Salute e bellezza, le imprese lombarde sono 15mila

In Lombardia sono oltre 15 mila le attività attive nel settore del benessere e fitness, tra sedi di impresa, sedi secondarie e unità locali. Dal 2017 al 2018 sono cresciute del 2,4%, e del 10,3% in cinque anni. E pesano per il 17% sul totale delle attività presenti in Italia, circa 89 mila, cresciute a livello nazionale del 2,1% in un anno, e del 9,2% in cinque.

Secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese le imprese lombarde del settore salute e bellezza danno lavoro a circa 43 mila addetti (il 27,2% del totale) sui 157mila in Italia.

Lombardia, al top per centri benessere e imprese straniere

La Lombardia pesa soprattutto nel settore dei centri benessere, concentrando il 31,1% delle attività italiane nei servizi di manicure e pedicure (23,1%) e nelle palestre (21,4%), ma è forte anche la presenza di imprese lombarde negli istituti di bellezza (18,3%).

Ma in Lombardia è anche più alta la presenza di imprese con titolari nati all’estero, 12,1% contro una media nazionale dell’8,3%, grazie al dato di Milano dove le imprese “straniere” pesano il 18,8%, il valore più alto d’Italia, riporta Adnkronos.

Il settore nelle province lombarde

La rilevanza della Lombardia nel settore si deve soprattutto a Milano, prima in regione con 5.217 attività (il 5,9% italiano e una crescita del 3% in un anno e 15,7% in cinque anni) e 17 mila addetti. Poi vengono Brescia (1.930 attività, +2% e +3,8% e oltre 3 mila addetti), Bergamo (1.692 attività, +3% e +7,5% e 5 mila addetti), Varese (1.300 attività, +0,6% e +4,6% e 2 mila addetti) e Monza Brianza (1.200 attività, +3,3% e +13,2% e oltre 10 mila addetti).

La crescita maggiore in un anno si registra però a Como (+4,6%) mentre in cinque anni è a Milano che il settore cresce di più.

Roma al primo posto con 6.847 attività

Se il fitness e il benessere fanno impresa in tutta Italia si tratta soprattutto di istituti di bellezza (39mila attività), profumerie (19mila) e commercio al dettaglio di articoli sportivi e per il tempo libero (13mila). Ci sono poi oltre 5.000 erboristerie e palestre.

Prima per numero di attività è Roma (6.847 attività) seguita da Milano, Napoli (3.796), Torino (3.345) e Bari (2.267). E tra le prime dieci in Italia anche Brescia, Salerno, Bergamo, Firenze e Bologna.

Quasi due imprese su tre sono femminili (68%), e una su sei è in mano a giovani (17,6% in Lombardia e 17,8% in Italia). Per peso delle imprese di titolari nati all’estero dopo Milano vengono Trieste (17,4%) e Prato (16,9%), mentre sul podio delle imprese femminili salgono Nuoro, Pordenone e Ascoli Piceno (78% circa l’una). E per presenza di under 35 Catanzaro, Isernia e Crotone (oltre 30% ognuna).

Tessile: nel 2018 cresce il saldo commerciale, ma diminuisce l’export

 

Nel primo trimestre dell’anno il settore italiano del tessile ha incrementato la sua produzione del 3,2%, che per la tessitura a maglia sale al 5%. Nello stesso periodo il saldo commerciale della tessitura italiana, nel suo complesso, ha superato i 433,4 milioni di euro, per un aumento di oltre 34,5 milioni di euro rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo del 2017. Sul fonte export però il 2018 è iniziato con uno scarso dinamismo: le vendite di tessuti oltreconfine hanno segnato una lieve flessione (-0,4%) rispetto all’anno passato. E per l’import va decisamente peggio: -8,9%.

Un settore dalle performance diversificate: bene la lana meno il cotone

Si tratta dei dati sul tessile (tessitura laniera, cotoniera, liniera e serica) diffusi da Istat, ed elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda. Dati che mostrano un andamento diversificato per i vari comparti. Dentro il dato medio della tessitura, infatti, si registrano performance molto differenti. Il comparto laniero, ad esempio, rivela un trend in controtendenza per l’export: le vendite all’estero restano positive anche nel periodo considerato con un aumento del 2,8%, i tessuti pettinati registrano una crescita del 3,3%, e quelli cardati del +1,2%.

Il tessuto cotoniero mostra, invece, una contrazione, sia nelle esportazioni, che scendono del -6,5%, e in misura maggiore delle importazioni, che cedono addirittura il 15,2%.

Boom del lino italiano all’estero, aumenta l’import della seta

Il tessuto liniero assiste poi a un aumento dell’export dell’11,1%, e a un balzo dell’import del 34,6%. Da gennaio a marzo 2018 il fatturato estero del tessuto a maglia cresce invece del +1,3%, mentre l’import accusa una flessione pari al -12,8%. Infine, il tessuto in pura seta mostra una timida crescita dell’export (+0,9%) e una più vivace dinamica nel caso delle importazioni, pari al +3,9%.

I dati Istat segnalano anche il calo complessivo nel trimestre dell’8,9% delle importazioni di tessuti. Un calo che colpisce in particolare Cina, Turchia e Pakistan., riferisce Askanews.

Cresce il commercio Ue, calano le vendite in Usa, Cina, Hong Kong

Dal punto di vista geografico, nei primi tre mesi del 2018 le vendite di tessuti mostrano un trend divergente fra Ue ed extra-Ue. Il commercio comunitario segna un lieve aumento (+0,4%), mentre quello non comunitario presenta un decremento dell’1,3%.

Con riferimento ai principali mercati, Germania e Francia continuano a mantenere la posizione di primi due mercati per le importazioni di tessuti italiani, crescendo rispettivamente del 9,2% e del 6,1%. Una flessione del 6,8% colpisce, invece, il terzo mercato, ovvero la Romania, mentre la Tunisia, al quarto posto, mostra un incremento dell’8,8%.

Oltre agli USA, in calo dell’11,1%, calano anche Cina e Hong Kong, rispettivamente del 4,8% e del 5,5%. Nonostante i dati negativi, però, sommati insieme Cina e Hong Kong arriverebbero a 74 milioni di euro. Risultando secondi quindi solo alla Germania.

Strisce a led per arredare casa

In cucina,  in camera da letto, in soggiorno così come in bagno, le strisce led sono una risorsa preziosa per valorizzare ed arricchire qualsiasi stanza degli ambienti in cui viviamo. Le strisce led sono infatti sempre più utilizzate in casa, sia per il loro basso consumo energetico grazie al quale è possibile avere bollette più leggere, che per gli interessanti effetti che è possibile ottenere in base al punto in cui vengono collocate. Non esiste una dislocazione perfetta, ma si può optare per quella che meglio si integra con gli arredi e le strutture preesistenti in casa. Spesso ad esempio, le strisce a led vengono poste sopra il piano di lavoro in cucina, sotto gli scaffali, sul soffitto, intorno a uno specchio, sulle pareti e in ogni altro luogo in cui sia possibile portare stile ed eleganza. Il risultato finale sarà sicuramente un effetto sorpresa sul visitatore, un valore aggiunto in grado di completare un arredamento con quel tocco di eleganza in più che non guasta.

Solitamente le strisce led sono lunghe 2,5 o 5 metri, e possono essere accorciate a piacimento qualora si abbia necessità di adattarle su di una superficie più piccola e, grazie al loro lato adesivo, è possibile applicare in maniera molto semplice praticamente dappertutto. Esistono fondamentalmente tre differenti tipologie di luce a led: quella calda, quella fredda e quella bianca commerciale. Scegliere adeguatamente è molto importante, perché dal colore della luce dipenderà gran parte dell’atmosfera che andremo a creare grazie a questo particolare tipo di illuminazione. Sul sito lucefaidate.it puoi trovare diverse idee al riguardo, e le strisce led che fanno al caso tuo così come i diversi accessori pensati appositamente per completare il tuo acquisto: tra questi, degli ottimi alimentatori ideali per tutti quei sistemi che non possono essere collegati direttamente alla corrente elettrica.

Saldi da 3,5 miliardi di euro. Da Confcommercio i consigli per evitare fregature

Per i saldi estivi del 2018, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature scontate poco meno di 230 euro per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

Previsioni di vendita in linea con il 2017

“Dopo una stagione primavera/estate non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi c’è attesa per questi saldi estivi che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand. I saldi, tenendo conto anche di previsioni di vendita pressoché in linea con quelle dell’anno scorso, continuano ad essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, o meglio di ‘dittatura digitale’, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva al modo delle persone di consumare e relazionarsi. Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività. A questo proposito, auspichiamo che la Ue guardi a quanto deciso dalla Corte Suprema USA che ha dato il via libera alle tasse sulle vendite on-line” ha dichiarato ad Askanews il Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio, Renato Borghi.

Acquisti corretti, le regole da seguire

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere sempre accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale

L’Europa dice stop a piatti e stoviglie di plastica

Posate, piatti, cotton-fioc e cannucce in plastica: da oggi l’Europa dice stop, proponendo nuove norme per i 10 prodotti di plastica monouso più inquinanti per le spiagge e i mari europei. In una nota l’esecutivo Ue rende noti anche alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2025: raccolta del 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ed etichettatura per alcuni prodotti, come assorbenti e salviette umidificate, con informazioni sullo smaltimento.

Non a tutti i prodotti si applicheranno però le stesse misure: quelli monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative saranno messi al bando, mentre altri verranno limitati. I produttori quindi dovranno rispettare requisiti di progettazione, e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti.

Le nuove regole e i divieti

Le nuove regole porranno fuori dal mercato tutti i prodotti di plastica monouso, che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili, riporta Adnkronos. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Gli Stati membri quindi dovranno inizialmente ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, e potranno farlo fissando obiettivi nazionali di riduzione. Come? Mettendo a disposizione prodotti alternativi, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente.

Nuovi obblighi per i produttori

Ai produttori toccherà contribuire ai costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure ai costi derivanti le misure di sensibilizzazione per alcuni prodotti. In particolare, contenitori per alimenti, pacchetti e involucri, come ad esempio, per patatine e dolciumi, contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro, come i mozziconi di sigaretta, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero.

Al contempo, sono previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti.

Gli Stati membri dovranno attuare misure di sensibilizzazione

Toccherà agli Stati membri sensibilizzare i consumatori all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti. Ma grazie alla direttiva proposta i benefici ambientali ed economici saranno molteplici: si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di euro entro il 2030, e i consumatori potranno beneficiare di un risparmio dell’ordine di 6,5 miliardi di euro.

Gli italiani hanno voglia di vacanza: più 10% di partenze nell’estate 2018

Che sia un segnale che i risparmi degli italiani abbiano ricominciato a crescere? Probabilmente sì: perché per l’estate 2018, rispetto all’anno scorso, sono ben il 10% in più i nostri connazionali che sognano e programmano una vacanza. Sono infatti 3 milioni e mezzo in più, se confrontate con il 2017, le persone che pensano di fare un viaggio nel corso dell’anno. Lo rileva la ricerca ‘Le vacanze degli italiani’, a cura di italiani.coop il portale di ricerca e analisi di Coop, realizzata per Robintur e presentata a Milano. Ma c’è chi pensa a partire anche prima della pausa estiva: un italiano su 3 è si è già goduto un primo assaggio d’estate in occasione dei ponti del 25 aprile e del primo maggio. Il 35% del campione ha infatti deciso di concedersi un viaggetto in particolare nelle città d’arte o nelle grandi città (27%).

Il mare la meta preferita

Il mare sarà il protagonista delle vacanze estive del 2018. Il 50% dei vacanzieri intervistati sceglierà infatti le spiagge; in generale le destinazioni immerse nella natura segnano un +13%. Nell’era di internet il viaggiatore punta molto sul fai da te, oltre 7 viaggiatori su 10 prenotano la loro vacanza da soli (73%) utilizzando portali online, mentre 2 viaggiatori su 10 (19%) scelgono di affidarsi alle agenzie di viaggi per un rapporto qualità prezzo ritenuto vantaggioso (41%), per le proposte originali e interessanti (34%), per il rapporto di fiducia (29%). “C’è una grande ripresa del mese di agosto che era quello in cui calavano le vendite negli anni di crisi, per motivi di prezzo – ha spiegato Claudio Passuti, direttore generale Robintur -. La durata del viaggio da 10 a 14 giorni è quella che per noi è sopra la media di crescita quest’anno, questa durata è quella che sta captando maggiore interesse. Nella pre crisi era ancora più lunga e adesso siamo in una fase di recupero”.

Un italiano su due ha già prenotato la vacanza

Vacanze già organizzate e in gran parte entro i confini nazionali. In vista delle ferie estive un italiano su due ha già prenotato la sua vacanza o pensa di farlo a breve (54%), mentre 9 su 10 lo faranno prima di partire. Nelle previsioni di viaggio salgono mete come Emilia-Romagna, Lazio, Liguria per l’Italia e la Spagna, Grecia e Croazia per l’estero. Per un vacanziero su dieci il soggiorno sarà più lungo e la spesa più alta. Del resto gli italiani per il viaggio estivo sono disposti a risparmiare sui pranzi e le cene fuori (76%), sulla cura per il corpo (69%), ma anche sul carrello della spesa (35%).

La Nasa punta sulle invenzioni fantascientifiche che rivoluzioneranno l’esplorazione spaziale

Sono 25 le invenzioni visionarie e fantascientifiche selezionate nel 2018 nell’ambito del programma NIAC, Nasa Innovative Advanced Concepts. Da robot mutaforma a sistemi di individuazione dell’impatto di meteoriti, da sciami di telescopi spaziali alle tecnologie per mappare piccoli detriti spaziali, queste sono solo alcune delle proposte scelte dalla Nasa per la loro impronta innovativa e rivoluzionaria. Sebbene ancora in una fase embrionale, le 25 invenzioni da fantascienza un giorno potrebbero potenziare l’esperienza umana e robotica nell’esplorazione spaziale.

Il programma NIAC offre l’opportunità di esplorare nuove idee che potrebbero trasformare le missioni future

“Il programma NIAC offre alla Nasa l’opportunità di esplorare idee visionarie che potrebbero trasformare le future missioni dando vita a soluzioni migliorative o a sistemi completamente nuovi e coinvolgendo gli innovatori e gli imprenditori americani come partner nel percorso” spiega Jim Reuter, amministratore delegato dello Space Technology Mission Directorate della Nasa. Ma servirà tutto il prossimo decennio per assistere allo sviluppo dei progetti più promettenti, e verificare i loro passi avanti sul terreno della conoscenza. In una prima fase infatti, riporta Global Science, il quotidiano online dell’Agenzia spaziale italiana, le idee, vengono supportate con un contributo di circa 125.000 dollari per almeno nove mesi. Da questo periodo di gestazione scaturiscono studi di fattibilità che, se promettenti, danno vita a una seconda fase.

Dal robot mutaforma che si tuffa nei mari di titano al Biobot che libera gli astronauti del peso sulle spalle

All’interno delle proposte strappate alla fantascienza, irrompe il robot “mutaforma”, che cambia forma per adattarsi alle mutevoli condizioni della superficie di Titano, la più grande luna di Saturno, per traguardare la sua atmosfera e tuffarsi nei suoi mari. Si guadagna una opportunità in prima fase anche il Biobot, un sistema che libera gli astronauti del peso sulle spalle, lo zaino del sistema PLSS per il supporto delle funzioni vitali, rendendoli più agili, riporta Askanews.

Tra i 9 progetti già in seconda fase anche la “cavalletta” che salta su Tritone

Tra i progetti selezionati da sviluppare figurano poi Ballet, una piattaforma gonfiabile per la locomozione su terreni impervi, e Leaves, un sensore atmosferico ultraleggero disegnato per resistere alla difficile atmosfera di Venere.

Tra i 9 progetti già in seconda fase, che saranno finanziati per 500 mila dollari circa per un periodo di due anni, spiccano una sorta di veicolo “cavalletta” inventato per esplorare Tritone, il gelido satellite di Nettuno, e un telescopio spaziale gigante.

I direttori del personale lanciano la loro Carta del lavoro 4.0

L’Aidp, l’associazione dei direttori del personal, fa sentire la propria voce. E lo fa attraverso una propria Carta del lavoro 4.0, presentata subito prima delle elezioni allo scopo di far si che l’impianto innovativo introdotto non venga smantellato, ma la contrario rafforzato. “Il mondo del lavoro – spiega Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp – è in profonda trasformazione e ci attendono sfide epocali nei prossimi anni soprattutto sulla spinta dirompente di una pressante e costante innovazione tecnologica. In un simile scenario, la regolamentazione del lavoro e il suo adeguamento alla modernità è una priorità assolta per tutti, soprattutto per i direttori del personale che quotidianamente vivono in azienda le conseguenze del futuro che avanza”. Il presidente precisa: “Le nostre convinzioni e le nostre proposte sono maturate grazie a una diretta conoscenza e consapevolezza degli effetti delle trasformazioni in atto sul lavoro e sulla sua organizzazione da tutti i punti si vista. Per questa ragione, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce in tutti i contesti, soprattutto quelli decisionali soprattutto per senso di responsabilità”.

I 10 Punti della Carta 4.0

“Questo il senso della nostra ‘Carta sul lavoro 4.0’ che aggiorneremo costantemente – dice ancora Faggioli – e sulla quale chiameremo tutte le forze politiche e sociali a confrontarsi. Il nostro obiettivo è il benessere complessivo delle aziende, dei lavoratori e per la crescita dell’economia e lo sviluppo del Paese”. Ecco, quindi, “quello che vogliamo in 10 punti”, elenca l’Aidp.

Legge sulla rappresentatività

Avere una legge sulla rappresentatività che assicuri un dialogo sindacale in cui si sa con chi trattare e firmare accordi validi. In questo momento in cui, secondo il Cnel, ci sono più di 800 contratti collettivi nazionali di lavoro, le aziende si trovano costantemente a non sapere con chi interloquire. Avere una legge come nel pubblico rappresenta un elemento di certezza.

Detrazione

Ampliamento delle somme che riguardano la produttività (cosiddetta detassazione). La produttività rappresenta un valore per le aziende e anche per il Paese e quindi deve essere ampliata e stimolata. Se cresce la produttività di ogni azienda, cresce il Paese. La produttività con il suo 10% di tassazione prevede il taglio del cuneo fiscale sulle somme che si aggiungono all’ordinario. Aida propone la totale detassazione.

Contratti per il lavoro occasionale

Un contratto di lavoro per i lavori occasionali (così come è stato fatto per gli steward degli stadi). Normare il lavoro occasionale (dotandolo di un forte apparato sanzionatorio in caso di abusi), soprattutto quello autonomo, rappresenta un elemento di chiarezza e di civiltà giuridica e permette alle aziende, ma soprattutto ai privati di non cercare vie alternative.

Rilancio del contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato con il suo valore formativo rappresenta un elemento di forte impulso all’occupazione giovanile e alla dotazione di competenze concrete. Dovrebbe essere il contratto di approdo dopo l’alternanza scuola-lavoro con un intervento di forte semplificazione come incentivo a un utilizzo ampio presso le aziende.

Un contratto di lavoro per attrarre i ‘cervelli’

Ipotizzare un contratto a tempo determinato di inserimento con un cuneo fiscale uguale a zero (per 4 anni) per attrarre questi talenti di valenza strategica per il nostro sistema produttivo e introdurre politiche retributive, di benefit e di welfare di favore.

Agevolazioni fiscali e previdenziali

Ampliamento delle agevolazioni fiscali e previdenziali per la retribuzione aggiuntiva o le norme di conciliazione vita lavoro dei contratti di secondo livello. Agevolare la contrattazione di secondo livello rappresenta un elemento di forte elasticità per il tessuto territoriale.

Potenziare le misure del welfare per la famiglia

Nuove misure di conciliazione vita-lavoro, congedo parentale potenziato, misure per giovani coppie che hanno figli, potenziamento del welfare aziendale familiare e così via. Il ruolo della famiglia è fondamentale nella nostra società e la Csr in questo contesto diviene una filosofia di vita.

Un nuovo contratto di lavoro ‘ibrido’ per la regolamentazione del settore della App Economy

Un nuovo contratto di lavoro che tenga conto della natura spesso inusuale dei rapporti di lavoro in diversi ambiti dell’economia digitale, che tenga conto delle nuove forme di lavoro spesso non riconducibili ai classici schemi di lavoro autonomo e lavoro dipendente. Un nuovo contratto per un nuovo settore che tenga conto delle esigenze dei nuovi lavoratori e delle nuove imprese.

Reintroduzione del contratto a progetto solo per le alte tipologie professionali autonome

Le aziende sempre di più lavorano a progetto e hanno bisogno di avere per un tempo determinato specifico forti ‘iniezioni’ di competenze.

Agevolazioni specifiche per welfare aziendale nelle Pmi

Estensione delle agevolazioni previste dalla legge di stabilità 2016 e 2017 con accordi sindacali territoriali estensibili erga omnes o altre modalità che non prevedono accordo sindacale. Questo aiuterà le Pmi a sviluppare piani di welfare e benefit per i propri dipendenti anche mettendosi in rete.

Internet, la viralizzazione dei messaggi funziona come un’epidemia

Arriva una scoperta che probabilmente consentirà di gestire meglio, o quantomeno in maniera più mirata, le attività sul web, specie quelle connesse alla viralizzazione di messaggio o contenuti vari. L’annuncio, recente, rivela che la diffusione delle informazioni virali – sui social e in generale sulla rete – hanno all’incirca le stesse dinamiche delle malattie virali. La teoria è stata dimostrata da alcuni ricercatori dell’Università delle Isole Baleari, che hanno pubblicato i loro studi sull’European Physical Journal. Attraverso questo processo, esattamente come avviene nelle epidemie contagiose, le informazioni iniziano a diffondersi partendo da singoli individui. E questo è il motivo secondo cui, per i ricercatori spagnoli, per identificare gli influencer di successo sulla rete e i social network, si possono usare i modelli matematici con cui si analizza la diffusione dei virus in un’epidemia.

Come calcolare l’impatto dell’epidemia

La prospettiva per calcolare le dinamiche di diffusione cambia radicalmente, quindi. Fino ad ora, infatti, gli studi cercavano di classificare l’impatto di ogni influencer; tuttavia i risultati non soddisfacevano a pieno le aspettative. Questo perché i dati non prendevano in considerazione le dinamiche di diffusione. Per la prima volta, invece, il gruppo spagnolo guidato da Byungjoon Min è riuscito invece a trovare gli influencer o ‘diffusori’ di virus più importanti spiegando, in una rete dalla struttura ramificata, in che modo è possibile calcolare la dimensione probabile di un’epidemia partendo da un singolo diffusore.

I calcoli con il modello Sir

La chiave di volta è stato approcciare il problema dalla prospettiva della trasmissione del messaggio e affidarsi al modello Sir (che sta per Suscettibili, infetti e rimossi), un modello che viene utilizzato proprio per spiegare la crescita e decrescita del numero di persone colpite dal virus durante un’epidemia. Attraverso questo metodo, gli studiosi hanno ottenuto una mappa precisa di come viene trasmesso il singolo messaggio tra i membri della rete, scoprendo che la probabilità che scoppi un’epidemia è strettamente legata al punto di partenza in cui si trova il ‘diffusore’, o influencer.

Quando scatta l’epidemia, l’influencer non “conta” più

Un ulteriore aspetto emerso da questo modello di ricerca è che, quando la comunicazione virale parte, l’influencer non ha più alcun impatto nel controllare le dimensioni che l’epidemia potrà assumere. Le applicazioni di questa teoria, che può essere usata anche su reti più ramificate, sono potenzialmente numerosissime: vanno dal marketing virale a strategie efficienti di immunizzazione, oltre all’identificazione degli influencer più efficaci e capaci.

A Milano il terzo appuntamento di MCE 4×4, la call for ideas dedicata alla mobilità

Milano diventa il motore delle nuove forme di mobilità. Si articola proprio in questo senso “MCE 4×4”, la call for ideas dedicata alle nuove idee imprenditoriali. Si tratta di un appuntamento ormai consolidato, che in questo 2018 arriva alla terza edizione nell’ambito di Mobility Conference Exhibition 2018. L’evento vuole chiamare a raccolta le startup di tutta Italia legate proprio al settore della mobilità.

Un progetto di Assolombarda e Camera di Commercio

L’iniziativa, lanciata da Assolombarda e Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi in collaborazione con Nuvolab in qualità di venture accelerator, è dedicata all’innovazione nella mobilità con l’obiettivo di analizzare il futuro del settore e favorire l’incontro, la contaminazione di idee e la creazione di partnership e opportunità di business tra imprese e start up. Per partecipare, le imprese interessate hanno tempo fino al prossimo 11 febbraio.  Le 16 migliori startup selezionate al termine della call, avranno l’occasione di diventare protagoniste della “MCE 4×4”.

Un’importante occasione di business

Tra i diversi appuntamenti previsti dall’evento (Business Speed Date, Exhibition e meeting individuali), le stratup scelte avranno l’opportunità di incontrare le imprese più autorevoli del settore e altre startup per fare business e presentare il proprio progetto, servizio o modello di business innovativo. L’anno scorso, per dare un peso dell’importanza dell’appuntamento, ogni partecipante all’evento ha stipulato una media di 2 accordi con le imprese.

Milano laboratorio per la mobilità e incubatore di progetti

“Dopo il successo raggiunto dall’ultima edizione di MCE4x4, che ha visto aderire alla call for ideas 111 startup, MCE4x4 si è confermato come l’evento di riferimento per l’innovazione nella mobilità – ha dichiarato Stefano Venturi, Vicepresidente di Assolombarda per l’Attrazione agli investimenti e la Competitività territoriale e Amministratore Delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia -. Ora, con il lancio della terza edizione, ci poniamo l’obiettivo non solo di portare un contributo importante al dibattito sul futuro della mobilità ma anche di promuovere l’interazione e le opportunità di business tra nuove realtà e importanti imprese del settore”.

“Milano può essere un laboratorio per la mobilità – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Vicepresidente della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi -. Si tratta di un aspetto centrale per la città e per il business delle imprese. Gli spostamenti delle merci rappresentano infatti un costo rilevante che incide e che ha influenza sul prezzo finale. Quindi la mobilità rappresenta una leva centrale di competitività. Con la Mobility Conference diamo un contributo per creare fin da oggi la mobilità del futuro”.