Nel 2021 più ciclabili e monopattini, ma trasporto pubblico in crisi 

Il 2021 ha visto la crescita e il diffondersi della ciclabilità, e per il monopattino in sharing è stato un vero e proprio boom. Al contempo, è proseguita la crisi del trasporto collettivo e l’auto è rimasta protagonista, anche se in diverse città il suo utilizzo non è tornato a livelli pre-Covid, anche per il protrarsi dello smart working. È quanto emerge dal Rapporto MobilitAria 2022, realizzato da Kyoto Club e dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia), in collaborazione con Isfort, nell’ambito della campagna europea Clean Cities, che analizza i dati della mobilità e della qualità dell’aria nel 2021 delle 14 città metropolitane italiane. 

Aumenta la flotta dei mezzi elettrici

Il rapporto evidenzia un potenziamento delle reti ciclabili presenti nelle città metropolitane italiane, grazie anche agli stanziamenti del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (Mims). Tra i casi virtuosi, Roma (+69 km), Genova (+29 km), Torino (+17 km), Bologna (+12 km) e Cagliari (+11 km). Aumenta poi la flotta dei mezzi elettrici a disposizione in molti centri, tra cui Milano, che passa da una flotta di 3750 mezzi a 5250, Torino (da 3500 a 4500), Napoli (da 1050 a 1800), e Bari (da 1000 a 1500). Il report segnala inoltre l’avvio di servizi in alcune città che ne erano precedentemente sprovviste, come Catania, con 3 operatori e una flotta di 1000 mezzi, e Palermo, con 3500 mezzi in flotta e 7 operatori.

Bike sharing: la più virtuosa è Milano

Per il bike sharing la città più virtuosa è Milano, con quasi 17mila bici in flotta, seguita da Roma (9700), Torino (5300), Firenze (4000) e Bologna (2500). Il capoluogo lombardo conquista il primo posto anche per quanto riguarda la mobilità condivisa degli scooter (4352), seguita dalla Capitale (3400). Per quanto riguarda il car sharing, sul podio si piazzano Roma, con una flotta di 2153 vetture, Milano (2118) e Torino (880). Quanto alla composizione del parco circolante, le autovetture a gasolio sono in diminuzione, mentre si registra una crescita significativa delle autovetture elettriche e ibride.
Tra i principali exploit per quanto riguarda le aree metropolitane, Roma (99931 ibride e 10805 elettriche) Milano (86147 e 7509), e Torino (47470 e 5263), riporta Adnkronos.

Accelerare la svolta verso la città sostenibile

“Dal Rapporto emerge con chiarezza il peso negativo del traffico veicolare per le emissioni inquinanti e di gas serra e vengono sottolineate le criticità del nostro sistema di mobilità urbana – dichiara Anna Donati, del gruppo di lavoro Mobilità sostenibile di Kyoto Club -. Significativi investimenti sono in arrivo da PNRR e dal Bilancio, ma mancano ancora 5 miliardi da destinare alle reti tramviarie e metropolitane per le città, almeno 1,2 miliardi da destinare alla mobilità ciclabile, e 1 miliardo annuo aggiuntivo per i servizi di trasporto collettivo, se vogliamo accelerare la svolta verso la città sostenibile, attuare i Pums e arrivare a città carbon neutral al 2030”.

Star bene rafforzando le difese immunitarie

Il nostro corpo è una macchina perfetta, e ha la capacità di proteggersi dalle potenziali aggressioni esterne. Nello specifico, il nostro organismo può mettersi al riparo dagli attacchi di virus e batteri e reagire alle infezioni e traumi attraverso il sistema immunitario. Si tratta di un complesso sistema di reazioni cellulari e biochimiche, che svolge un ruolo fondamentale nel preservare la salute e il corretto funzionamento dei processi di rinnovamento cellulare. Per questo motivo mantenere il sistema immunitario il più possibile efficiente è molto importante. Il sistema immunitario, tuttavia, è influenzato da una serie di numerosi fattori e tende a variare nel corso della vita: esso, infatti, può essere messo a rischio da abitudini scorrette e particolarmente dannose per il fisico, oppure può migliorare se la persona adotta uno stile di vita sano.

Perchè si è più suscettibili alle malattie?

Tra le cause che più incidono sull’indebolimento delle difese immunitarie, una delle più rilevanti è costituita dall’alimentazione. Una dieta povera di alcuni nutrienti fondamentali, come, ad esempio, le vitamine (in particolare le vitamine A, C, D, E e quelle che appartengono al gruppo B), il ferro, il selenio, lo zinco e l’acido folico può compromettere l’efficienza del sistema immunitario. Se non si riesce ad assumere questi preziosi micronutrienti tramite l’alimentazione si ha la possibilità di integrare alcune sostanze attraverso appositi prodotti studiati specificatamente per supportare il sistema immunitario.  Gli integratori alimentari per le difese immunitarie, ad esempio come quelli di Resvis, sono utili per sopperire alla mancanza di determinati micronutrienti e macroelementi, così da offrire una protezione in più al proprio organismo, soprattutto in alcuni periodi dell’anno particolarmente stressanti come, ad esempio, i cambi di stagione. Naturalmente, l’assunzione di integratori alimentari dovrà essere associata ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione corretta.

L’importanza dello stile di vita

Ci sono delle circostanze che possono compromettere le capacità di difesa del sistema immunitario: queste, che sono definite “immunodeficienze secondarie” in quanto non hanno una causa prettamente genetica, sono in stretta correlazione con fattori esterni all’organismo come, appunto, una dieta scorretta, l’abuso di alcol, il fumo e la sedentarietà. Uno stile di vita sano, quindi, è il primo passo per avere un sistema di difesa forte ed efficiente. L’importanza del movimento, tuttavia, è spesso sottovalutata: praticare un’attività fisica regolare e moderata contribuisce a mantenere in salute l’organismo, oltre ad avere ricadute positive anche sull’umore di chi lo pratica. Essenziale, però, è non eccedere nel senso opposto, ovvero stressando il corpo con una mole di esercizio eccessiva per le proprie capacità in quanto gli sforzi fisici prolungati potrebbero ottenere l’effetto contrario e indebolire le difese corporee.

L’importanza di bere acqua per un sonno più sano

Tutti sanno che una dormita prolungata, serena e rilassante, aiuta ad affrontare meglio la giornata, e migliora la qualità della vita. Il sonno infatti è indispensabile per la sopravvivenza dell’organismo e per l’equilibrio psico-fisico. E l’idratazione permette di ridurre i livelli di ansia e stress, mitigando i disturbi del sonno, e contribuendo a garantire un riposo ristoratore. Al contrario, notti insonni possono portare alla disidratazione, come dimostra lo studio Short sleep duration is associated with inadequate hydration, condotto su circa 20.000 giovani adulti in buona salute e pubblicato sulla rivista Sleep. Le persone che durante il test dormivano solo sei ore per notte hanno infatti presentato un tasso significativamente più alto di disidratazione rispetto a coloro che ne dormivano otto.

La disidratazione anticipa il risveglio

Dall’analisi delle loro urine, è emerso che i valori elevati di densità urinaria (maggiori di 1.020 g/ml) e di contenuto salino (maggiore di 831mOsm/kg) provano una scarsa idratazione, e portano a una conseguente riduzione della durata del sonno di circa due ore. La causa di questa reazione è la modifica nel rilascio dell’ormone antidiuretico, cioè la vasopressina, che interferisce nel ritmo circadiano (cioè il nostro orologio biologico nell’arco di 24 ore) e nel risveglio. Quando siamo disidratati, il nostro organismo cerca di difendersi producendo vasopressina per non perdere liquidi, influendo però sul risveglio anticipato. Ne consegue che chi beve troppo poco ha una scarsa qualità del sonno.

Il ritmo circadiano gestisce la quantità di liquidi presenti nel corpo

“Quando dormiamo il corpo attraversa molteplici e complessi processi per ristorare la salute generale dell’organismo – spiega il professor Umberto Solimene, Presidente FEMTEC, Direttore Centro Referenza Medicina Integrata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità presso l’Università di Milano ed esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino -. Dormendo la quantità raccomandata di ore, che varia da persona a persona e in base all’età, permettiamo a questi processi di svolgersi al meglio e al ritmo circadiano di gestire la quantità di liquidi presenti nel corpo”.

Un riposo interrotto si ripercuote sui livelli di attenzione e sull’umore 

La disidratazione può causare anche stanchezza e affaticamento, che si manifestano con sintomi come mal di testa e crampi muscolari, rendendo più difficile addormentarsi e impattando negativamente sulla qualità del sonno. Un riposo interrotto e frammentario dovuto alla disidratazione può avere ripercussioni anche sui livelli di attenzione e concentrazione e sull’umore durante il giorno successivo.
“Una buona abitudine, pertanto, può essere quella di mantenersi correttamente idratati durante tutto l’arco della giornata, bevendo acque minerali ad alto contenuto di oligoelementi, che aiutano il regolare ciclo veglia-sonno – prosegue il professor Solimene – per evitare di incorrere nella disidratazione notturna che impatta negativamente sulle fasi del nostro riposo”.

Da Meta arrivano una valuta virtuale e i “gettoni reputazione” per il metaverso

Meta, la compagnia di Mark Zuckerberg, è sicuramente la più attiva nella creazione dell’universo digitale, e sembra che si stia già muovendo per virtualizzare anche l’economia, in modo da rendere più semplici, e profittevoli, gli acquisti digitali. Secondo un report del Financial Times, Meta sta infatti realizzando una valuta virtuale per il proprio metaverso. Chiamate internamente Zuck Bucks, le monete della ex Facebook permetteranno i pagamenti dei beni all’interno della realtà digitale, e verranno utilizzate anche per affittare o comprare terreno all’interno del metaverso.

L’introduzione dei “gettoni social” e l’integrazione degli NFT

È poco probabile che questa valuta venga basata su blockchain, si tratterà piuttosto di un coin digitale proprietario utilizzabile solo su piattaforme Meta, come ad esempio accade in Roblox (il videogioco per creare e giocare insieme ad altri in mondi 3D immersivi e generati dall’utente). Inoltre, nei documenti interni di Meta si legge anche dell’introduzione di ‘gettoni social’, chiamati anche ‘gettoni di reputazione’, concepiti come ricompense alle attività dell’utente nel metaverso o alla sua collaborazione in piattaforme come Facebook Gruppi. Inoltre, Meta è anche intenzionata a integrare gli NFT (Non-fungible token: gettone non fungibile o gettone non riproducibile) nel metaverso, come ha già avuto modo di dichiarare nei mesi scorsi.

In cerca della “next big thing” per sbaragliare la concorrenza

La compagnia di Zuckerberg sta spendendo circa 10 miliardi all’anno per creare il metaverso, un mondo virtuale che secondo i piani dovrebbe garantire interazioni simili al mondo reale tra utenti distanti tra loro, con in più l’ausilio di AR e VR (realtà aumentata e realtà virtuale), in quest’ultimo caso grazie ai caschi prodotti da Meta stessa grazie alla sua controllata Oculus. Insomma, Meta sta sicuramente cercando la ‘next big thing’ dell’industria digitale, vista la concorrenza spietata di TikTok nell’ambito dei social network.

Annullato il progetto Diem per la creazione di una propria criptovaluta

L’azienda di Zuckerberg, riporta Adnkoros, ha infatti perso circa 220 miliardi di dollari in valore di mercato da febbraio. Meta ha recentemente annullato il progetto Diem, che prevedeva la creazione di una propria criptovaluta a tutti gli effetti, a causa delle forti critiche che si sono levate in seguito all’annuncio e delle difficoltà di regolamentazione in questo ambito. In seguito all’annullamento del progetto, l’azienda è stata colpita da quello che viene definito da molti come un esodo di massa da parte della propria forza lavoro.

Aumenta anche nel 2021 il ricorso al credito da parte delle famiglie

Durante il 2021 la platea dei cittadini maggiorenni che risultano avere un mutuo o un prestito in corso è cresciuta ulteriormente del +5,4% rispetto al 2020, arrivando al 44,5% del totale. Questo, nonostante la tradizionale cautela degli italiani nel ricorrere al credito bancario per finanziare i propri consumi o l’acquisto della casa. Si tratta di un trend di crescita iniziato nel 2016 e consolidato negli ultimi due anni di pandemia, caratterizzati da condizioni di accesso al credito particolarmente favorevoli anche per finanziamenti di modesto importo. Queste alcune evidenze che emergono dalla Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito da parte degli italiani, realizzato da Mister Credit, l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori, partendo dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie.

Migliora la sostenibilità finanziaria

Se da un lato aumenta il ricorso al credito, al contempo, però, è migliorata la sostenibilità finanziaria delle famiglie italiane, con il rischio di credito che nell’ultima rilevazione del 2021 ha visto il tasso di default ‘90 past due’ registrare una riduzione, per attestarsi all’1,2%, il livello più basso degli ultimi anni. A questo risultato hanno contribuito, oltre alle moratorie e agli strumenti di sostegno attivati per contenere gli impatti negativi della pandemia, anche l’atteggiamento responsabile delle famiglie e i tassi di interesse confermati dalla BCE ai minimi storici.

Diminuisce l’importo residuo da rimborsare

Alla luce di questo, la rata media rimborsata a livello pro-capite ogni mese è scesa ancora, fino ad arrivare a 315 euro (-2,8% rispetto al 2020), mentre l’importo residuo che resta da rimborsare per estinguere i finanziamenti in corso si è attestato a 32.191 euro, in lieve flessione rispetto al 2020, malgrado il peso ancora rilevante dei mutui ipotecari, che continuano ad avere un’incidenza significativa nel portafoglio delle famiglie italiane.

Dinamica positiva per il credito al consumo, meno per i prestiti personali

“Nel corso dell’ultimo anno i flussi di credito erogato alle famiglie sono cresciuti in modo significativo per riportarsi sui livelli non troppo distanti da quelli pre Covid – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. In particolare, la dinamica è stata positiva per il credito al consumo e per il comparto dei mutui, mentre i prestiti personali hanno risentito ancora degli effetti della crisi generata dalla pandemia. Nel complesso la sostenibilità degli impegni finanziari da parte delle famiglie si è confermata elevata, ma per il prossimo futuro bisognerà valutare gli impatti derivanti dall’evoluzione della pandemia, dall’incertezza causata dal conflitto in Ucraina nonché dalla crescita dei costi dell’energia e delle materie prime oltre che dei tassi di interesse”.

Lavoro: i 10 trend per il 2022 (e oltre)

Nel mondo del lavoro è in corso una vera e propria rivoluzione, che porta con sé cambiamenti non solo per il mondo del business, ma anche per la vita delle persone. Sempre più aziende optano infatti per un’organizzazione del lavoro che non richieda una presenza continuativa in ufficio. Par5endo da questa evidenza IWG ha stilato i 10 trend del mondo del lavoro per il 2022. Il primo è la centralità delle relazioni umane. Con il lavoro da remoto e il fenomeno delle Grandi Dimissioni, le imprese sembrano essersi rese conto che la felicità è uno stimolo per la produttività. Infatti, le aziende nel futuro investiranno per favorire il benessere dei dipendenti, fornire supporto psicologico e migliorare le dinamiche di comunicazione interna. 

Si ampliano i processi di recruitment al perimetro nazionale o internazionale
D’ora in poi ci si aspetta l’iper flessibilità nell’organizzazione del lavoro, e le aziende che non sapranno garantirla rischiano di perdere i propri talenti. Ma con l’affermarsi del lavoro da remoto non sarà più necessario reclutare forza lavoro che risiede in prossimità o nell’area di riferimento dell’azienda. Si apre infatti la possibilità di ampliare i processi di recruitment al perimetro nazionale o addirittura internazionale. Il lavoro ibrido inoltre sta contribuendo a vivacizzare le aree suburbane e periferiche. Non dovendosi recare in ufficio giornalmente, le persone passano più tempo nelle aree di residenza, sostenendo i consumi e incentivando la nascita di nuovi servizi.

L’ufficio come luogo di collaborazione, confronto e creatività
Secondo IWG in Italia la tendenza è di concentrare i giorni di presenza in ufficio nel cuore della settimana. Ma se sono sempre più i pendolari part time l’ufficio fisico continuerà a giocare un ruolo centrale quale luogo della collaborazione, del confronto e della creatività. Gli uffici del futuro integreranno aree ristoro e relax, ospiteranno ampi tavoli per il lavoro in comune e spazi simili ai salotti residenziali. Le aziende, inoltre, tenderanno a investire nella creazione di spazi verdi o forniranno il proprio contributo per la gestione e il miglioramento di parchi e giardini esistenti.
Non solo aumenteranno le piattaforme di collaborazione virtuale, ma si svilupperanno nuovi sistemi che faranno leva su realtà virtuale a realtà aumentata. In breve, passeremo da “davanti” a “dentro” lo schermo.

L’introduzione di nuove metriche di produttività
La nuova organizzazione del lavoro, riporta Ansa, fornirà alle aziende una leva importante per il raggiungimento degli obiettivi ESG, oltre a contribuire al raggiungimento degli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Onu. L’adozione del lavoro da remoto e/o del lavoro ibrido gioca un ruolo in termini di riduzione delle emissioni, ma contribuisce anche al miglioramento del benessere personale, favorisce l’uguaglianza di genere e comporta una riduzione dei costi per l’azienda: per ogni dipendente che lavora da remoto per metà della settimana, il datore di lavoro risparmia 11mila dollari l’anno. Con dipendenti lontani dall’headquarter aziendale verranno poi introdotti nuovi strumenti di gestione dei flussi di lavoro basati su cloud, utili a monitorare l’avanzamento lavori e i tempi di completamento.

Global Digital Report, i dati sull’Italia digitale 2021

L’ottava edizione del Global Digital Report di We Are Social presenta un focus specifico sull’Italia digitale nel 2021. Secondo il report nel 2021 gli italiani connessi a internet sono quasi 51 milioni (+1,7%), e quelli attivi sulle piattaforme social oltre 43 milioni (+5,4%). Cresce poi anche il possesso di smartphone (97,3%) e computer desktop o laptop (oltre il 75%), ma anche di smartwatch e smart home. Quanto alla spesa, non si ferma quella per prodotti digitali (+21%), trainata per valore e crescita principalmente dal mercato videoludico, che contribuisce per quasi la metà di tutti i pagamenti per beni digitali.
In ripresa poi il settore del travel, con cali solamente per il noleggio vetture e i biglietti ferroviari, mentre crescono del 300% le crociere.

Fruizione dei video e pagamenti online

Quasi il 90% ormai guarda ogni settimana video online, soprattutto video musicali (47%), tutorial/how-to (37%) e comedy/meme (34). Ma quasi l’82% ama passare il tempo con i videogiochi. La fa da padrone lo smartphone (62%), seguito da console (38%) e computer (35%).
Ed estremamente ridotto appare il gap tra chi possiede un account con un’istituzione finanziaria (94%) e chi ha effettuato o ricevuto un pagamento digitale (90%, valore più alto rispetto a chi possiede una carta di debito, 85%). Una persona su 3 utilizza app di servizi finanziari/assicurativi ogni mese, circa 1 su 8 effettua pagamenti digitali tramite smartphone, e circa 1 su 15 possiede cryptovalute.

La ricerca sul web tra assistenti vocali e motori di ricerca

Quanto alle ricerche, più di una persona su 5 utilizza assistenti vocali almeno ogni settimana, una su 3 cerca informazioni su brand, prodotti o servizi sui social media, una su 4 utilizza strumenti per la ricerca per immagini da mobile almeno su base mensile, e quasi 3 su 10 utilizzano mensilmente strumenti di traduzione online. Per la brand discovery rimangono importanti i motori di ricerca (43%) e l’adv, televisivo (36%), sulle piattaforme social (22%) più che sui siti (20%). Leggermente diverso il discorso per la brand research online, dove i motori di ricerca hanno un vantaggio più ampio, ma quasi un italiano su 3 si affida ai social network per ottenere informazioni in merito a brand di suo interesse, con un leggero margine anche sui siti dei brand stessi.

Social, ulteriore crescita per l’onboarding di nuovi utenti

Per quanto riguarda l’utilizzo delle piattaforme social, il 2021 è un anno di ulteriore crescita per quanto riguarda l’onboarding di nuovi utenti (+5,4%), ma un leggero rallentamento per quanto riguarda il tempo speso online (-5 minuti al giorno rispetto al 2020).
Le principali motivazioni che spingono le persone verso i social sono legate al rimanere aggiornati (48%), tenere contatti con amici e famiglia (47%), e riempire il tempo libero (46%). WhatsApp, Facebook, Instagram sono sia le più utilizzate sia le preferite dagli utenti. E se anche Messenger non è distante in entrambe le classifiche cresce Telegram, sia per l’utilizzo sia nelle preferenze. Cresce però ancora TikTok (30%), e fa l’ingresso in classifica Discord (9%), non distante da Snapchat e superando Reddit.

Food Delivery: i trend e le nuove abitudini dei consumatori 

In tutto il mondo i consumatori si affidano sempre di più al delivery per farsi consegnare a casa i piatti dai ristoranti più amati, o per soddisfare qualsiasi esigenza nell’arco della giornata. E dal Delivery Report 2021di Glovo emergono nuove o consolidate abitudini di consumo. Dal food delivery alla spesa cresce la voglia di piatti vegetariani e haute cuisine, ma sul podio resta la cucina italiana, seguita da quella giapponese e cinese. Quanto agli ordini consegnati nel corso del 2021, pizza, hamburger e pollo sono stati i piatti più richiesti.

I Food trend: cresce la voglia di piatti vegetariani
A livello mondiale la cucina italiana siede quindi sul podio, seguita da quella giapponese e cinese, e a livello di specialità il ramen ha sperimentato la più grande crescita, con ordini che hanno superato il 295% rispetto all’anno precedente. Dall’analisi degli ordini di food delivery affiora inoltre la voglia di piatti vegetariani, incrementati a livello mondiale del 71% rispetto al 2020. Ma cresce anche la presenza della haute cuisine, con un aumento degli ordini del 350% da ristoranti stellati e premium per farsi viziare il palato da chef rinomati.

Voglie alimentari per la spesa dell’ultimo minuto
Dall’analisi di Glovo emerge come la giornata in cui si fanno ordini atti a soddisfare le voglie alimentari è la domenica, e in Italia sono più del doppio rispetto a un normale giorno feriale. Tra i cibi più ordinati, pasticcini ripieni (eclair), i fartòn (tipico dolce di Valenza), i palatschinken, i churros e il gelato. Nel 2021 cresce però anche il comparto della spesa, che ha registrato un incremento degli ordini del 63% a livello mondiale e del 400% in Italia. Questo grazie anche alla rete di oltre 70 magazzini urbani, di cui 15 in Italia, distribuiti nelle grandi città, a cui ci si affida soprattutto per la spesa cosiddetta emergenziale. Acqua, cubetti di ghiaccio e banane emergono come gli immancabili nel cestino della spesa dell’ultimo minuto.

Anything delivery, se vuoi qualcosa ti arriva a casa
Nel 2021 crescono poi anche gli ordini multi-categoria. Tanto che tra i primi posti della classifica ci sono anche i fiori, con le rose e i tulipani che la fanno da padrone, soprattutto nel giorno di San Valentino. A crescere però anche gli articoli per gli animali domestici.
Quanto al ranking degli ordini più strani, secondo il Delivery Report 2021 in Montenegro un rider ha trasportato i documenti di divorzio, in Polonia, un amante del tè ha ordinato 732 bustine, a Roma si sono fatti recapitare d’urgenza le extension per i capelli. Ma il più grande fan di Glovo si trova in Spagna e ha fatto acquisti per un valore di quasi 130.000 euro.

Mancano 1 milione di posti tech, ma solo il 13% dei developer cerca lavoro

Sono più di 1 milione i posti lavoro vacanti nel settore tech, questo perché negli ultimi due anni le aziende hanno accelerato i processi di digitalizzazione. E quello degli sviluppatori, in particolare, è uno dei 25 lavori in più rapida crescita negli ultimi cinque anni, e con più richieste da parte delle aziende. Di fatto, gli sviluppatori It ricevono circa 24 offerte di lavoro al mese. Tuttavia, soltanto il 13% dei developer è alla ricerca attiva di lavoro, mentre il 67% non sta attivamente cercando un impiego, ma si dichiara aperto a nuove opportunità. 
Per aiutare Hr e imprese a conquistare gli sviluppatori, e superare questo mismatch, Codemotion ha stilato 5 consigli per attrarre i migliori developer in azienda: dal focus sulle tecnologie alla formazione, dalle selezioni snelle e trasparenti alla creazione di un digital mindset che coinvolga tutti i dipendenti.

Come attrarre e trattenere un bravo sviluppatore?

“Gli sviluppatori sono tra le figure professionali più ricercate dal mercato del lavoro e se le imprese vogliono vincere la competizione per attrarre i migliori developer devono imparare a parlare la loro lingua – afferma Nelly Bonfiglio, Chief Commercial Officer di Codemotion -. Abbiamo lanciato il format HRmeetsDEV proprio per mettere in contatto due mondi, quello degli Hr manager e quello degli sviluppatori, che tradizionalmente faticano a comunicare. La chiave per attrarre e trattenere un bravo sviluppatore – osserva Bonfiglio – è offrire ciò che realmente cerca, come selezioni snelle e trasparenti, disponibilità di nuove tecnologie, formazione, ma anche avere una cultura aziendale e un mindset digitale comune a tutta la popolazione aziendale, che consenta al developer di esprimere il suo potenziale”.

Il ruolo delle Risorse Umane è fondamentale 

Obiettivo delle aziende deve quindi essere quello di diventare il posto migliore in cui uno sviluppatore vorrebbe andare a lavorare. In questo senso, il ruolo del mondo delle Risorse Umane è fondamentale. Ma qual è la chiave? Stando ai 5 consigli di Codemotion, al colloquio di lavoro è meglio parlare la lingua degli sviluppatori e specificare le tecnologie usate in azienda. Inoltre, bisogna essere trasparenti nella selezione, quindi promuovere la formazione, e coltivare un mindset digitale e flessibile.

Un format per promuovere l’incontro fra Hr e sviluppatori

Codemotion è la piattaforma di riferimento per la crescita professionale degli sviluppatori e per le aziende alla ricerca dei migliori talenti in ambito tecnologico.
Insieme a Acea, Ey, Musement, PwC e Teoresi Group Codemotion ha quindi ideato il format #HRmeetsDev composto da una serie di panel con l’obiettivo di far incontrare il mondo delle Risorse Umane con il mondo Tech e aprire un dialogo tra queste due realtà.

Nel terzo trimestre 2021 i prezzi delle case aumentano del +4,2%

Nel terzo trimestre del 2021 l’indice dei prezzi delle case acquistate dalle famiglie italiane, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumentato dell’1,2% rispetto al trimestre precedente, e del 4,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020. Nel secondo trimestre del 2021 l’aumento era pari al +0,4%.
Secondo le stime preliminari dell’Istat sull’andamento dei prezzi delle abitazioni si tratta di un aumento record. “I prezzi delle abitazioni aumentano su base annua per il nono trimestre consecutivo – commenta l’Istituto di statistica – registrando il tasso di crescita tendenziale più alto da quando è disponibile la serie storica dell’indice Ipab”. 

Una crescita tendenziale sia per le abitazioni nuove sia per quelle esistenti 

L’aumento tendenziale dell’indice, ha spiegato l’Istituto di statistica, è da attribuirsi sia ai prezzi delle abitazioni nuove, che hanno accelerato la crescita, passando dal +2% registrato nel secondo trimestre 2021 al +3,9% del terzo, sia ai prezzi delle abitazioni esistenti (che pesano per più dell’80% sull’indice aggregato) che sono aumentati del 4,2%. Una percentuale in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente, nel quale erano rimasti stabili.

A livello congiunturale i prezzi delle nuove abitazioni a +3%.

Questi andamenti positivi si registrano in un contesto di crescita vivace dei volumi di compravendita. La variazione tendenziale registrata nel terzo trimestre 2021 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale è infatti del +21,9%. Su base congiunturale, dopo la stabilità del trimestre precedente, secondo l’Istituto di statistica l’aumento è dovuto soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove, che hanno registrato un incremento pari al +3%. Sono cresciuti però anche i prezzi delle abitazioni esistenti, ma in misura meno ampia rispetto a quanto registrato nel trimestre precedente, attestandosi al +0,8% dopo il +2% registrato nel secondo trimestre dell’anno.

Nei primi nove mesi del 2021 l’aumento medio è del 2,1%

Di fatto, riferisce Askanews, rispetto allo stesso periodo del 2020, nei primi tre trimestri del 2021 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del 2,1%.
Nel dettaglio, i prezzi delle abitazioni nuove hanno fatto registrare un +3,3%, e quelli delle abitazioni esistenti sono cresciuti dell’1,8%. Sempre secondo l’Istituto di statistica, il tasso di variazione acquisito dell’Ipab (Indice prezzi abitazioni) per il 2021 è pari a +2,6%. In particolare, l’aumento è del +3,5% per quanto riguarda le abitazioni nuove, e del +2,3% per quanto riguarda le abitazioni esistenti.