sala, su un vassoio. Se le tazze sono numerose e c’è quindi il pericolo che si raffreddino, l’esperta suggerisce di riscaldarle per qualche minuto in forno a 50°. Quando tutto è pronto, la padrona di casa, in salotto, aggiungerà lo zucchero e porgerà i caffè stando seduta con i suoi ospiti.

Cucchiaino solo per girare (piano)

Il cucchiaino va posto sul piatto dal lato del manico e possibilmente alla destra dell’ospite. Per mescolare lo zucchero, l’ospite deve girarlo piano, possibilmente senza sbatterlo e senza far rumore, procedendo dall’alto verso il basso. Una volta usato, il cucchiaino va posto sul piatto e mai e poi mai messo in bocca. Anche a costo di lasciare nella tazza una schiuma invitante. Non è un comportamento educato.

Composti e con mignoli al loro posto

L’esperta di bon ton afferma che “Nel gustare il proprio caffè l’ospite avrà cura di non fare rumore e non rovesciare mai la testa all’indietro per far scendere l’ultima goccia. La tazza, inoltre, si prende sempre con la mano destra dal lato del manico (eccezion fatta per i mancini) con un gesto garbato, avendo cura di non sollevare il mignolo e tenendo il braccio il più vicino al corpo per non agitare il gomito. Per far ciò è bene tenere con la mano sinistra il piattino con sopra il cucchiaino e se il caffè è servito a tavola, il piattino dovrà rimanere sulla tovaglia”.

E dopo?

Il caffè va servito al termine del pasto, in salotto, e una volta terminato le tazzine vanno sparecchiate con un vassoio. Si potranno poi offrire ai propri ospiti dei liquori e dei cioccolatini, posti su un vassoio d’argento o comunque prezioso. Non dovranno mancare una caraffa d’acqua e dei bicchieri alti, senza stelo.

I social network in Italia. Come, quanto e perché li usiamo

Gli italiani passano quasi 2 ore ogni giorno sui social network, ma rimangono sotto la media mondiale. Durante la quarantena però nel nostro Paese il tempo speso sui social è aumentato fino a +81%. Ma quali sono i social più utilizzati, e come vengono visitati? La prima piattaforma per numero di accessi mensili è Facebook, seguita da YouTube, anche se il social network più interessante dell’anno è TikTok, con un incremento degli utenti pari al 457% in soli 9 mesi, e l’app social più scaricata è Whatsapp. Si tratta di alcuni risultati della ricerca sull’uso dei social network in Italia pubblicata su Contenuti Digitali, il sito di risorse di digital marketing che aiuta le imprese a comunicare meglio online e ottenere più clienti utilizzando strategie innovative di marketing.

Più per svago che per lavoro

Su 49,48 milioni di italiani utenti attivi di internet (82% della popolazione contro il 59%a livello mondiale) a gennaio 2020 35 milioni erano attivi sui social media, aumentati di 4 milioni in 12 mesi (dati We Are Social a gennaio 2020). In Italia sembra che i social siano utilizzati principalmente come svago e meno come lavoro. La maggior differenza rispetto al resto del mondo è infatti l’utilizzo delle piattaforme per scopi professionali. Solo il 31% degli italiani, rispetto a 40% al livello mondiale, usa i social per scopi professionali.

Ma questo non significa che siamo gli ultimi. Peggio di noi Regno Unito, Francia e Germania (sotto al 26%), meglio di noi Spagna e Portogallo (con percentuali sopra al 35%)

Quasi due ore al giorno, soprattutto su YouTube

Un italiano spende in media 6 ore al giorno su Internet e un’ora e 57 minuti sui social network. Molto vicino alla media mondiale, il 98% degli italiani accede ai social da smartphone. Secondo Similarweb, a luglio 2020 il social più visitato da browser è Facebook, ma primo in classifica per durata della visita è YouTube, con 21 minuti e 54 secondi al giorno. Il tempo speso su Facebook da desktop è infatti di 10 minuti e 48 secondi (con 8,88 pagine per visita, inferiori però a Instagram, 12,61), dati inferiori anche a Twitter, che raggiunge 11 min e 15 sec di tempo speso e 12,07 pagine per visita.

L’utilizzo dei social durante la quarantena

Il dato più eclatante durante l’uso dei social durante la quarantena riguarda i servizi di messaggistica istantanea: +81% di tempo speso al giorno su Whatsapp e +57% su Messenger. Pinterest e Twitter sono gli unici che hanno visto una contrazione dei minuti spesi sulle loro piattaforme, rispettivamente -29% e -18%. In ogni caso, secondo Google Trends a marzo 2020, è Facebook il canale con il maggior numero di minuti spesi giornalmente sulla piattaforma (media di 26,4 minuti al giorno). Anche YouTube ha retto bene durante la quarantena, mentre per Instagram, non si nota alcun picco importante, così come per Linkedin, e Snapchat, il meno visitato della lista.

Uomo e dal reddito medio-alto: ecco il favorito dallo smart working

Uomo, dal reddito medio-alto: ecco il profilo del lavoratore maggiormente favorito dallo smart working. A dirlo è l’INAPP, Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, che in uno studio ha messo in evidenza gli effetti indesiderabili dello smart working sulla disuguaglianza dei redditi in Italia. Oggi, rivela il report condotto su un bacino di 45.000 individui in età lavorativa (18-74 anni), il lavoro agile avvantaggia i lavoratori con un reddito alto, in prevalenza uomini, accentuando così le disuguaglianze sociali. Chi svolge lavori caratterizzati da un’alta attitudine al lavoro da remoto ha infatti un salario annuo più alto in media del 10% rispetto ai lavoratori con una bassa propensione allo smart working, che raggiunge il 17% tra i lavoratori con i redditi più alti. Come a dire che il lavoro da remoto favorirebbe i ricchi e danneggerebbe i più deboli, almeno dal punto di vista del reddito.

Il profilo dello smart worker

Dallo studio emerge che “un’elevata attitudine a lavorare da remoto è più frequente nelle professioni svolte dalle donne, dai lavoratori adulti e da quelli sposati, con un alto livello di istruzione, con contratto full-time a tempo indeterminato”. Inoltre, scrivono i ricercatori, presentano una maggiore attitudine allo smart working coloro “che lavorano nel settore pubblico, che vivono in nuclei familiari poco numerosi e senza minori, nonché dai lavoratori che vivono in aree metropolitane, nelle regioni dell’Italia Centrale e nelle province che hanno riportato al 5 maggio 2020 un minor contagio Covid-19”. Lo smart working tende infine ad essere più frequente “nei settori Finanza e Assicurazioni, Informazione e Comunicazione, Noleggio e agenzie di viaggi, Pubblica Amministrazione e Servizi Professionali”.

I conti in tasca ai lavoratori I lavoratori con un basso livello di attitudine al lavoro agile sono più numerosi e riportano in media un reddito annuale lordo molto più basso rispetto a quelli con alta propensione allo smart working. Se poi si guarda al ruolo del lavoro da remoto nella distribuzione del reddito, è evidente che “al crescere del reddito da lavoro aumenta sia il divario salariale tra i lavoratori sia la percentuale dei lavoratori che svolgono una professione con elevata attitudine allo smart work”. In particolare, “se aumentassero le attività lavorative con alta propensione verso lo smart work si determinerebbe un aumento del salario medio lordo di circa €2.600 annui, pari a circa il 10%”; ma il vantaggio salariale riguarderebbe prevalentemente i maschi (allargando ulteriormente il divario retributivo di genere), i dipendenti più giovani e più anziani, nonché quelli che vivono nelle province più colpite dal Covid-19 (ovvero quelle del Nord e più sviluppate). Resterebbero indietro soprattutto le donne e gli adulti di età 51-64 anni, mentre tra i dipendenti di età compresa tra 25 e 35 anni si avrebbe un effetto stabile

Salute, italiani i più digital oriented d’Europa

Quando si tratta di utilizzare la tecnologia per consultare il medico o monitorare il proprio stato di salute vincono gli italiani, che risultano i più digital oriented d’Europa. Solo in pochi si preoccupano per la privacy, ma se si tratta di acquistare farmaci la maggioranza preferisce rivolgersi alla farmacia di fiducia. È quanto emerge dall’Health Report 2020, l’indagine internazionale realizzata dal Gruppo STADA in collaborazione con il Kantar Market Research Institute. L’indagine, condotta in 12 Paesi europei tra febbraio e marzo 2020, riguarda il rapporto dei cittadini con i temi relativi alla salute durante il lockdown.

Consultare il medico via Internet

Tra tutte le nazionalità coinvolte gli italiani sono stati tra i più favorevoli anche al consulto medico tramite webcam o internet (79% rispetto a una media del 70%). Solo Spagna (82%) e Finlandia (81%) sono più disponibili. Inoltre, gli italiani sono tra i più propensi (84% contro il 75% media europea), a utilizzare le app per permettere al medico di monitorare i progressi terapeutici. Solo il 6% ha espresso preoccupazioni sulla sicurezza dei dati quando utilizza un’app, ben al di sotto della media europea (11%). Il 48% degli italiani poi (percentuale nazionale più alta) ritiene che la vita eterna sia una chimera, contro un 8% che la considera possibile. E se fosse possibile, il 18% dichiara che vorrebbe vivere per sempre.

Sì a terapie genetiche, al SSN, e alla medicina convenzionale

Interrogata sulla disponibilità a sottoporsi a modifiche genetiche per evitare gravi malattie, l’Italia si classifica al quarto posto, con il 56% dei cittadini disposti a prendere in considerazione una terapia di questo tipo. Alla domanda se avessero mai cercato un sostegno psicologico per affrontare i problemi di salute solo un quinto (20%) però risponde di averlo fatto. Quanto alla soddisfazione per il SSN la maggioranza degli italiani (76%) risponde di si, anche se rispetto agli altri Paesi l’Italia si colloca solo al nono posto. In cima alla classifica si trova la Svizzera (92%), seguita da Austria e Belgio (entrambi 91%). Per quanto riguarda la fiducia nella medicina convenzionale sta crescendo leggermente in tutta Europa, Italia compresa, con il 74% di risposte affermative. Ma un 18% dichiara di voler rimanere aggiornato su trattamenti alternativi, come omeopatia e agopuntura.

Il 51% preoccupati per la mancanza di un vaccino contro il Covid-19

Un capitolo del Report 2020, volto a valutare l’effetto della crisi coronavirus, rivela che la metà degli italiani (51%) dimostra di apprezzare ancora di più il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario. Un dato superiore alla media del 44% dei 6 Paesi considerati, che vede l’Italia seconda solo alla Spagna (52%). E se due terzi (66%) valutano positivamente l’assistenza sanitaria durante l’emergenza il 51% esprime preoccupazione per la mancanza di un vaccino contro il Covid-19.

La crisi da Covid si ripercuote anche sui fondi pensione

L’ombra della crisi si allunga sui mercati finanziari e oscura le prestazioni anche dei fondi di previdenza complementare. “Le ripercussioni della crisi sui listini azionari sono state pesanti – si legge dal comunicato diffuso da Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) -. Nei principali Paesi gli indici dei corsi sono scesi di circa il 20-25%, la volatilità è risalita su livelli non registrati dai tempi della crisi finanziaria del 2008”.

Nel primo trimestre del 2020 i rendimenti medi sono stati in generale negativi. E al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno perso il 5,2%, i fondi aperti il 7,5%,  e i PIP di ramo III, il 12,15%. Ma nel medio-lungo periodo, più adeguato alla valutazione delle performance, l’impatto della crisi appare più limitato.

A fine marzo 9,185 milioni di pensioni complementari

Alla fine di marzo 2020, riporta Italpress, il numero di posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari era di 9,185 milioni. La crescita nel primo trimestre (68.000 unità, +0,7%), è stata limitata rispetto ai trimestri precedenti. A tale numero di posizioni, comprese quelle di chi aderisce contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti stimato in 8,325 milioni di individui.

I fondi negoziali registrano invece 32.000 posizioni in più (1%), portando il totale a fine marzo a 3,192 milioni. L’incremento maggiore lo ha registrato il fondo rivolto ai lavoratori del settore edile, seguito dal fondo destinato ai dipendenti pubblici, caratterizzato da un livello di adesioni contenuto rispetto alla platea potenziale.

Destinati alle prestazioni circa 180 miliardi di euro

Le risorse destinate alle prestazioni a fine marzo 2020 sono pari a circa 180 miliardi di euro. Il patrimonio dei fondi negoziali (53,7 miliardi), risulta in diminuzione del 4,3% rispetto a fine 2019. Nei fondi aperti invece sono accumulati 21,6 miliardi di euro, e 35 miliardi nei PIP “nuovi”. Nel primo trimestre la flessione è stata rispettivamente del 5,7% e dell’1,4%. Per tutte le forme il calo delle risorse nel trimestre è spiegato dalle perdite in conto capitale a fronte di una sostanziale stabilità dei contributi rispetto al passato. La più contenuta flessione nel caso dei PIP “nuovi” è riconducibile alla valutazione delle attività in base al metodo del costo storico, che viene utilizzata per le gestioni di ramo I, che costituiscono la maggior parte del settore.

Valutare il momento più opportuno per l’uscita dalla fase di accumulazione

In considerazione dell’andamento negativo dei mercati finanziari Covip invita a non compiere scelte che potrebbero comportare il consolidamento di perdite. Quanto alle prestazioni al momento non si è registrato un incremento delle richieste, ancorché in situazioni di difficoltà un aumento sia da ritenersi fisiologico.

Come migliorare il curriculum in vista della ripresa

La Fase 2 dell’emergenza sanitaria in corso è il momento giusto per rinfrescare il curriculum, in modo da farsi trovare pronti dalle imprese in cerca di nuove figure lavorative. Il problema, evidenziato da tutti gli head hunter, è che la grande maggioranza dei curricula non sono compilati in modo corretto, e vengono scartati già dalle fasi iniziali. Alcune agenzie di selezione del personale offrono servizi specifici per aiutare i futuri candidati a risolvere questo problema. Come, ad esempio, le sessioni individuali per correggere e ottimizzare i curricula, proposte dell’agenzia di selezione del personale Adami & Associati, che nelle prossime settimane prevede un picco di ricevimento di CV.

Le ricerca di lavoro sono destinate ad aumentare

È ancora presto per stimare quanti e quali saranno gli effetti del coronavirus sul mercato del lavoro, ma secondo l’assessore regionale al Lavoro dell’Emilia Romagna, Vincenzo Colla, “se il lockdown andrà avanti ancora per molto rischiamo di perdere 350.000 posti di lavoro”. L’impatto complessivo a livello internazionale sarà di certo molto forte, basti pensare ai 22 milioni di disoccupati a causa della pandemia nei soli Stati Uniti. Le persone alla ricerca di lavoro sono destinate quindi ad aumentare, e si sommeranno a tutti coloro che anche nelle settimane precedenti all’emergenza inviavano i propri curricula alle agenzie di ricerca e selezione del personale per trovare una nuova occupazione.

Accompagnare il CV con una lettera di presentazione scritta ad hoc

Ma come aumentare le probabilità di attirare l’attenzione dei recruiter in una situazione di incremento dei candidati per le posizioni lavorative?

“Prima di tutto è essenziale concentrare la propria ricerca di una nuova occupazione negli ambiti giusti, pensando a quelle che sono le effettive necessità del mercato del lavoro e le proprie competenze – spiega Carola Adami, head hunter e Ceo di Adami & Associati – il secondo passo è fare in modo di presentarsi nel migliore dei modi possibili al recruiter”. E per fare buona impressione è fondamentale accompagnare il curriculum vitae con una lettera di presentazione scritta ad hoc, senza riutilizzare il medesimo testo per ogni candidatura.

Come realizzare il curriculum perfetto?

Per aumentare le probabilità di essere chiamati a un colloquio di lavoro è necessario creare un CV efficace, senza errori, chiaro ed esaustivo, capace di distinguersi dai tantissimi curricula che i selezionatori esaminano ogni giorno.

Realizzare il curriculum perfetto, però, non è facile. Al di là di errori grammaticali a diminuire l’efficacia di questi documenti sono le imprecisioni, le informazioni mancanti, la struttura poco chiara, il focus insufficiente sulle parti più importanti. Migliorando invece la propria presentazione, aumentano le probabilità di essere scelti. E certamente questo è il momento giusto per migliorare il proprio CV, sia in vista della ripresa sia considerando il maggior tempo a disposizione.

Paura o speranza? La visione del futuro al tempo del Covid-19

Come sarà il mondo dopo il Covid 19? E come vediamo il nostro futuro mentre siamo in quarantena, con il fiato sospeso per le notizie? Un gruppo di lavoro, Future of Italy, tra il 25 febbraio e il 25 marzo ha elaborato 55.931.983 conversazioni tra post, commenti, tweet, video sui social per descrivere come siamo, come ci sentiamo e cosa dovremo fare dopo l’emergenza. L’analisi delle conversazioni ha evidenziato quattro differenti stati d’animo, paura, confusione, critica delle decisioni e dei risultati, e speranza nel futuro. E se la paura ha dominato la prima fase delle misure di contenimento ha lasciato velocemente il passo alla speranza e alla confusione verso le misure adottate.

Gli spaventati

Gli “spaventati” temono il futuro e la condizione presente, raccontano sui social il loro disagio e la loro incapacità di prendere decisioni, riporta Ansa. Dall’analisi delle conversazioni in Italia emerge che la paura del Coronavirus non è principalmente sanitaria, ma nella maggioranza delle persone è un timore per la sicurezza personale, soprattutto economica. Gli italiani temono per il lavoro, l’economia, la scuola. Temono il panico e le azioni irresponsabili di altri cittadini. E coltivano il dubbio che non riusciremo a riprenderci, che le persone al comando non siano adeguate e che l’economia non riuscirà a ripartire.

I confusi

Si trovano nell’impossibilità di prendere decisioni informate perché non sono in grado di trovare informazioni univoche e rilevanti. L’analisi delle conversazioni fa emergere una confusione legata sia alla analisi del passato, costruendo dietrologie su cosa sarebbe stato meglio fare, sia al futuro, domandandosi se le misure prese in Italia siano corrette e sufficienti e se non sarebbe stato meglio seguire esempi di altri Paesi. Emerge però anche una confusione reale di interpretazione delle norme e comprensione dei limiti di mobilità, ancora considerati troppo imprecisi. E c’è anche la confusione di non capire in che modo e con che tempi guardare in avanti per costruire piani a medio-lungo termine.

I critici e gli speranzosi

I critici sono alla ricerca di un colpevole e si muovono nella dinamica di attacco a qualunque proposizione e iniziativa. Nelle conversazioni sui social la critica non risparmia quanto è stato fatto e quanto dovrà essere fatto per arginare l’epidemia. Il nemico cercato è multiforme, e ritrova la sua formulazione nelle dinamiche più comuni, il diverso, l’avversario, il Governo e “gli altri”.

Gli speranzosi invece raccontano i piccoli successi e si muovono verso la creazione di una visione positiva del futuro, in modo attivo e determinato.

Nelle conversazioni la speranza trova un primo, forte, appiglio nell’essere italiani, un’appartenenza vissuta come sinonimo di coraggio. Il senso di orgoglio è confermato e alimentato dalle storie e dalle testimonianze degli operatori sanitari in prima linea nella lotta all’epidemia. L’efficienza, unita ai sacrifici riconosciuti al personale del Ssn risulta determinante nel convincere gli utenti a rispettare la quarantena al fine di non vanificare tali sforzi.

Il mercato Tech non si ferma per il Covid-19

Nella settimana dal 24 febbraio al 1° marzo 2020 il mercato italiano Tech mostra una certa tenuta rispetto all’emergenza Covid-19, e registra un -1,9% a valore rispetto alla media delle quattro settimane precedenti. Un dato più positivo rispetto a quello della settimana precedente (17-23 febbraio), che aveva fatto registrare un -8,4%, e decisamente positivo (+8,8% a valore) rispetto alla stessa settimana del 2019 . Le rilevazioni GfK sui consumatori, il Retail Panel Weekly, mostrano una certa preoccupazione, ma gli italiani si stanno attrezzando per affrontare la nuova situazione. Insomma, cambiano le abitudini di consumo, ma l’online aiuta ad affrontare la nuova situazione.

Crescita esponenziale di prodotti per l’air cleaning, +122,7% 

Analizzando l’andamento dei prodotti Tech più importanti per fatturato, rispetto allo scorso anno emergono diverse positività. I televisori registrano un +7,5% a valore rispetto alla stessa settimana del 2019, gli smartphone un +13,3%, i pc portatili un +5,8% e le lavatrici un +4,7%. Da segnalare la crescita esponenziale del comparto dell’air treatment (+122,7%) trainato dal boom delle vendite di prodotti per l’air cleaning, ovvero i dispositivi che purificano l’aria di casa eliminano batteri, particelle inquinanti e altre micro-sostanze tossiche.

Altri prodotti mostrano invece trend negativi, come gli shavers (-3.7%) e i media tablet (-1,1%).

Un impatto parziale sul trend positivo di inizio 2020

Guardando ai dati preliminari, GfK prevede quindi un dato in crescita per tutto il mese di febbraio 2020 rispetto allo scorso anno. Per ora, quindi, i cambiamenti dei consumi legati al coronavirus sembrano aver impattato solo parzialmente sul trend positivo che ha caratterizzato il mercato italiano della Tecnologia di consumo all’inizio del 2020. Nelle scorse settimane GfK ha attivato un nuovo tracking settimanale per misurare gli effetti del Coronavirus sugli stili di vita, le abitudini e le strategie di consumo degli italiani, con un focus particolare su trasporti e mobilità, viaggi e vacanze, tempo libero e igiene personale. I primi risultati mostrano come dopo i primi giorni di forte disorientamento e incertezza i consumatori italiani stiano cercando di organizzarsi per affrontare questa nuova situazione.

I consumatori si adattano alla nuova situazione e si fanno aiutare dall’online

Cambiano quindi le abitudini e i consumi, perché ovviamente le persone passano molto più tempo in casa rispetto al passato anche recentssimo.

In questo contesto il digitale diventa uno strumento importante per affrontare le difficoltà del momento. Oltre ai prodotti Tech e all’alimentare in questi giorni gli italiani dichiarano di aver acquistato online molto più del solito anche prodotti per l’igiene e la cura della persona (+9%), prodotti di elettronica (+5%) e di abbigliamento (+2%).

Imprese, segnali di tenuta a Milano Monza Brianza Lodi

Segnali di tenuta per l’industria manifatturiera di Milano, Monza e Brianza e Lodi. Nel quarto trimestre 2019 le imprese milanesi registrano una crescita a livello tendenziale per la produzione del +0,9% rispetto allo scorso anno, e per il fatturato totale del +2,8%. A Monza e Brianza aumentano in un anno il fatturato totale (+0,3%), ed è in lieve crescita anche la domanda estera (+0,8%).

A livello tendenziale andamento nettamente positivo per la produzione (+5,2%) anche a Lodi, mentre il fatturato cresce complessivamente del +0,7%.

Da quanto emerge da un’anticipazione dei dati dal Monitor congiunturale del quarto trimestre 2019 del Servizio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, a livello congiunturale, poi, si assiste a una generale ripresa rispetto ai valori del terzo trimestre 2019.

L’andamento dell’industria milanese

La produzione industriale manifatturiera milanese registra un +0,9% su base annua rispetto al -0,2% lombardo (-0,2% la variazione congiunturale rispetto al trimestre precedente), mentre l’incremento del fatturato totale si attesta a un +2,8% rispetto al +1,5% regionale, sempre su base annua (+0,3% a livello congiunturale). Cresce in particolare il fatturato estero (+4,2%), ma anche quello interno (+2%). Gli ordini totali registrano una variazione in un anno del +1,1% (rispetto al +0,3% lombardo), trainati dalla domanda estera (+2,7% rispetto al +0,9% regionale), mentre quella interna segna un +0,2% (-0,1% in Lombardia). Rispetto al terzo trimestre 2019 rallenta però la sua crescita sia la domanda estera (-0,7%) sia quella interna (-1%).

La produzione industriale manifatturiera di Monza e Brianza

La produzione industriale manifatturiera di Monza e Brianza registra una variazione tendenziale in calo del -0,9%, in ripresa però rispetto a quella registrata nel terzo trimestre 2019 (+0,1%). Su base annua il fatturato cresce complessivamente del +0,3% grazie alla componente estera (+4,9%), mentre il fatturato interno è in flessione (-2,5%), e gli ordini totali sono in lieve crescita grazie agli ordini esteri (+0,8%). Rispetto al trimestre precedente si segnala comunque una ripresa generale del +0,7% per il fatturato totale, +1,4% gli ordini esteri, e +0,1% quelli interni.

A Lodi variazione tendenziale positiva: +5,2%

L’industria manifatturiera lodigiana registra per la produzione una variazione tendenziale molto positiva, pari a +5,2% su base annua (rispetto al -0,2% regionale), che migliora anche la performance del trimestre precedente (+2%).

Il fatturato totale cresce del +0,7% grazie al fatturato estero, che segna un +3,6%, mentre è in lieve flessione quello interno (-0,5%).

In un anno però diminuiscono gli ordini totali (-3,6%), sia esteri (-6%) sia interni (-2,6%), ma rispetto al trimestre precedente sono in ripresa gli ordini interni (+3,8%), stabile il fatturato totale, in calo gli ordini esteri (-1,4%).

 

Attenzione alle minacce di conversation hijacking

In netto aumento negli ultimi mesi gli attacchi informatici definiti di domain impersonation, utilizzati per aprire la strada al conversation hijacking. L’analisi arriva dai ricercatori di Barracuda, la compagnia di cybersicurezza, che hanno verificato circa 500.000 attacchi e-mail mensili, e ne hanno rilevato un incremento del 400%. Si tratta di attacchi sofisticati e molto mirati, cosa che li rende efficaci, difficili da rilevare e costosi. Ma che cosa è il conversation hijacking? Si tratta di un attacco alla posta elettronica aziendale: i criminali informatici si inseriscono nelle conversazioni aziendali esistenti o ne avviano di nuove in base alle informazioni raccolte da account di posta elettronica compromessi o da altre fonti. Gli hacker quindi leggono le e-mail e monitorano l’account compromesso per comprendere le attività aziendali e raccogliere informazioni su trattative in corso, procedure di pagamento e altri dettagli.

Sfruttare le informazioni provenienti da account compromessi

Secondo Barracuda nel luglio 2019 si sono verificati circa 500 attacchi di domain impersonation nelle e-mail analizzate, e a novembre erano oltre 2000.

I cybercriminali raramente utilizzano gli account compromessi per il conversation hijacking, ma ricorrono piuttosto all’email domain impersonation. Sfruttano le informazioni provenienti dagli account compromessi, comprese le conversazioni interne ed esterne tra dipendenti, partner e clienti, per elaborare messaggi convincenti, inviarli da domini falsi e indurre con l’inganno le vittime a effettuare trasferimenti di denaro o aggiornare informazioni di pagamento. Alla predisposizione dell’attacco dunque i cybercriminali dedicano molto tempo alla pianificazione del conversation hijacking prima di lanciare i loro attacchi. Utilizzano l’account takeover o effettuano ricerche sull’organizzazione target per comprendere le transazioni aziendali e preparare gli attacchi.

Utilizzare la domain impersonation e registrare falsi domini

I criminali informatici utilizzano la domain impersonation, ricorrendo, tra le altre, anche a tecniche di typosquatting, come la sostituzione o l’aggiunta di una lettera nell’URL. In preparazione dell’attacco, i cybercriminali registreranno o acquisteranno un dominio dal nome simile a quello che vogliono imitare.

La domain impersonation è per questo un attacco a impatto molto elevato. Può essere facile non avvertire le sottili differenze tra l’URL legittimo e quello imitato, riporta Askanews. A volte, i criminali modificano il Top-Level-Domain (TLD), utilizzando .net o .co anziché .com, per ingannare le vittime.

Obiettivo, indurre a trasferire denaro o effettuare pagamenti

In ultima analisi, l’obiettivo di questi attacchi è indurre con l’inganno le vittime a trasferire somme di denaro, effettuare pagamenti o modificare i dettagli di pagamento. La domain impersonation e il conversation hijacking richiedono un investimento sia in termini di tempo sia di denaro da parte dell’hacker. Un costo che per i criminali vale sicuramente la pena sostenere, in quanto questi attacchi personalizzati hanno spesso più successo rispetto ad altri attacchi di phishing meno sofisticati.