Il Covid è la maggior preoccupazione in tutto il mondo

Per il 42% della popolazione mondiale il coronavirus è uno dei problemi principali del proprio Paese. Una percentuale in calo di 3 punti rispetto al mese scorso, e di 29 punti rispetto a maggio 2020, ma che attesta come a preoccupare le persone in tutto il mondo sia ancora il coronavirus.
Emerge da un sondaggio di Ipsos, dal titolo What Worries the World sulle opinioni dei cittadini di 28 Paesi in merito alle questioni politiche e sociali più preoccupanti. In Italia i livelli di preoccupazione per il Covid-19 sono molto vicini alla media internazionale (40%), mentre è la Malesia la nazione con i più alti livelli di preoccupazione per il Covid-19 per l’ottavo mese consecutivo: il 74% lo inserisce tra i problemi principali, la stessa percentuale di maggio 2020. 

Disoccupazione, povertà e disuguaglianza sociale 

Dopo il Covid-19, la disoccupazione è attualmente la seconda maggiore preoccupazione a livello internazionale, temuta da una media degli intervistati pari al 34%. Il Paese che ritiene la disoccupazione come una delle principali preoccupazioni è il Sud Africa (66%), seguito da Italia e Spagna (entrambi 60%).  La terza preoccupazione, povertà e disuguaglianza sociale, è indicata invece in media da una persona su tre (32%) in tutti i Paesi, e dal 33% degli italiani.  In Russia la povertà e la disuguaglianza sociale rappresenta la principale preoccupazione (61%). 

Corruzione finanziaria e politica, crimine e violenza

La corruzione finanziaria e politica è la quarta preoccupazione a livello internazionale. Il sondaggio mostra che in media il 30% degli intervistati e il 25% degli italiani la considera come uno dei principali problemi che il proprio Paese deve affrontare, ma è il Sudafrica il Paese attualmente più preoccupato per la corruzione (63%). In ultima posizione si collocano crimine e violenza, con il 25% a livello internazionale e il 16% in Italia, che ritiene appunto crimine e violenza tra le principali fonti di preoccupazione nel proprio Paese. Crimine e violenza, attualmente, risulta inoltre la prima preoccupazione in diversi Paesi del mondo, come il Cile, Israele, il Messico e anche la Svezia. 

La direzione è giusta o sbagliata? 

Il 65% degli intervistati a livello internazionale ritiene che le cose nel proprio Paese stiano andando nella direzione sbagliata, percentuale che in Colombia sale al 91%, e in Perù all’83%. Anche Argentina (81%), Sudafrica (80%), Brasile (78%), Spagna (77%) e Cile (77%) non sono molto ottimisti, mentre in Italia questa quota si attesta al 69%. In media, soltanto il 35% delle persone è più ottimista, e ritiene che le cose stiano andando nella direzione giusta, dato ancor più basso in Italia (31%). 

Il cibo italiano del futuro è più Dop, sostenibile e innovativo

Prodotti certificati Dop e Igp, sostenibili e innovativi, meglio se acquistati online, ma da piccoli gruppi di produttori locali, per mantenere il legame con il territorio. È questo il futuro del cibo italiano, come conferma una ricerca condotta da AstraRicerche: sostenibilità ambientale e sociale è il trend in ascesa per oltre 3 intervistati su 4, che si dichiarano disposti a spendere di più per un prodotto con garanzie di sostenibilità certificate da enti autorevoli.  Per i prossimi cinque anni gli italiani infatti si ripropongono di incrementare il consumo di verdura (54%), di frutta (51,5%) e di prodotti 100% italiani, e con marchi Doc, Dop e Igp.

Italiani aperti alle novità, ma legati alle tradizioni

Per la maggior parte degli italiani il cibo rappresenta un’esperienza di piacere e soddisfazione (48,4%), e solo una parte minoritaria mangia principalmente per la necessità di nutrirsi e per dare un contributo alla salute (26,3%). Nonostante sia forte la convinzione che anche nel futuro il cibo ideale da trovare in tavola sia quello legato alle tradizioni culinarie del nostro Paese (47,2%, con percentuali più alte tra gli over 45), una buona fetta si mostra aperta alle novità: il 23,3% punta su cibi innovativi, fatti con ingredienti nuovi o poco utilizzati in Italia. Più aperti i giovani tra i 18 e i 24 anni, tra i quali la percentuale sale al 32%.

Il cibo delle nuove generazioni sarà diverso

“I dati mostrano che nel nostro Paese, in particolare i più giovani, pur se fortemente legati alla tradizione, non disdegnano novità e si dimostrano attenti alla sostenibilità ambientale e sociale – commenta il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi -. Un’indicazione importante per le scelte future delle nostre aziende del settore”.
In particolare, il 28,8% dei nostri connazionali mostra interesse per prodotti che contengono cannabidiolo (il 43% dei 18-24enni) e il 18,2% si dichiara interessato a provare prodotti in cui la carne sia sostituita, in tutto o in parte, dagli insetti, magari nella forma di farina (la percentuale sale al 25% tra i 18-24enni). Insomma, il cibo delle nuove generazioni sarà diverso da quello delle generazioni precedenti.

Anche l’e-commerce potrebbe cambiare nei prossimi anni

Quanto all’e-commerce per prodotti alimentari, sul podio delle preferenze al primo posto gli italiani mettono i gruppi di produttori locali, che si riuniscono e fanno consegne di quello che producono (37.0%). Al secondo la spesa online con una catena di supermercati (25.2%) e al terzo l’e-commerce generalista, con siti come Amazon e altri, non solo quindi di cibo (20.7%). Quest’ultimo è però al primo posto per i 18-24enni (30%). Quindi anche l’e-commerce, riporta Askanews, così come lo conosciamo oggi potrebbe cambiare nei prossimi anni.

Privacy e Digital Economy, tra opportunità e sfide

A premere sull’acceleratore nel 2020 è stato sicuramente il contesto della pandemia, che ha indotto milioni di italiani ad abituarsi a fare i propri acquisti su internet, determinando complessivamente un volume d’affari di 22,7 miliardi di euro (+26% rispetto al 2019), come indicano le statistiche dell’Osservatorio B2C del Politecnico di Milano. Una crescita che per avvenire in modo organico necessita di regole, già in parte introdotte dal Gdpr nel 2018. E a tre anni dalla sua introduzione, il 41% dei professionisti e manager d’impresa che si occupano di protezione dati pensano che questo abbia favorito lo sviluppo del mercato digitale, e 7 su 10 ritengono che a beneficiarne non siano solo i colossi tecnologici d’oltreoceano, ma anche le grandi e le piccole imprese italiane (40%). È quanto evidenziano alcuni sondaggi lanciati sul proprio canale Telegram da Federprivacy.

Serve una corretta applicazione delle norme del Gdpr

A dimostrare che i consumatori sono sempre più attenti alla privacy, è peraltro un altro sondaggio, da cui emerge che il 59% di essi richiedono soluzioni che la tutelino. Mentre le imprese cercano di cogliere le opportunità del mercato digitale, una delle sfide più complesse è quella della corretta applicazione delle norme del Gdpr, e un primo passo per affrontarla è “sicuramente la creazione di un team con competenze specialistiche data protection e multidisciplinari, un approccio legal tech – spiega Roberta Quintavalle, DPO di Mediaset – Quindi non solo giuristi, ma anche esperti di processi e tecnologia, affinché si possa affiancare il business dando il supporto specializzato e valutando gli impatti privacy a 360 gradi”.

Sfruttare le potenzialità dell’AI in modo non invasivo per gli utenti

Se è vero che sono molte le opportunità del digitale, non mancano le sfide per le imprese, comprese quella di sfruttare proprio le potenzialità dell’AI in modo non invasivo per gli utenti.

Ad esempio, “I dati personali relativi alle abitudini di viaggio possono consentire lo sviluppo della mobilità di ultimo miglio, realizzando così un trasporto pubblico integrato – osserva Giorgio Aprile, DPO di Ferrovie dello Stato – e creando finalmente un vero mercato digitale dei trasporti”.

Nel settore bancario, invece, “la customer experience assume un’importanza strategica – aggiunge Mario Mosca, DPO di BNP Paribas in Italia – con la necessità di far percepire ai clienti che i loro dati sono al sicuro e che, nell’erogazione dei propri servizi l’azienda dimostra attenzione alla riservatezza”.

Le competenze giuridiche e tecniche da sole non sono più sufficienti

Quanto sia importante un approccio trasversale per affrontare le sfide della data economy, lo ha ribadito anche Carlo Alberto Galiano, DPO di Edison, sottolineando che le competenze giuridiche e tecniche da sole non sono più sufficienti. “La profonda trasformazione digitale in atto comporta che l’accountability non sia più solo un principio cardine di responsabilizzazione e trasparenza del titolare – sottolinea Galiano – ma affinché sia veramente efficace, occorre che si rifletta sempre più in conoscenze inter funzionali all’interno dei team di Data Protection delle organizzazioni aziendali”.

Mai più ladri in casa, grazie alle inferriate

Di questi tempi è sempre più frequente venire a conoscenza di episodi di effrazione verificatisi all’interno di abitazioni ma anche uffici e attività commerciali su strada. In particolar modo questi fenomeni si sono acuiti dal momento in cui è iniziata la pandemia, e al momento si tratta di un trend che non sembra essere destinato a finire ma al contrario si protrae nel tempo.


L’esigenza di mettere in sicurezza la propria casa

Proprio per questo motivo tante persone stanno cercando di correre ai ripari adottando le soluzioni che più ritengono idonee per arginare il problema e mettere in sicurezza il luogo in cui si vive, l’ufficio o la propria attività commerciale.

Tra questi vi sono sicuramente le inferriate apribili e quelle fisse, che sono delle soluzioni particolarmente efficaci in quanto rappresentano una barriera fisica molto difficile (se non impossibile) da superare per qualsiasi malintenzionato.

Inferriate di sicurezza fisse e apribili

Esistono i modelli specifici che sono apribili per consentire il passaggio delle persone, ad esempio su porte e accessi secondari o porte-finestre, così come esistono direttamente le inferriate di sicurezza fisse che non possono essere aperte e che dunque rappresentano un sistema di chiusura permanente, ottimo ad esempio per le finestre.

L’eleganza del ferro battuto

Il bello di questo tipo di sistema è che ha anche un impatto architettonico particolarmente gradevole, grazie alla lavorazione del ferro battuto e conseguente design ricercato, che fa sì che  questo tipo di soluzione abbia un impatto estetico particolarmente elegante, in grado di adattarsi ad ogni tipo di contesto e dunque di rappresentare un elemento in grado di arricchire e valorizzare ogni tipo di porta o finestra.

Quella delle inferriate è dunque la soluzione che più delle altre consente di poter indurre ogni tipo di malintenzionato a desistere e spostare le sue mire su obiettivi più facili da raggiungere in quanto meno protetti.

Lampada artistica: la scelta giusta per case, uffici o negozi

Siete alla ricerca di lampade di design? Scegliere la lampada perfetta talvolta non è facile. Ogni zona della casa oppure del proprio ufficio, ha bisogno del tocco giusto. Per arredare un’area che magari sembra un po’ più spoglia, vi sono tante idee. In primis, l’uso di una lampada.

Le lampade artistiche possono essere una buona soluzione. Ve ne sono da tavolo, da terra o da soffitto: vi è una varietà senza fine a disposizione! Trovare le lampade artistiche giuste, potrebbe però risultare non molto semplice. Per tali motivi, bisogna fare attenzione a ogni dettaglio.

Come scegliere una lampada artistica

La scelta di una lampada artistica, talvolta parte da una domanda: che tipo di funzione avrà questa lampada? Inoltre, poi bisogna chiedersi anche in quale stanza andremo ad usarla.

Ad esempio, vi sono lampade di design che sono ideali per gli uffici. Si tratta di oggetti realizzati in metallo, in vetro o in altri materiali molto eleganti, che riescono a dare un tocco moderno o talvolta di stile ad un intero ambiente.

Se la loro funzione principale è quella di abbellire solo uno spazio, allora si consiglia di scegliere delle lampade da terra. Queste lampade sono disponibili in varie tipologie: moderne, classiche o anche in stile vintage.

I vari tipi di lampada artistica

Tra le lampade artistiche più richieste vi sono quelle da terra, quelle da tavolo ma anche quelle a sospensione o da parete. Valutando tutte le tipologie, sicuramente la lampada da parete risulta quella più adatta per ambienti come lo studio o la cucina.

In particolar modo, quella da terra si adatta alle aree living, ad un ufficio o a tre grandi sale d’attesa, ma anche ad esempio, ad una camera da letto. La lampada a sospensione invece, è ideale per ogni tipo di ambiente.

Gli unici limiti sono quello della fantasia e del gusto personale. Ricordate sempre che mettere una lampada di design all’interno di una stanza, che sia un ufficio o che si tratti di mura domestiche, richiede sempre il dover guardare con attenzione a quello che è lo stile dell’ arredo circostante.

Smart Home, case sempre più intelligenti

Lo stay-at-home forzato dalla pandemia ha spinto le vendite di sensori di allarme, robot aspirapolvere ed elettrodomestici smart per la cucina. Ma non solo. Insomma, con la pandemia le case degli italiani, e degli europei, diventano sempre più intelligenti. Tanto che nel 2020 il mercato dei dispositivi smart per la casa nei 7 principali mercati europei è cresciuto del +24%, per un controvalore pari a 28 miliardi di dollari. Secondo le rilevazioni di GfK, più della metà dei consumatori italiani è convinto che nei prossimi 2-3 anni le tecnologie digitali avranno un impatto positivo sulla propria casa. Ma esistono ancora barriere all’ingresso delle tecnologie smart per la casa, sulle quali le aziende devono intervenire per cogliere tutto potenziale di questo segmento.

Piccolo elettrodomestico, e salute e benessere smart +43%

All’interno del segmento smart home, sono cresciute del +19% le vendite di prodotti Smart Entertainment & Office, e altri due settori in forte espansione risultano il Piccolo Elettrodomestico smart e quello dei dispositivi connessi per la Salute e il benessere, come dispositivi per l’auto-diagnosi, fitness tracker, smartwatch sportivi. Complessivamente questi due segmenti sono cresciuti del +41% a livello europeo. Tra i prodotti che hanno registrato la crescita maggiore ci sono poi anche gli aspirapolvere connessi (+43%).

Cucina, elettrodomestici connessi +71,5%

Nel 2020 i consumatori hanno passato più tempo del solito in cucina e di conseguenza anche gli elettrodomestici connessi per la preparazione del cibo sono cresciuti del +71,5%. Ad esempio, i piani cottura con funzionalità smart hanno registrato una crescita delle vendite del +48,2%. Anche gli altoparlanti con assistente vocale integrato registrano un trend positivo. Il controllo vocale si sta infatti sempre più affermando come lo strumento per interagire con i diversi prodotti smart presenti all’interno della casa, e nel corso del 2020 le vendite di dispositivi a controllo vocale sono cresciute di quasi il +61% a livello europeo.

Per il 52% degli italiani il digitale avrà un impatto positivo sulla propria casa

Anche nel nostro Paese, la pandemia ha accentuato ulteriormente il valore della casa, dello spazio domestico, e l’88% degli italiani afferma di aver riscoperto l’amore per la propria casa nel corso degli ultimi mesi. La riscoperta della centralità della casa è andata di pari passo con il potenziamento della dotazione tecnologica delle abitazioni, che nel corso dell’ultimo anno sono diventate spesso sede anche per l’attività lavorativa e la didattica a distanza. Per il futuro, i consumatori si aspettano una espansione ulteriore di questo fenomeno, e il 52% degli italiani è convinto infatti che nei prossimi 2-3 anni le tecnologie digitali avranno un impatto positivo sulla propria casa.

Consigli per risparmiare energia quando si adopera un condizionatore d’aria

Con l’arrivo dell’estate tutti cominciamo ad utilizzare il condizionatore d’aria per stare più al fresco e patire meno il caldo estivo. Vediamo allora alcuni consigli per risparmiare energia quando utilizziamo il condizionatore.

Sfrutta la modalità sleep

La modalità sleep è pensata per quando desideriamo tenere acceso il condizionatore anche la notte. In questa maniera, è direttamente il dispositivo a gestire la temperatura all’interno della stanza aumentandola leggermente nel corso della notte, dato che dormendo abbiamo bisogno di una temperatura dell’aria più alta rispetto i momenti in cui siamo in attività. Questo tipo di gestione consente inoltre un discreto risparmio energetico.

Non impostare una temperatura troppo bassa

Impostare il condizionatore d’aria ad una temperatura troppo bassa può influire negativamente sia sulla tua salute che sui consumi. Cerca per questo di non impostare mai una temperatura al di sotto dei 24° per evitare una eccessiva escursione termica con la temperatura esterna e sfrutta invece maggiormente la funzione deumidificatore nelle ore del giorno, così da ottenere un miglior risparmio energetico.

Pulisci i filtri del tuo condizionatore

Pulire regolarmente i filtri del tuo condizionatore può significare veramente molto dal punto di vista dell’efficienza energetica del tuo dispositivo, dato che in questo modo il condizionatore riesce a lavorare con più facilità. Inoltre, pulire i filtri consente di avere un’aria molto più pulita in casa e dunque i vantaggi sono notevoli anche per la salute.

Effettua la manutenzione periodica del dispositivo

Effettuare periodicamente la manutenzione del tuo condizionatore, in media ogni due anni, significa verificare la presenza di eventuali perdite di gas o di altri problemi in grado di influire sull’efficienza del dispositivo e dunque sul consumo di energia. Da questo punto di vista i condizionatori Daikin sono tra quelli più efficienti e che consentono un risparmio energetico superiore.

Instagram aumenta la sicurezza dei più giovani con nuove funzioni

L’età minima per utilizzare Instagram è 13 anni, e da tempo ai nuovi utenti viene chiesto di indicare la propria età durante l’iscrizione di un nuovo account. Per questo motivo Instagram sta sviluppando nuove tecnologie di intelligenza artificiale e apprendimento automatico per verificare l’età effettiva delle persone online. Nel frattempo, per proteggere i giovani da eventuali contatti indesiderati da parte di adulti, la piattaforma ha introdotto una nuova funzione che limita la possibilità per gli adulti di mandare messaggi direct agli utenti minorenni che non li seguono.

Tutelare la privacy e tenere le persone al sicuro

Ad esempio, se un adulto prova a mandare un messaggio a un giovane utente che non lo segue, riceverà una notifica che lo avvisa che non può farlo. Questa funzione si basa sia sulla tecnologia di apprendimento automatico capace di prevedere l’età degli utenti, sia sull’età che gli utenti forniscono quando si iscrivono. Muovendosi verso la crittografia end-to-end, Instagram sta infatti investendo in funzioni che possano tutelare la privacy e tenere le persone al sicuro senza accedere al contenuto dei loro messaggi direct.

Avvisi di sicurezza per incoraggiare a essere più cauti nelle conversazioni

Oltre a prevenire le conversazioni tra adulti e giovani che non si seguono a vicenda, Instagram attiverà degli avvisi di sicurezza per incoraggiare i giovani a essere più cauti nelle conversazioni con gli adulti con i quali sono già in contatto. Questi avvisi di sicurezza appariranno nei direct, e segnaleranno ai più giovani se tra i loro direct c’è un adulto che ha precedentemente manifestato atteggiamenti potenzialmente sospetti. Ad esempio, se un adulto manda molte richieste di amicizia o di messaggi a minori di 18 anni, questa funzione manderà un direct ai minori con cui è già in contatto, dandogli l’opportunità di terminare la conversazione, bloccare, segnalare o limitare l’adulto in questione.

Ostacolare gli adulti che manifestano atteggiamenti potenzialmente sospetti

A partire dalle prossime settimane, Instagram inizierà lo studio di nuovi modi per ostacolare gli adulti che hanno precedentemente manifestato atteggiamenti potenzialmente sospetti nell’interazione con i giovani. Questo potrà includere azioni come limitare la possibilità per gli adulti di visualizzare i profili dei più giovani tra gli utenti suggeriti, e nascondere automaticamente i loro commenti sui post pubblici dei più giovani, riporta Askanews. Ma lo sforzo riguarda anche i giovani, incoraggiandoli a rendere i propri account privati. Recentemente è stato infatti aggiunto un passaggio che permette a un minore di 18 anni che si registra su Instagram con un nuovo account di scegliere se rendere il proprio profilo pubblico o privato.

Il 53% degli italiani è sempre connesso, anche appena sveglio

Negli ultimi mesi, giocoforza, ci siamo tutti trovati a utilizzare ancor più del solito i nostri device. Per lavorare, per studiare, per rimanere in contatto con amici e parenti, ognuno di noi è rimasto collegato alla rete. Non sarà forse un po’ troppo, considerando che oltre la metà degli italiani (57%) porta anche a tavola il cellulare, prevalentemente donne tra i 25 e i 38 anni? Eppure il 65% dei nostri connazionali ritiene che una minore connessione potrebbe fare bene alla propria quotidianità.

Una pausa detox dallo smartphone

Esiste una vera e propria ricorrenza (nel 2021 è stata il 5 e 6 marzo) che invita tutti i consumatori digitali a prendersi un momento di stop dai device. Si tratta del National Day of Unplugging, un’iniziativa che per 24 ore spinge gli utenti tech a staccarsi dagli schermi, al fine di sensibilizzarli a un uso più consapevole degli strumenti tecnologici. Per scoprire di più su questo fenomeno, la piattaforma MioDottore ha condotto un’indagine tra gli italiani volta a esplorare come la pandemia abbia influito non solo sul loro stile di vita, ma anche sul loro approccio nei confronti della tecnologia e la loro propensione a mettersi in modalità offline, evidenziando difficoltà e benefici del disconnettersi.
Al risveglio un italiano su due controlla social ed email
I mesi passati, decisamente complicati, hanno influito sulla routine quotidiana di un numero considerevole di utenti tricolore, soprattutto per quanto riguarda la quantità di tempo che trascorrono connessi ai dispositivi tech: lo conferma il 75% degli intervistati. In particolare, oltre la metà degli italiani (53%) è online almeno 8 ore al giorno per lavoro – e tra questi il 39%, una volta terminata la to do list lavorativa, rimane collegato anche nel proprio tempo libero. Oltre ai motivi di lavoro e studio, cosa tiene però connessi gli italiani a smartphone, pc e tablet? Quasi uno su due impiega questi strumenti per mantenere i contatti con le persone care (42%), il 31% per leggere e tenersi informati, fare shopping da casa (25%), guardare film e serie TV (21%), curiosare tra app e giochi online (19%) e praticare sport all’interno delle proprie mura domestiche (7%). Insomma, quello fra italiani e strumenti digitali è una relazione stretta, strettissima, tanto che il 53% dei nostri connazionali  controlla le notifiche di email e social media come prima cosa al mattino appena sveglio e, sempre la stessa percentuale di intervistati, compie il medesimo rituale anche a fine giornata, prima di coricarsi. Addirittura, il 92% degli italiani tiene il proprio smartphone sul comodino quando dorme.

Una pausa detox

Riuscire a trascorrere più tempo offline, però, viene riconosciuto come una priorità da tanti italiani. Ben il 65%, infatti, pensa che la propria routine giornaliera trarrebbe importanti benefici se si riuscisse a trascorrere meno tempo senza smartphone, pc e tablet. Non resta che passare dall’intenzione… all’azione.

Dormi poco? Il caffè ti aiuta a restare vigile (ma solo per 5 giorni)

Il caffè non è solo la bevanda più amata dagli italiani, che difficilmente rinunciano a un buon espresso, ma è anche un prezioso aiuto per contrastare la mancanza di sonno. Un recente studio ha infatti messo in luce come il consumo regolare di caffè aiuti temporaneamente a limitare il calo dell’attenzione e a contenere gli effetti negativi sulla prontezza, tempo di reazione, precisione e memoria di lavoro delle persone che hanno dormito solo cinque ore per notte nel corso di una settimana lavorativa.

Con la caffeina aumentano i “poteri”

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica “Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry”, ha esaminato l’impatto della ripetuta carenza di sonno durante una settimana lavorativa, confermando come il consumo di caffè con caffeina, durante la giornata, contribuisca a limitare il calo dell’attenzione e delle funzioni cognitive in misura maggiore rispetto a quello decaffeinato. Anche se gli effetti “energizzanti” del caffè sono evidenti, c’è un però: gli effetti positivi si hanno soprattutto nei primi tre o quattro giorni di sonno ridotto. Successivamente, i test hanno rivelato che dal quinto e ultimo giorno non ci sono più differenze significative fra chi beve caffè e chi no. Si sfata, almeno parzialmente, un mito: gli effetti benefici del caffè sulla carenza di sonno sono solo temporanei. Rimane invece un’assoluta verità per il benessere e la salute che non esistono alternative o sostituti a un sonno di qualità.

Via libera a un consumo moderato

Anche se il caffè non può rappresentare un’alternativa al sonno, è però confermato che un consumo moderato di espresso (ovvero tra le 3 e le 5 tazzine al giorno) possa aiutare a limitare gli effetti negativi sulle funzioni cognitive, come il calo dell’attenzione, dei tempi di reazione e della memoria di lavoro. Insomma, via libera al caffè anche per rendere al massimo durante le proprie incombenze professionali.

Quanto dormiamo per notte?

Insieme all’analisi dei poteri del caffè è stato esplorato il tempo che gli italiani dedicano al sonno. Secondo le stime, oltre il 30% della popolazione adulta occidentale dorme meno delle 7-8 ore raccomandate nei giorni lavorativi, mentre il 15% dorme regolarmente meno di 6 ore. Una carenza di sonno continuativa può avere un impatto considerevole sulla salute e il benessere delle persone, causando, per esempio, sonnolenza e riduzione della veglia e dell’attenzione. E, nei casi prolungati di mancanza di sonno ristoratore, anche un caffè non può certo essere risolutivo.