Tutti pazzi per i beauty device, i gadget Hi Tech per la bellezza

Occhiali antirughe a luce led, mascherine paraocchi elettro-stimolanti che riducono le rughe e riparano i danni provocati sulla pelle dall’inquinamento, penne che emettono correnti leggere e vibrazioni, almeno 7.0000 al minuto, per ringiovanire contorno occhi, solchi intorno al naso e alla bocca, e ridurre le occhiaie. Questi e altri beauty device, i gadget Hi Tech portatili per la bellezza, rappresentano il futuro delle cure cosmetiche. Che ora risiede proprio nella tecnologia. E a Hong Kong, all’ultima edizione di Cosmoprof Asia, se ne sono visti tanti, soprattutto made in Cina, Korea, Giappone e USA. Insomma, il bagno di casa si trasforma in una spa iper tecnologica.

Testine al titanio e fasci di luce ad azione rassodante

I nuovi attrezzi, piccoli e comodi da tenere a casa o in borsetta, possiedono anche testine al titanio altamente conduttivo per stimolare le cellule della pelle, riporta Ansa, oppure emettono fasci di luce colorata ad azione rassodante. O, ancora, raggi caldi per alleviare indolenzimenti muscolari di ogni genere, oppure per alleggerire il senso di stanchezza dalla gambe. Le penne, brevettate della cinese Shenzhen Yashicoral Technology, hanno anche dei micro-aghi per veicolare sieri e creme ringiovanenti, potenziandone gli effetti dalle 10 alle 20 volte in più.

La beauty routine quotidiana si affida alla tecnologia

Presto potrebbe far parte della beauty routine quotidiana abbinare all’applicazione della propria crema idratante preferita una passata di apparecchio hitech che ne potenzia gli effetti. Ma esistono anche i beauty devices portatili ad energia ultrasonica, per fare uno scrub profondo sul corpo, esfoliare ed eliminare le cellule morte, le maschere elettroniche a guscio rigido che coprono tutto il viso ed emettono luci a led rassodanti, le cinture a infrarossi per la riduzione delle “maniglie dell’amore” e la pancia. E ancora, manipoli portatili della grandezza e la forgia di un telefono cellulare a luce led, raggi infrarossi e luci colorate. Non si limitano a rassodare la pelle, pare curino anche l’acne emettendo fasci di luce ad alta energia che scalda l’area affetta disinfiammandola nell’arco di 24 ore.

I dispostivi più efficaci sostituiranno le creme e sieri idratanti

Di fatto, anche sul mercato italiano sono già presenti i beauty device, come quelli del brand svedese Foreo, i best seller in silicone Ufo e Luna, l’apripista Clarisonic e la gamma Imetec. Gli americani ne vanno pazzi da anni: il gruppo statunitense Azure ne ha proposti alla fiera di Hong Kong almeno un ventina, al costo che va dai 200 dollari statunitensi agli oltre 4.000.  “Impieghiamo una tecnologia testata in diverse università – precisa Azure – e il flusso di luci va dai 600 agli 830 nanometri, tanto quanto i sistemi impiegati in un trattamento in una Spa”.

Italia, un paese congressuale: è tra le mete top al mondo

L’Italia non è più solo una destinazione da sogno per il turismo leisure, ma anche per quello congressuale. Lo dicono gli ultimi dati Enit: il Belpaese scala la classifica mondiale del turismo congressuale posizionandosi tra i primi cinque Paesi nel mondo con 515 meeting internazionali svolti nel 2017 (ENIT su dati ICCA). In testa gli USA (941 meeting), quindi la Germania (682), UK (592), Spagna (564). Dopo l’Italia si posizionano Francia (506 meeting), Giappone (414), Cina (376), Canada (360), Paesi Bassi (307). Roma è la prima città italiana per meeting internazionali. La capitale si colloca invece al 20esimo posto su scala mondiale con 96 meeting.

Turismo per business, che business

Il turismo per business, al netto dell’indotto, genererà a consuntivo 2018 un giro d’affari di 40,4 milioni di dollari (+3,7%). Lo stesso dato proiettato al 2028 raggiungerà quota 45,1 milioni. In Italia l’incremento del 2018 sul 2017 è al di sopra di quello stimato per l’Europa (+3,2%) e in linea con lo sviluppo previsto a livello globale (3,8%), dice sempre l’ENIT. Fatta cento la spesa in Italia dei turisti in entrata, si legge ancora nel Rapporto, quello per vacanze incide in misura del 79,9%, il turismo per business per il 20,1%. (ENIT su dati WTTC).

I tedeschi amano l’Italia

La classifica per spesa degli stranieri in entrata in Italia relativa alla voce business travel registrata nel 2017  vede la Germania al primo posto (730 milioni di euro), la Francia al secondo (486 milioni), seguita da Regno Unito (434), USA (281), Spagna (248). Se si considera, invece, la spesa per turismo per vacanze, la Germania si posiziona ancora in testa (4 miliardi e 945 milioni euro), di seguito USA (3 miliardi e 341 milioni), Francia (2 miliardi e 427 milioni ), Regno Unito (2 miliardi e 089 milioni) e Austria (1 miliardo e 186 milioni).

Entrate in crescita

Nel 2017 le entrate per turismo di lavoro sono state 5 miliardi e 306 milioni di euro (+3,5% sul 2016) corrispondenti a una spesa media pro-capite giornaliera di 129,9 euro. Le entrate per turismo per vacanze sono state di oltre 26 miliardi (+8% sul 2016) con spesa media pro-capite giornaliera pari a 112,8 euro. Andando più in profondità sul turismo congressuale, lo scorso anno (2017) gli eventi realizzati in Italia sono stati 398.286 (+2,9%), pari a 29,1 milioni di partecipanti (+3,2%) e 43,4 milioni di presenze (+1,6%). Per il 56,9% si è trattato di eventi locali, il 35,2% nazionali e il 7,9% internazionali. I partecipanti erano così composti: 48,2% locali, 40,5% nazionali e 11,3% internazionali

Aziende socialmente responsabili, le più richieste dai lavoratori italiani

La maggior parte dei lavoratori italiani vorrebbe lavorare in un’impresa socialmente responsabile. L’ultima edizione del Randstad Workmonitor, un’indagine trimestrale sul mondo del lavoro condotta in 34 Paesi del mondo, rivela una diffusa attenzione degli italiani all’inclusione e al volontariato, oltre che alle politiche sociali delle imprese in cui lavorano o vorrebbero lavorare.

Secondo Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, l’87% dei lavoratori italiani dichiara che vorrebbe lavorare soltanto in un’azienda con un solido programma di responsabilità sociale. E in questo siamo primi in Europa e diversi punti sopra ai principali paesi del continente, come Germania (75%), Francia (78%), Regno Unito (79%) e Spagna (77%).

Solo un’impresa su due valorizza l’inclusione e la diversity

Quasi sei intervistati su dieci (57%) ritengono importante che l’impresa per la quale si stanno candidando partecipi a iniziative filantropiche. Lo stesso interesse, riporta Adnkronos, non è però altrettanto diffuso fra i datori di lavoro. Soltanto un’impresa su due, infatti, valorizza l’inclusione e la diversity. “Dalla ricerca emerge un forte divario di attenzione e sensibilità all’inclusione fra i lavoratori, che addirittura la pongono come prerequisito per la scelta di un datore di lavoro, e le imprese, che soltanto nel 50% dei casi hanno una politica che valorizza diversity e inclusione”, commenta Marco Ceresa, amministratore delegato Randstad Italia.

Il 29% delle imprese sostiene i dipendenti nell’attività di volontariato

Se per quanto riguarda le imprese oltre metà sostiene attivamente almeno una buona causa (56%, in linea con la media globale, e +4% rispetto alla media europea), il 75% dei dipendenti dichiara che si dedicherebbe al volontariato se il proprio datore di lavoro concedesse permessi retribuiti (+2% rispetto alla media globale e +5% sulla media del continente). Ma l’imprenditoria non sembra ancora pronta a rispondere efficacemente a questa spinta da parte della forza lavoro. Soltanto il 29% delle imprese italiane incoraggia i propri dipendenti a dedicarsi al lavoro sociale non retribuito al di fuori dell’orario d’ufficio.

Numeri ancora distanti dal modello di riferimento: la Danimarca

A sorpresa, sono i lavoratori più anziani il segmento che si sente più stimolato in questa direzione (38%), mentre la percentuale scende vistosamente fra i giovani (24%). Numeri non del tutto disprezzabili, ma ancora distanti dal modello di riferimento più positivo, rappresentato dalla Danimarca. Nel paese scandinavo il 43% degli intervistati svolge attività di volontariato al di fuori dell’orario lavorativo, il 70% delle aziende sostiene una buona causa, il 48% offre permessi retribuiti ai lavoratori per attività di volontariato scelte dai dipendenti, e il 43% li offre per attività scelte dall’azienda stessa.

Salute e bellezza, le imprese lombarde sono 15mila

In Lombardia sono oltre 15 mila le attività attive nel settore del benessere e fitness, tra sedi di impresa, sedi secondarie e unità locali. Dal 2017 al 2018 sono cresciute del 2,4%, e del 10,3% in cinque anni. E pesano per il 17% sul totale delle attività presenti in Italia, circa 89 mila, cresciute a livello nazionale del 2,1% in un anno, e del 9,2% in cinque.

Secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese le imprese lombarde del settore salute e bellezza danno lavoro a circa 43 mila addetti (il 27,2% del totale) sui 157mila in Italia.

Lombardia, al top per centri benessere e imprese straniere

La Lombardia pesa soprattutto nel settore dei centri benessere, concentrando il 31,1% delle attività italiane nei servizi di manicure e pedicure (23,1%) e nelle palestre (21,4%), ma è forte anche la presenza di imprese lombarde negli istituti di bellezza (18,3%).

Ma in Lombardia è anche più alta la presenza di imprese con titolari nati all’estero, 12,1% contro una media nazionale dell’8,3%, grazie al dato di Milano dove le imprese “straniere” pesano il 18,8%, il valore più alto d’Italia, riporta Adnkronos.

Il settore nelle province lombarde

La rilevanza della Lombardia nel settore si deve soprattutto a Milano, prima in regione con 5.217 attività (il 5,9% italiano e una crescita del 3% in un anno e 15,7% in cinque anni) e 17 mila addetti. Poi vengono Brescia (1.930 attività, +2% e +3,8% e oltre 3 mila addetti), Bergamo (1.692 attività, +3% e +7,5% e 5 mila addetti), Varese (1.300 attività, +0,6% e +4,6% e 2 mila addetti) e Monza Brianza (1.200 attività, +3,3% e +13,2% e oltre 10 mila addetti).

La crescita maggiore in un anno si registra però a Como (+4,6%) mentre in cinque anni è a Milano che il settore cresce di più.

Roma al primo posto con 6.847 attività

Se il fitness e il benessere fanno impresa in tutta Italia si tratta soprattutto di istituti di bellezza (39mila attività), profumerie (19mila) e commercio al dettaglio di articoli sportivi e per il tempo libero (13mila). Ci sono poi oltre 5.000 erboristerie e palestre.

Prima per numero di attività è Roma (6.847 attività) seguita da Milano, Napoli (3.796), Torino (3.345) e Bari (2.267). E tra le prime dieci in Italia anche Brescia, Salerno, Bergamo, Firenze e Bologna.

Quasi due imprese su tre sono femminili (68%), e una su sei è in mano a giovani (17,6% in Lombardia e 17,8% in Italia). Per peso delle imprese di titolari nati all’estero dopo Milano vengono Trieste (17,4%) e Prato (16,9%), mentre sul podio delle imprese femminili salgono Nuoro, Pordenone e Ascoli Piceno (78% circa l’una). E per presenza di under 35 Catanzaro, Isernia e Crotone (oltre 30% ognuna).

Tessile: nel 2018 cresce il saldo commerciale, ma diminuisce l’export

 

Nel primo trimestre dell’anno il settore italiano del tessile ha incrementato la sua produzione del 3,2%, che per la tessitura a maglia sale al 5%. Nello stesso periodo il saldo commerciale della tessitura italiana, nel suo complesso, ha superato i 433,4 milioni di euro, per un aumento di oltre 34,5 milioni di euro rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo del 2017. Sul fonte export però il 2018 è iniziato con uno scarso dinamismo: le vendite di tessuti oltreconfine hanno segnato una lieve flessione (-0,4%) rispetto all’anno passato. E per l’import va decisamente peggio: -8,9%.

Un settore dalle performance diversificate: bene la lana meno il cotone

Si tratta dei dati sul tessile (tessitura laniera, cotoniera, liniera e serica) diffusi da Istat, ed elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda. Dati che mostrano un andamento diversificato per i vari comparti. Dentro il dato medio della tessitura, infatti, si registrano performance molto differenti. Il comparto laniero, ad esempio, rivela un trend in controtendenza per l’export: le vendite all’estero restano positive anche nel periodo considerato con un aumento del 2,8%, i tessuti pettinati registrano una crescita del 3,3%, e quelli cardati del +1,2%.

Il tessuto cotoniero mostra, invece, una contrazione, sia nelle esportazioni, che scendono del -6,5%, e in misura maggiore delle importazioni, che cedono addirittura il 15,2%.

Boom del lino italiano all’estero, aumenta l’import della seta

Il tessuto liniero assiste poi a un aumento dell’export dell’11,1%, e a un balzo dell’import del 34,6%. Da gennaio a marzo 2018 il fatturato estero del tessuto a maglia cresce invece del +1,3%, mentre l’import accusa una flessione pari al -12,8%. Infine, il tessuto in pura seta mostra una timida crescita dell’export (+0,9%) e una più vivace dinamica nel caso delle importazioni, pari al +3,9%.

I dati Istat segnalano anche il calo complessivo nel trimestre dell’8,9% delle importazioni di tessuti. Un calo che colpisce in particolare Cina, Turchia e Pakistan., riferisce Askanews.

Cresce il commercio Ue, calano le vendite in Usa, Cina, Hong Kong

Dal punto di vista geografico, nei primi tre mesi del 2018 le vendite di tessuti mostrano un trend divergente fra Ue ed extra-Ue. Il commercio comunitario segna un lieve aumento (+0,4%), mentre quello non comunitario presenta un decremento dell’1,3%.

Con riferimento ai principali mercati, Germania e Francia continuano a mantenere la posizione di primi due mercati per le importazioni di tessuti italiani, crescendo rispettivamente del 9,2% e del 6,1%. Una flessione del 6,8% colpisce, invece, il terzo mercato, ovvero la Romania, mentre la Tunisia, al quarto posto, mostra un incremento dell’8,8%.

Oltre agli USA, in calo dell’11,1%, calano anche Cina e Hong Kong, rispettivamente del 4,8% e del 5,5%. Nonostante i dati negativi, però, sommati insieme Cina e Hong Kong arriverebbero a 74 milioni di euro. Risultando secondi quindi solo alla Germania.

Strisce a led per arredare casa

In cucina,  in camera da letto, in soggiorno così come in bagno, le strisce led sono una risorsa preziosa per valorizzare ed arricchire qualsiasi stanza degli ambienti in cui viviamo. Le strisce led sono infatti sempre più utilizzate in casa, sia per il loro basso consumo energetico grazie al quale è possibile avere bollette più leggere, che per gli interessanti effetti che è possibile ottenere in base al punto in cui vengono collocate. Non esiste una dislocazione perfetta, ma si può optare per quella che meglio si integra con gli arredi e le strutture preesistenti in casa. Spesso ad esempio, le strisce a led vengono poste sopra il piano di lavoro in cucina, sotto gli scaffali, sul soffitto, intorno a uno specchio, sulle pareti e in ogni altro luogo in cui sia possibile portare stile ed eleganza. Il risultato finale sarà sicuramente un effetto sorpresa sul visitatore, un valore aggiunto in grado di completare un arredamento con quel tocco di eleganza in più che non guasta.

Solitamente le strisce led sono lunghe 2,5 o 5 metri, e possono essere accorciate a piacimento qualora si abbia necessità di adattarle su di una superficie più piccola e, grazie al loro lato adesivo, è possibile applicare in maniera molto semplice praticamente dappertutto. Esistono fondamentalmente tre differenti tipologie di luce a led: quella calda, quella fredda e quella bianca commerciale. Scegliere adeguatamente è molto importante, perché dal colore della luce dipenderà gran parte dell’atmosfera che andremo a creare grazie a questo particolare tipo di illuminazione. Sul sito lucefaidate.it puoi trovare diverse idee al riguardo, e le strisce led che fanno al caso tuo così come i diversi accessori pensati appositamente per completare il tuo acquisto: tra questi, degli ottimi alimentatori ideali per tutti quei sistemi che non possono essere collegati direttamente alla corrente elettrica.

Saldi da 3,5 miliardi di euro. Da Confcommercio i consigli per evitare fregature

Per i saldi estivi del 2018, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature scontate poco meno di 230 euro per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

Previsioni di vendita in linea con il 2017

“Dopo una stagione primavera/estate non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi c’è attesa per questi saldi estivi che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand. I saldi, tenendo conto anche di previsioni di vendita pressoché in linea con quelle dell’anno scorso, continuano ad essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, o meglio di ‘dittatura digitale’, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva al modo delle persone di consumare e relazionarsi. Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività. A questo proposito, auspichiamo che la Ue guardi a quanto deciso dalla Corte Suprema USA che ha dato il via libera alle tasse sulle vendite on-line” ha dichiarato ad Askanews il Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio, Renato Borghi.

Acquisti corretti, le regole da seguire

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere sempre accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale

L’Europa dice stop a piatti e stoviglie di plastica

Posate, piatti, cotton-fioc e cannucce in plastica: da oggi l’Europa dice stop, proponendo nuove norme per i 10 prodotti di plastica monouso più inquinanti per le spiagge e i mari europei. In una nota l’esecutivo Ue rende noti anche alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2025: raccolta del 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ed etichettatura per alcuni prodotti, come assorbenti e salviette umidificate, con informazioni sullo smaltimento.

Non a tutti i prodotti si applicheranno però le stesse misure: quelli monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative saranno messi al bando, mentre altri verranno limitati. I produttori quindi dovranno rispettare requisiti di progettazione, e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti.

Le nuove regole e i divieti

Le nuove regole porranno fuori dal mercato tutti i prodotti di plastica monouso, che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili, riporta Adnkronos. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Gli Stati membri quindi dovranno inizialmente ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, e potranno farlo fissando obiettivi nazionali di riduzione. Come? Mettendo a disposizione prodotti alternativi, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente.

Nuovi obblighi per i produttori

Ai produttori toccherà contribuire ai costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure ai costi derivanti le misure di sensibilizzazione per alcuni prodotti. In particolare, contenitori per alimenti, pacchetti e involucri, come ad esempio, per patatine e dolciumi, contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro, come i mozziconi di sigaretta, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero.

Al contempo, sono previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti.

Gli Stati membri dovranno attuare misure di sensibilizzazione

Toccherà agli Stati membri sensibilizzare i consumatori all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti. Ma grazie alla direttiva proposta i benefici ambientali ed economici saranno molteplici: si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di euro entro il 2030, e i consumatori potranno beneficiare di un risparmio dell’ordine di 6,5 miliardi di euro.

Gli italiani hanno voglia di vacanza: più 10% di partenze nell’estate 2018

Che sia un segnale che i risparmi degli italiani abbiano ricominciato a crescere? Probabilmente sì: perché per l’estate 2018, rispetto all’anno scorso, sono ben il 10% in più i nostri connazionali che sognano e programmano una vacanza. Sono infatti 3 milioni e mezzo in più, se confrontate con il 2017, le persone che pensano di fare un viaggio nel corso dell’anno. Lo rileva la ricerca ‘Le vacanze degli italiani’, a cura di italiani.coop il portale di ricerca e analisi di Coop, realizzata per Robintur e presentata a Milano. Ma c’è chi pensa a partire anche prima della pausa estiva: un italiano su 3 è si è già goduto un primo assaggio d’estate in occasione dei ponti del 25 aprile e del primo maggio. Il 35% del campione ha infatti deciso di concedersi un viaggetto in particolare nelle città d’arte o nelle grandi città (27%).

Il mare la meta preferita

Il mare sarà il protagonista delle vacanze estive del 2018. Il 50% dei vacanzieri intervistati sceglierà infatti le spiagge; in generale le destinazioni immerse nella natura segnano un +13%. Nell’era di internet il viaggiatore punta molto sul fai da te, oltre 7 viaggiatori su 10 prenotano la loro vacanza da soli (73%) utilizzando portali online, mentre 2 viaggiatori su 10 (19%) scelgono di affidarsi alle agenzie di viaggi per un rapporto qualità prezzo ritenuto vantaggioso (41%), per le proposte originali e interessanti (34%), per il rapporto di fiducia (29%). “C’è una grande ripresa del mese di agosto che era quello in cui calavano le vendite negli anni di crisi, per motivi di prezzo – ha spiegato Claudio Passuti, direttore generale Robintur -. La durata del viaggio da 10 a 14 giorni è quella che per noi è sopra la media di crescita quest’anno, questa durata è quella che sta captando maggiore interesse. Nella pre crisi era ancora più lunga e adesso siamo in una fase di recupero”.

Un italiano su due ha già prenotato la vacanza

Vacanze già organizzate e in gran parte entro i confini nazionali. In vista delle ferie estive un italiano su due ha già prenotato la sua vacanza o pensa di farlo a breve (54%), mentre 9 su 10 lo faranno prima di partire. Nelle previsioni di viaggio salgono mete come Emilia-Romagna, Lazio, Liguria per l’Italia e la Spagna, Grecia e Croazia per l’estero. Per un vacanziero su dieci il soggiorno sarà più lungo e la spesa più alta. Del resto gli italiani per il viaggio estivo sono disposti a risparmiare sui pranzi e le cene fuori (76%), sulla cura per il corpo (69%), ma anche sul carrello della spesa (35%).

La Nasa punta sulle invenzioni fantascientifiche che rivoluzioneranno l’esplorazione spaziale

Sono 25 le invenzioni visionarie e fantascientifiche selezionate nel 2018 nell’ambito del programma NIAC, Nasa Innovative Advanced Concepts. Da robot mutaforma a sistemi di individuazione dell’impatto di meteoriti, da sciami di telescopi spaziali alle tecnologie per mappare piccoli detriti spaziali, queste sono solo alcune delle proposte scelte dalla Nasa per la loro impronta innovativa e rivoluzionaria. Sebbene ancora in una fase embrionale, le 25 invenzioni da fantascienza un giorno potrebbero potenziare l’esperienza umana e robotica nell’esplorazione spaziale.

Il programma NIAC offre l’opportunità di esplorare nuove idee che potrebbero trasformare le missioni future

“Il programma NIAC offre alla Nasa l’opportunità di esplorare idee visionarie che potrebbero trasformare le future missioni dando vita a soluzioni migliorative o a sistemi completamente nuovi e coinvolgendo gli innovatori e gli imprenditori americani come partner nel percorso” spiega Jim Reuter, amministratore delegato dello Space Technology Mission Directorate della Nasa. Ma servirà tutto il prossimo decennio per assistere allo sviluppo dei progetti più promettenti, e verificare i loro passi avanti sul terreno della conoscenza. In una prima fase infatti, riporta Global Science, il quotidiano online dell’Agenzia spaziale italiana, le idee, vengono supportate con un contributo di circa 125.000 dollari per almeno nove mesi. Da questo periodo di gestazione scaturiscono studi di fattibilità che, se promettenti, danno vita a una seconda fase.

Dal robot mutaforma che si tuffa nei mari di titano al Biobot che libera gli astronauti del peso sulle spalle

All’interno delle proposte strappate alla fantascienza, irrompe il robot “mutaforma”, che cambia forma per adattarsi alle mutevoli condizioni della superficie di Titano, la più grande luna di Saturno, per traguardare la sua atmosfera e tuffarsi nei suoi mari. Si guadagna una opportunità in prima fase anche il Biobot, un sistema che libera gli astronauti del peso sulle spalle, lo zaino del sistema PLSS per il supporto delle funzioni vitali, rendendoli più agili, riporta Askanews.

Tra i 9 progetti già in seconda fase anche la “cavalletta” che salta su Tritone

Tra i progetti selezionati da sviluppare figurano poi Ballet, una piattaforma gonfiabile per la locomozione su terreni impervi, e Leaves, un sensore atmosferico ultraleggero disegnato per resistere alla difficile atmosfera di Venere.

Tra i 9 progetti già in seconda fase, che saranno finanziati per 500 mila dollari circa per un periodo di due anni, spiccano una sorta di veicolo “cavalletta” inventato per esplorare Tritone, il gelido satellite di Nettuno, e un telescopio spaziale gigante.