Gli obiettivi del nail artist

Mettere in pratica le conoscenze e le abilità acquisiste nell’arte del decorare le unghie di mani e piedi, aiutando qualsiasi persona che desideri apportare un miglioramento alla propria immagine. Questo è l’obiettivo di un bravo nail artist, valutando caso per caso la forma delle unghie, il colore della pelle, l’anatomia delle mani e dei piedi, tenendo sempre a mente ciò che il cliente vuole e quel che si può realmente ottenere. Il professionista che cura e valorizza le unghie ha il compito di scoprire quali sono i trattamenti più adatti al cliente secondo le patologie o la situazione specifica che lo interessa, farlo sentire il più possibile a proprio agio e contribuire al benessere della persona, aumentare la sua autostima regalandogli una ritrovata sicurezza nei confronti del proprio corpo.

Il corso nail art organizzato da Academia BSI è dunque perfetto per chiunque desideri dare un nuovo impulso alla propria carriera professionale, migliorare la qualità dei trattamenti erogati ed acquisire nuove tecniche e conoscenze che sono realmente in grado di portare il livello qualitativo offerto molto più in alto.  È un percorso formativo che si rivolge a tutti coloro che sono interessati al mondo della bellezza (manicure, riflessologi, podologi, estensori di ciglia, trucco, masoterapista, consulenti d’immagine, estetiste in generale), ed inoltre chi completa il corso può tranquillamente proporsi come professionista del settore per qualsiasi struttura in cui si eseguano trattamenti di bellezza o proporsi come libero professionista in questo ambito.

Nuovi orizzonti e diversi sbocchi professionali

Espandi le tue conoscenze ed esperienze in questo campo professionale studiando i principali problemi relativi alle alterazioni che le persone riscontrano nelle unghie delle mani e dei piedi, scopri i principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure per apprendere la messa in pratica delle tecniche più efficaci, nonché delle tecniche per apporre le decorazioni così tanto richieste dalla clientela. Avrai inoltre modo di studiare le misure di sicurezza e igiene necessarie nei processi di manicure e pedicure così da avvicinare ulteriormente il concetto di qualità applicato alle attività di nail art apprese. Il corso proposto da Academia BSI ti prepara dunque ad entrare in questo bellissimo mondo direttamente dalla porta principale, apprendendo le tecniche ed i trattamenti della cura e della decorazione delle unghie di mani e piedi in base alle circostanze e alle preferenze di ogni persona.

Academia BSI ti offre dunque le chiavi e le competenze per studiare e gestire tutte le problematiche legate alle alterazioni di cui le persone soffrono nelle unghie, per mezzo dei principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure. Capirai inoltre come applicare ogni tipo di decorazione e personalizzazione alle unghie, così da essere realmente in grado di esaudire i desideri di ogni cliente, anche la più esigente, apportando tali abbellimenti che sono in grado di arricchire l’aspetto fisico di una persona ed oggi sempre più in grado di attirare gli sguardi delle altre donne, curiose di scoprire se e quali decorazioni sono presenti sulle mani o sui piedi delle altre persone.

Quello del nail artist è un lavoro gratificante, in quanto consente di aiutare una persona a sentirsi a proprio agio con se stessa, apportando le decorazioni più belle sulle unghie, cosa altrimenti impossibile senza una formazione adeguata come quella offerta da questo corso.

Il corso nail art di Academia BSI si prefigge i seguenti obiettivi:

  • Studiare le problematiche legate alle alterazioni che le persone subiscono nelle unghie, nelle mani e nei piedi
  • Conoscere i principali strumenti e cosmetici utilizzati nei processi di manicure e pedicure
  • Apprendere lo sviluppo delle tecniche di manicure e pedicure
  • Introduzione alle principali tecniche di ricostruzione delle unghie artificiali
  • Conoscere i disegni e le decorazioni per unghie più richieste dalla clientela
  • Studiare le misure di sicurezza ed igiene necessarie nei processi di manicure e pedicure

Inizia con il piede giusti questa nuova avventura professionale sviluppando nuove conoscenze nell’ambito della decorazione delle unghia di mani e piedi, acquisisci tutte le conoscenze di base con il corso nail arti di Academia BSI.

Trasferirsi all’estero, 2 italiani su 3 sono pronti a “emigrare”

Viaggiare o addirittura trasferirsi all’estero per migliorare la propria situazione professionale. Due italiani su tre, il 67%, sono pronti a fare le valigie, se potessero ottenere un avanzamento di carriera e un miglior equilibrio fra lavoro e vita privata: il 3% in più della media globale e il 12% in più di quella europea. E se il 64% si trasferirebbe a fronte di un notevole aumento di stipendio il 57% lo farebbe per ottenere una carriera più soddisfacente. il 4% sulla media mondiale.

Sono i risultati dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, l’operatore mondiale nei servizi per le risorse umane.

Germania e Stati Uniti le mete preferite

Ma dove andrebbero gli italiani in cerca di un lavoro più remunerativo? Quasi un italiano su due resterebbe in Europa, con in cima alle preferenze la Germania (9%), seguita da Francia, Svizzera e Spagna (8%), Regno Unito (7%), Austria (4%), e Belgio (3%). Al di fuori del continente le mete più ambite sono invece Stati Uniti (6%), Australia (5%) e Canada (3%).

In generale, comunque sono gli Stati Uniti a raccogliere più preferenze fra i lavoratori globali, col 10% delle scelte, seguiti da Germania (8%), Regno Unito (7%), Australia (7%), e Canada (6%). Al contrario, soltanto il 3% di essi emigrerebbe in Italia.

Il 49% preferirebbe partire piuttosto che cambiare carriera

La prospettiva dell’emigrazione è preferibile al cambiamento di carriera per il 49% degli intervistati, cinque punti in meno della media globale, ma ben sette in più della media europea. E sono poche le differenze di genere ed età, a eccezione della fascia dei 35-44enni (38%). Il 57% dei dipendenti, inoltre, sarebbe disposto a trasferirsi in un altro paese su richiesta dell’azienda per non perdere il posto di lavoro, una percentuale molto superiore alla media dell’Europa centro-settentrionale (41%), orientale (35%), e meridionale (51%).

Una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano

“L’elevata propensione degli italiani a spostarsi all’estero per dare una spinta alla propria carriera testimonia l’intraprendenza e la consapevolezza da parte degli italiani di un mondo del lavoro sempre più globale, ma rappresenta anche una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano – afferma Marco Ceresa, AD Randstad Italia -. Un’eccessiva emigrazione dei profili migliori però rischia di tradursi in un impoverimento sociale ed economico del paese”.

In ogni caso, riporta Adnkronos, gli italiani non sognano solo una carriera lontano da casa. Potendo scegliere ben il 72% vorrebbe trovare impiego in un’azienda facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta, una percentuale di quattro punti sopra la media globale. Un risultato in parziale controtendenza

Il riconoscimento facciale su Facebook non sarà più automatico

Facebook non smette di rinnovarsi, e da qualche tempo lo fa soprattutto per tutelare la privacy dei propri utenti. L’ultima novità riguarda la gestione del riconoscimento facciale, che non sarà più automatico.

La decisione è stata presa in nome della privacy e del rispetto della volontà dell’utente di non comparire nei tag. Forse perché la funzione Tag Suggestions, che ha utilizzato il riconoscimento facciale solo per suggerire a un utente di taggare gli amici nelle foto, è al centro di una causa relativa alla privacy dal 2015. Di fatto ora gli utenti del social network di Mark Zuckerberg potranno scegliere o meno di attivare la funzione attraverso un esplicito opt-in, ovvero l’opzione attraverso la quale si esprime il proprio consenso.

Il riconoscimento sostituirà l’attuale funzione attiva di default

Il riconoscimento facciale, disponibile per alcuni utenti di Facebook dal mese di dicembre del 2017, avvisa anche il titolare di un account se la sua foto del profilo viene utilizzata da qualcun altro.

Come ha spiegato la società in un post sul proprio blog il riconoscimento sostituirà l’attuale funzione di default chiamata appunto Tag Suggestions (Suggerimenti tag), che consentiva a Facebook di taggare automaticamente i propri amici nelle foto postate se questi a loro volta avevano attivato la funzionalità.

Saranno gli utenti a decidere se taggare se stessi o meno

Da oggi invece, se si decide di utilizzare la funzione, la tecnologia di riconoscimento facciale avviserà gli utenti delle immagini in cui appaiono, ma in cui non sono taggati, e saranno gli utenti stessi a valutare se “taggarsi” o meno. Nel caso in cui non si farà alcuna scelta, il riconoscimento facciale rimarrà disattivato di default, e il social network invierà una semplice notifica che suggerisce la novità.

Per tutti i nuovi utenti, e per quelli che avevano attivi i suggerimenti dei tag, Facebook fornirà informazioni sulla nuova funzione, riferisce Adnkronos.

Anche la funzionalità Photo Review non sarà attivata automaticamente

“Se al momento non disponi dell’impostazione di riconoscimento facciale e non fai nulla, non utilizzeremo il riconoscimento facciale per riconoscerti o suggerire tag – spiega il social -. Inoltre, funzionalità come Photo Review, che ti consente di sapere quando compari nelle foto anche se non sei taggato, purché tu abbia l’autorizzazione a vedere il post in base alle sue impostazioni sulla privacy, non saranno attivate. Le persone saranno comunque in grado di taggare manualmente gli amici, ma non suggeriremo tag se non hai attivato il riconoscimento facciale “, spiega ancora il gigante del web.

 

 

Meglio lo smart working che rinunciare alle ferie

Sì allo smart working per due italiani su tre, anche e soprattutto in vacanza. Perché è meglio portarsi il lavoro al mare o in montagna piuttosto che rinunciare alle ferie o doverle ridurre notevolmente. È quanto emerge da una recente indagine svolta su un campione di 500 connazionali da Axess Public Relations, agenzia di pubbliche relazioni italiana specializzata nell’healthcare, assicurazioni e no profit.

“La cultura del lavoro – dichiara ad askanews Dario Francolino, presidente di Axess Public Relations -, per alcune professioni si è completamente trasformata, come osserviamo ormai quotidianamente grazie o per colpa dello Smart Working. Guardiamo il lato positivo, così si evitano anche stress e traumi da rientro”. Insomma, senza aver mai completamente “abbandonato” il Pc (e avendo fatto vacanze più lunghe di quelle che sarebbe stato possibile fare) il ritorno alla solita vita è più soft e meno traumatico.

Smart working, per chi è ideale e perché

Lo smart working è il sogno di molti, ma è particolarmente efficace per alcune figure professionali in particolare.

“Lo smartworking è un vero toccasana per alcune professioni più creative, che non necessitano di lavorare per forza dall’ufficio – dice ancora Francolino -. È così che si riescono a conciliare le diverse esigenze dei dipendenti tra cui per esempio la possibilità di avere più supporto nella cura dei figli o dei genitori”. Insomma, così si riesce a conciliare famiglia e lavoro, senza spostamenti e soprattutto senza sacrifici.

L’importanza di responsabilità e rispetto reciproco

Ovviamente, la possibilità di lavorare lontano dall’ufficio presuppone un consolidato rapporto di fiducia, senso di responsabilità e condivisione di regole generali con l’azienda. Un esempio? Per il lavoratore tener conto delle dead line; per l’azienda rispettare il tempo libero dei dipendenti, che non devono lavorare o essere raggiungibili per 24 ore su 24. Solo così le nuove condizioni di lavoro possono essere veramente soddisfacenti per tutte le parti in causa.

Cellulare, non è vero che fa male

Buone notizie anche per quanto riguarda i cellulari, strumenti più che necessari nello smart working. Sulla base del Rapporto Istisan “Esposizione a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche” l’Istituto Superiore di Sanità diffonde notizie confortanti circa l’utilizzo prolungato del cellulare, che se usato per oltre dieci anni, non farebbe incrementare il rischio di neoplasie maligne (glioma) o benigne (meningiomi, neuromi acustici, tumori dell’ipofisi o delle ghiandole salivari). Insomma, via libera al cellulare, soprattutto se significa poter lavorare senza rinunciare alle meritate vacanza.

 

I tuoi elettrodomestici su Goonix

Acquistare un nuovo elettrodomestico, ad esempio in caso di guasto occorso a quello che abbiamo già in casa, può essere sicuramente una spesa fastidiosa da affrontare proprio perché imprevista e non voluta. Dovendo comunque far fronte alla sostituzione dell’ elettrodomestico guasto.

Quel che facciamo solitamente in questi casi è iniziare a spulciare le offerte alla ricerca del prodotto che possa fare al caso nostro e che abbia un prezzo accessibile. In questo senso, una delle più importanti risorse del web per quel che riguarda la qualità dei prodotti, nonché l’importanza delle offerte elettrodomestici che propone, è sicuramente il sito Goonix. Questo importante sito mette a disposizione degli utenti una scelta davvero ampia per quel che riguarda grandi e piccoli elettrodomestici, ma non solo. Qui l’utente ha infatti la possibilità di scegliere tra una moltitudine di prodotti che riguardano anche casa e l’arredamento, l’informatica e la tecnologia, la telefonia ed il tempo libero, il gaming e gli articoli pensati per i più giovani.

È possibile acquistare veramente di tutto su Goonix e fai bene ad approfittare delle sue offerte elettrodomestici per portare a casa dei prodotti eccezionali a prezzi veramente convenienti. Se lo vorrai ti sarà anche possibile acquistare il prolungamento della garanzia di base prevista dalla casa produttrice, così da tutelare nel corso degli anni il prodotto prescelto. Ad ogni modo il servizio di assistenza  post vendita di Goonix fornisce tutto il supporto necessario nel caso in cui un prodotto presenti eventuali anomalie o problematiche.

Grande convenienza su Goonix dunque, oltre che acquisti sicuri, e questi sono i fattori che hanno contribuito nel tempo a rendere questo e-Commerce una delle risorse di riferimento per quanti desiderano acquistare un nuovo elettrodomestico o prodotti di ogni tipo, riuscendo a risparmiare rispetto quelli che sono i prezzi proposti dalla grande distribuzione organizzata.

Arredi da esterno, un settore da 5 miliardi di euro

Con un giro d’affari di 5 miliardi di euro a livello nazionale l’arredo da esterno è un settore in crescita, caratterizzato da tendenze in continuo divenire. Un’indagine della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi conferma le cifre del fenomeno, rappresentato a livello nazionale da 1430 imprese, e il nuovo concept di Fiera Milano dedicato al complemento d’arredo da interno e da esterno (Homi Outdoor Home&Dehors, 13-16 settembre 2019) ha raccolto i dati qualitativi sulle tendenze in atto. Emergono così alcune curiosità sulle scelte di chi vuole dare un tocco di novità e glamour alla propria casa o al proprio spazio verde. Magari all’ultimo momento. La tendenza a effettuare gli acquisti last minute, decidendo di dare un tocco di novità al giardino anche a estate inoltrata, è infatti uno dei trend analizzati dalle aziende.

I numeri dell’Outdoor Home&Dehors

Secondo la ricerca della Camera di Commercio all’interno dei comparti dedicati all’outdoor la Lombardia pesa per il 16%, seguita da Veneto, Campania, Toscana e Sicilia, tutte con oltre mille imprese. Rispetto al fatturato, il territorio lombardo, con un business da 1,8 miliardi di euro, è capitanato da Milano, con 488 milioni di euro, seguita da Bergamo (404 milioni) e Brescia (377 milioni).

Tra le altre città italiane Udine (388 milioni) e Pesaro Urbino (307 milioni).

Rispetto al numero di imprese, invece, la classifica vede prima Napoli (oltre 800 imprese), poi Roma e Milano (circa 700), Padova e Torino (quasi 600).

Tra gli imprenditori a livello nazionale uno su tre è una donna, ed è alta la presenza (20%) di titolari di impresa stranieri. L’8% del totale poi è rappresentato da giovani under 35.

Le tendenze dell’estate

Rispetto alla scelta cromatica viene evidenziata dalle aziende una forte preferenza dei colori a tinte chiare (bianco, ma anche legno) per i complementi di arredo, in contrasto con le cromie delle stampe di tovaglie e tende da esterni, caratterizzate da tinte più forti, stampe afro e motivi divertenti o eleganti ispirati alla natura.  Le atmosfere di balconi e giardini potranno così ricordare il gusto mediterraneo, anche se al centro di una città lontana dal mare. Accessori di paglia o vimini, lunghe e sottili piantane per illuminare, morbidi cuscini con stampe che riportano i motivi arabeggianti delle città della costa africana, trasformeranno anche il più semplice balcone in un’elegante oasi tropicale.

Qualità e durata le caratteristiche più ricercate

Alla cultura dell’usa e getta anche per l’esterno si contrappongono accessori pensati per durare, come bicchieri di resina dalle forme irregolari o dai colori sgargianti, ma anche piatti apparentemente cesellati nella pietra, che danno un tocco “selvaggio” alle tavole dei pranzi all’aperto.

La qualità e la durata sono infatti due delle caratteristiche più ricercate dal consumatore. Le quindi si stanno orientando verso un’offerta di prodotti sempre più durevoli e pregiati.

Motel con centro wellnes a Monza

L’ Over Motel è un motel Monza 4 stelle di recente apertura, elegante, accogliente e situato in posizione strategica per poter raggiungere anche Milano in pochi minuti d’auto. Le camere offrono al cliente tutte le comodità ed i comfort necessari per un meraviglioso soggiorno: dall’aria condizionata al riscaldamento, dal wifi gratuito alla tv, dal frigobar alla cassetta di sicurezza e ancora set di cortesia per il bagno e phon. Inoltre per ogni cliente vi è un box auto privato con accesso fronte camera, così che sia possibile parcheggiare l’auto proprio davanti il proprio appartamento con una apposita tenda motorizzata a garantire il massimo della privacy.

Niente di meglio dunque, che concedersi una pausa di tranquillità in questo luogo così lontano dallo stress quotidiano, per allontanare tensioni e stanchezza. E se avessi voglia di qualcosa di speciale? Nessun problema! Il centro benessere dell’ Over Motel di Vimercate è esattamente ciò di cui hai bisogno per rendere il tuo soggiorno un’esperienza davvero speciale: concediti un bagno in vasca idromassaggio con acqua riscaldata, prova la sauna, il bagno di vapore ed il tunnel emozionale nell’hammam. Completa la tua esperienza nel centro benessere ascoltando della musica rilassante, e avvertirai quella meravigliosa sensazione di rilassatezza e tonicità che avevi quasi dimenticato.

L’ Over Motel è la struttura ideale sia che viaggi in famiglia che in coppia, grazie ai tanti parchi e aree all’aperto che caratterizzano la zona ma anche grazie ai tanti negozi e siti di interesse storico e culturale che interessano principalmente la città di Monza. Usufruire dei servizi di questa moderna struttura ricettiva significa inoltre avere la certezza di adoperare della biancheria che viene lavata con prodotti certificati con garanzia che il Ph sia conforme a quello della pelle ma soprattutto una sanificazione che garantisce l’assenza di allergeni di ogni tipo.

Non è un mondo di ladri. Un esperimento lo conferma

Lo dimostra un esperimento sociale condotto come una candid camera in 355 città di 40 Paesi: non è un mondo di ladri. Camuffati da anonimi passanti, i ricercatori sono entrati in banche, teatri, musei, uffici postali, hotel e stazioni di polizia, per consegnare alla velocità della luce un portafoglio, dicendo di averlo trovato casualmente per strada e chiedendo di restituirlo al proprietario di cui erano presenti alcuni documenti personali, una lista della spesa e a volte dei contanti di valore variabile. E i portafogli sono stati restituiti con il loro contenuto intatto.

Restituito il 72% dei portafogli contenenti più denaro

L’esperimento è stato condotto anche in Italia dai ricercatori dall’Università di Zurigo e da quelle americane dello Utah e del Michigan, e i risultati, pubblicati sulla rivista Science, sono stati inaspettati. Contro ogni previsione, infatti, è emerso che le persone interpellate provavano a rintracciare il proprietario del borsellino soprattutto se conteneva denaro. Anzi, la probabilità era tanto più alta quanto maggiore era il valore economico in esso contenuto. In media, su scala globale, è stato restituito il 40% dei portafogli vuoti, il 51% di quelli che contenevano pochi spiccioli, e il 72% di quelli più “gonfi” di denaro.

Inoltre, secondo i risultati di ulteriori indagini, la maggior parte delle persone si comporta onestamente, soprattutto davanti a grandi cifre, non solo per altruismo, ma soprattutto perché teme di essere considerata al pari di un ladro, distruggendo l’immagine autopercepita di sé come di una persona onesta.

“Il comportamento è tanto più etico quanto più integerrima è l’immagine di sé”

“Questo è uno studio illuminante sui meccanismi complessi che guidano il nostro comportamento”, commenta Nicola Bellè, esperto di scienze comportamentali applicate al management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “I risultati ci dimostrano che sebbene la violazione di una regola etica comporti un vantaggio materiale, come il guadagno di una somma di denaro, d’altra parte determina anche un costo personale che non sempre siamo disposti a pagare, cioè la distruzione dell’immagine che abbiamo di noi stessi come di persone oneste”. Il nostro comportamento è tanto più etico quanto più è integerrima l’immagine che ci siamo costruiti”, spiega Bellè.

La classifica dell’onestà: prima la Svizzera, ultima la Cina

Dallo studio emerge una vera e propria classifica dei Paesi più onesti: si va dalla Svizzera, dove è stato restituito l’80% dei portafogli con soldi, fino alla Cina, ‘maglia nera’ con poco più del 20%. L’Italia è a metà strada, intorno al 50%, insieme a Paesi come la Grecia e il Cile. Un’altra sorpresa, riferisce Ansa, viene poi dai portafogli che non sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari. Tra questi, alcuni erano stati smarriti in luoghi insospettabili, dove l’onestà dovrebbe essere di casa, come nei paraggi del Vaticano e di alcuni enti anti-corruzione.

Oms: il burn out è una vera e propria malattia

Sentirsi sempre stanchi e demotivati, avere l’ansia e non riuscire a combinare nulla. L’Oms ha riconosciuto la sindrome del burn out come una vera e propria malattia professionale. Un disagio che colpisce più di frequente gli executive, le figure professionali che più di altre si sentono “annegare” in una quantità infinita di impegni di lavoro senza soluzione di continuità.

“Un buon work life balance non è affatto un lusso, ma il migliore antidoto a una vera e propria malattia professionale – spiega Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partners, la società di consulenza HR italiane headhunter & coach – . Il burn out non serve a nessuno, non all’azienda, che ha degli executive non lucidi e stressati, non al manager, che rischia grosso”.

Ma quali sono i sintomi del burn out? E come curare questa sindrome?

Sempre stanchi, e il livello di ansia aumenta

Sentirsi sempre stanchi è uno dei primi sintomi. Se ci si sente già stanchi la mattina appena alzati, magari dopo una serie di notti in cui si ha dormito poco, e la cosa continua tutto il giorno, quando si è in ufficio e non, potrebbe trattarsi di uno dei sintomi della malattia. Un aumento abnorme del livello di ansia è un atro segnale da non sottovalutare. L’ansia e lo stress, se contenuti a livelli fisiologici, non sono negativi, ma possono aiutare a lavorare e “performare” meglio. Se però ogni situazione lavorativa crea ansia, e se appena si mette piede in ufficio ci si sente già ansiosi, è il caso di fare attenzione.

Sentirsi demotivati, non avere tempo per fare nulla

Sentirsi totalmente demotivati, nulla o quasi riesce più a stimolare. Se ogni tanto è normale avere un calo di motivazione, perderla del tutto non lo è affatto, e ha dei costi sul nostro benessere psichico e fisico. Se poi non si ha più tempo per fare nulla, neppure per le piccole buone abitudini quotidiane, o per la cura di sé stessi, come andare dal parrucchiere, in palestra, e manca la voglia di curare il proprio look, attenzione: potrebbe essere colpa del burn out.

Il pericolo sono le malattie psicosomatiche, anche serie

“Il burn out è pericoloso, può farci davvero male, e portare oltre a ansia e depressione anche malattie di origine psicosomatica serie – continua D’Incau -. I primi sintomi fisici sono i classici disturbi da stress come mal di schiena, emicrania, male agli occhi, ulcera, ma il burn out può anche degenerare in malattie più serie, ad esempio in seri disturbi cardiovascolari”.

Ma qual è la migliore cura del burn out? In primo luogo non negare che il problema esista. “Se avete almeno tre dei sintomi sopra riportati – consiglia D’Incau – parlatene con chi vi può aiutare, medico, coach o psicologo, con cui possiate condividere apertamente il vostro problema e scegliere insieme il modo migliore per affrontarlo seriamente, senza sottovalutarlo inutilmente”.

Rinunciare alla privacy per soldi? Il 39% degli utenti è d’accordo

Nonostante la crescente attenzione sulla sicurezza, per non parlare dei recenti scandali sulla privacy, uno su tutti quello di Cambridge Analytica, o la violazione dei dati subita dalla catena di hotel Marriott, oltre un terzo degli utenti online sarebbe disposto a rinunciare alla propria privacy per soldi. Detto altrimenti, più di un terzo di utenti a livello globale permetterebbe l’accesso da parte di sconosciuti ai propri dati personali in cambio di denaro. Almeno, secondo i risultati di un’indagine condotta da Kaspersky Lab, che ha coinvolto 11.887 utenti in tutto il mondo, di cui 458 in Italia.

Il 29% degli italiani è disposto a condividere i propri dati in cambio di qualcosa gratis

Dalla ricerca risulta quindi che più di un terzo delle persone coinvolte nel sondaggio, il 39%, sia a livello globale sia a livello italiano, sarebbe disposto a dare a uno sconosciuto l’accesso totale ai propri dati privati in cambio di denaro. E una persona su cinque a livello globale (18%) afferma di essere disposto a sacrificare la propria privacy, e a condividere i propri dati, pur di poter ottenere in cambio qualcosa a titolo gratuito. In questo caso, la percentuale per l’Italia sale al 29%.

Un terzo degli intervistati più giovani risulta vittima di violazioni dei dati

Del resto, più della metà delle persone che utilizza Internet, il 56% a livello globale, e il 63,5% in Italia, ritiene che potersi garantire una privacy totale sia impossibile nell’attuale mondo digitale. Dall’indagine risulta infatti che oltre un quarto delle persone intervistate, il 26%, ha notato un accesso ai propri dati personali da parte di estranei senza aver dato alcun consenso. Un dato, questo, che raggiunge quasi un terzo degli intervistati (31%) per quanto riguarda la fascia di età fra i 16 e i 24 anni.

Gli uomini sono più attenti alla privacy rispetto alle donne

In ogni caso, riferisce una notizia Ansa, il 62% delle persone afferma di proteggere i propri dispositivi tramite password (il 64% in Italia), e un quarto degli utenti (25%) sceglie addirittura di coprire la propria webcam per proteggere la propria privacy. In Italia sono il 17%.

Quanto a protezione dei propri dati lo studio ha riscontrato poi una differenza di genere. Se un uomo su cinque (21%) sceglie di crittografare, e quindi di rendere segreti i propri dati, solo circa una donna su dieci (11%) afferma di fare altrettanto.